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L'INTERVISTA - Tra Covid, ripartenza del calcio e scuola: il parere di Michele Spaggiari
Il sindaco di Menaggio: "Rispetto all'anno scorso ci sono i vaccini. Si deve giocare"
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Gio 27 Gennaio 2022 10.30
Michele Spaggiari, ex calciatore e sindaco di Menaggio
Como,

Si avvicina la ripartenza del calcio dilettantistico. Questo fine settimana inizieranno l’Eccellenza con la diciannovesima giornata e la Promozione con il recupero di alcune sfide saltate nel 2021.

La ripartenza degli altri campionati è fissata al 6 febbraio con lo svolgimento dell’ultima giornata d’andata. Rispetto allo scorso anno, quando dalla Promozione in giù di fatto vennero sospesi e, in seguito, annullati tutti i campionati, ora la situazione è ben diversa.

 

 

Tra gli addetti ai lavori, quest’anno, non si è formato un fronte comune che invoca a gran voce la ripresa posticipata dell’attività.

Uno dei pareri più autorevoli e che possono inquadrare al meglio la situazione è quello di Michele Spaggiari, sindaco di Menaggio e uno degli ex calciatori dilettanti più apprezzati in provincia, essendo stato assoluto protagonista degli anni d’oro del Cantù in serie D: «L’anno scorso ero contrario alla ripartenza e infatti i campionati sono terminati dopo solo tre giornate perché non c’erano ancora i presupposti per giocare – esordisce Spaggiari -. Fortunatamente c’è stata la campagna vaccinale che sta portando risultati incontestabili per quanto riguarda lo sviluppo grave della malattia, le ospedalizzazioni e le terapie intensive».

In più, con il nuovo protocollo, per giocare è obbligatorio possedere il green pass rafforzato. Solo persone vaccinate possono quindi praticare attività sportiva collettiva: «Se solo vaccinati possono allenarsi e giocare non vedo perché non si possa ripartire. C’è bisogno di normalità, soprattutto tra i più giovani. Lo sport forma i ragazzi, quindi facciamoli tornare in campo».

 

 

Per ripartire mancherebbe un ultimo e fondamentale tassello, sul quale Lnd e Crl stanno lavorando all’unisono, ossia la stipulazione di un protocollo fatto di regole chiare sulle modalità di comportamento se si dovesse presentare – e le probabilità sono ancora alte – un positivo in una squadra.

Stop alle partite rinviate con una sola positività in un gruppo-squadra: «Non sono un medico e non sta a me varare regolamenti, però un protocollo si può trovare (ed è stato trovado nda). È già stato fatto per luoghi di lavoro e scuole, quindi si può fare anche per lo sport – spiega Spaggiari -: credo che sia inutile ipotizzare delle date e poi non essere certi di rispettarle.

Preferirei, invece, che si aspettasse qualche settimana per indicare una data e ripartire tutti insieme». Infine, essendo Spaggiari un insegnante di educazione fisica, non si può non trattare il tema scolastico: «Seguendo i protocolli a scuola, con distanziamento e gel, il Covid non si prende. Il problema sorge nel sistema educativo da 0 a 6 anni, dove non si indossano le mascherine». 

 


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