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LA STORIA - Jonathan La Rosa, il cognato di Gallardo che si è stabilito in Val d'Intelvi
Un ex River Plate a San Fedele Intelvi: "E abbiamo organizzato un camp"
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Sab 27 Giugno 2026 09.00
Jonathan La Rosa con Leo Messi
Como,

«Sto vedendo quello che sta facendo Messi al mondiale. Ho avuto la fortuna di conoscerlo, oltre che un calciatore straordinario è anche una persona speciale». Parole e musica di Jonathan La Rosa, argentino che da Buenos Aires si è appena stabilito a San Fedele Intelvi per avviare i suoi nuovi progetti da allenatore. Si tratta di un tecnico che ha lavorato a lungo in un club storico come il River Plate, rimanendo spesso fianco a fianco con il cognato Marcelo Gallardo, allenatore capace di vincere per due volte la Coppa Libertadores.

 

 

Ma andiamo con ordine. Jonathan La Rosa si è trasferito da poche settimane in Italia: «Sono arrivato in Val d’Intelvi perché questa è la zona di origine della famiglia di mia moglie – spiega – e dopo tanti anni come allenatore del River sentivo la voglia di fare qualcosa di nuovo, di cercare maggior tranquillità e avviare i miei progetti. Ora puntiamo a completare il processo di cittadinanza italiana per i nostri due figli, poi vedremo cosa ci riserverà il futuro».

La Rosa ha lavorato a lungo nel River: «È stupendo poter lavorare in uno dei club più importanti del mondo, del quale sono tifoso sin da bambino». Al River ha diretto la quarta divisione, è stato istruttore di tecnica individuale e anche il secondo in prima squadra: «E c’era anche mio cognato, Marcelo Gallardo, il marito di mia sorella, che è già oggi uno dei migliori dieci allenatori al mondo, senza dubbio».

Quindi, l’arrivo in Val d’Intelvi, dove ha incontrato Roberto Manzoni, direttore sportivo della Lariointelvi: «Grazie a lui, mio figlio Gianluca di dieci anni si allena con i piccolini della Lariointelvi. Insieme abbiamo deciso di organizzare un camp, che si terrà dal 13 al 17 luglio al centro sportivo di Castiglione, per ragazzi nati tra il 2008 e il 2015 e che sarà dedicato al perfezionamento della tecnica individuale. Inoltre, ho partecipato come relatore a una master class di YouCoach, condividendo la mia esperienza nella formazione del talento giovanile».

E uno sguardo non può non andare all’Argentina e soprattutto a Leo Messi, ancora protagonista a 39 anni nel mondiale: «Mio figlio più piccolo, Francesco, già mi chiede tutto di lui. Per noi argentini è un idolo, ha 39 anni ma fa ancora la differenza, è emozionante vederlo giocare». E ora, il futuro, nel quale La Rosa nutre molte aspettative: «Ma senza fare troppi progetti. Ora completiamo le pratiche di cittadinanza, poi vediamo cosa ci riserva il futuro. Il mio obiettivo è poter continuare ad allenare in Europa, ma anche godermi la tranquillità del posto dove ora sono e soprattutto la mia famiglia».

 


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