«Sto vedendo quello che sta facendo Messi al mondiale. Ho avuto la fortuna di conoscerlo, oltre che un calciatore straordinario è anche una persona speciale». Parole e musica di Jonathan La Rosa, argentino che da Buenos Aires si è appena stabilito a San Fedele Intelvi per avviare i suoi nuovi progetti da allenatore. Si tratta di un tecnico che ha lavorato a lungo in un club storico come il River Plate, rimanendo spesso fianco a fianco con il cognato Marcelo Gallardo, allenatore capace di vincere per due volte la Coppa Libertadores.
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Ma andiamo con ordine. Jonathan La Rosa si è trasferito da poche settimane in Italia: «Sono arrivato in Val d’Intelvi perché questa è la zona di origine della famiglia di mia moglie – spiega – e dopo tanti anni come allenatore del River sentivo la voglia di fare qualcosa di nuovo, di cercare maggior tranquillità e avviare i miei progetti. Ora puntiamo a completare il processo di cittadinanza italiana per i nostri due figli, poi vedremo cosa ci riserverà il futuro».
La Rosa ha lavorato a lungo nel River: «È stupendo poter lavorare in uno dei club più importanti del mondo, del quale sono tifoso sin da bambino». Al River ha diretto la quarta divisione, è stato istruttore di tecnica individuale e anche il secondo in prima squadra: «E c’era anche mio cognato, Marcelo Gallardo, il marito di mia sorella, che è già oggi uno dei migliori dieci allenatori al mondo, senza dubbio».
Quindi, l’arrivo in Val d’Intelvi, dove ha incontrato Roberto Manzoni, direttore sportivo della Lariointelvi: «Grazie a lui, mio figlio Gianluca di dieci anni si allena con i piccolini della Lariointelvi. Insieme abbiamo deciso di organizzare un camp, che si terrà dal 13 al 17 luglio al centro sportivo di Castiglione, per ragazzi nati tra il 2008 e il 2015 e che sarà dedicato al perfezionamento della tecnica individuale. Inoltre, ho partecipato come relatore a una master class di YouCoach, condividendo la mia esperienza nella formazione del talento giovanile».
E uno sguardo non può non andare all’Argentina e soprattutto a Leo Messi, ancora protagonista a 39 anni nel mondiale: «Mio figlio più piccolo, Francesco, già mi chiede tutto di lui. Per noi argentini è un idolo, ha 39 anni ma fa ancora la differenza, è emozionante vederlo giocare». E ora, il futuro, nel quale La Rosa nutre molte aspettative: «Ma senza fare troppi progetti. Ora completiamo le pratiche di cittadinanza, poi vediamo cosa ci riserva il futuro. Il mio obiettivo è poter continuare ad allenare in Europa, ma anche godermi la tranquillità del posto dove ora sono e soprattutto la mia famiglia».
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