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Dolore e cordoglio per la morte del campione del mondo Filippo Mondelli
Il toccante ricordo della sua Canottieri Moltrasio: "Niente potrà sconfiggerti Pippo"
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Ven 30 Aprile 2021 14.00
Canottieri Moltrasio: il ricordo di Pippo Mondelli
Moltrasio,

Con un lungo e toccate comunicato la Canottieri Moltrasio ha voluto rircodare Filippo Mondelli, il canottiere comasco campione del mondo purtroppo scomparso ieri e che proprio a Moltrasio aveva inziato a remare...  

 

   

 

“Un abbraccio forte”. Così sei riuscito a salutarmi e salutarci un’ultima volta, pur sapendo già tutto. Non sai quanto siano concrete quelle braccia e quella forza, simbolo e significato di ciò che sei diventato.

Ti presentasti dodici anni fa alla Canottieri Moltrasio per seguire un sogno e alla fine ti abbiamo seguito noi, sempre più in affanno dietro alla tua rincorsa che filava come quando, in tv, vedi da vicino il profilo di uno scafo a remi che scorre, con quell’attimo di sospensione, quasi arretramento, che poi invece lancia la prua ancora più veloce. Quei piccoli immensi ostacoli, come la scelta dello sport giusto, quel campionato italiano che non arriva, l’ennesimo cambio di equipaggio dopo tanto lavoro, ti hanno spinto un giorno, un metro, un traguardo più in là.

Il tuo primo grande successo è stato addirittura un titolo mondiale, nel 2015 a Plodviv, tra gli U23, prima ancora di vestire il tricolore nel 2016, liberazione verso confini mai oltrepassati da un atleta moltrasino: due volte campione d’Europa e di nuovo campione del Mondo, sempre a Plodviv ma questa volta senza più limiti di categoria, senza più freni alla fantasia, campione del mondo assoluto. I giochi di parole con il tuo soprannome si sprecavano e “Mondo” quasi non bastava più a descrivere Pippo. La strada era ancora lunga. Dai titoli iridati l’obiettivo si è paradossalmente ridotto a una “semplice” qualificazione: LA qualificazione, quella olimpica. Agguantata pure quella, impossibile poter resistere a quelle braccia, quella forza, quadruplicate grazie ai compagni di barca Giacomo Gentili, Luca Rambaldi, Andrea Panizza.

La tua è stata una conquista cromatica e morale, passando dal bianco e nero della Moltrasio e di una dura vita di sacrifici all’intenso colore azzurro della Nazionale e di una ricompensa che ti fa toccare il cielo. Ma tu riuscivi anche a passare dall’uniforme della Guardia di Finanza alla maglietta della Traversata del Lago di Como, dal Collare d’Oro del CONI al disegno riconoscente di un bambino ammirato, dalle sedute estenuanti di remoergometro al taglio della legna con papà, dalle strette di mano sui podi internazionali alle pacche sulle spalle (o sul coppino) alle tavolate dei Master Moltrasio.

Sei riuscito perfino a trasformare la fine di ogni speranza nella prova della tua invincibilità. In una malattia che ti ha tolto tutto in un solo anno dei tuoi 27 non ancora compiuti, sei riuscito comunque a lanciare quel tuo sguardo lontano, dietro agli inconfondibili occhiali squadrati, portandoti dietro tutti, che già ti vedevano di nuovo in barca, a Tokyo o a Parigi, nel consiglio del CONI, neoeletto rappresentante degli atleti perché rappresentazione di una storia di sport di cui abbiamo estremo bisogno, ma soprattutto sul Lago di Como, a scherzare e tornare dopo ogni medaglia o raduno alla tua famiglia. Sconfitto sul campo, rimarrai imbattibile nel ricordo.

Il sogno è incompiuto, il vuoto incolmabile, ma anche questa volta, solo tu da solo, con le tue braccia e la tua forza, riempi il cuore e ci insegni che tutto è possibile. Ciao Pippo!

Francesca Caminada

 


 

 


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