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SHABOMBER, LA RUBRICA DI LARIOSPORT.IT IN COLLABORAZIONE CON SHABU COMO
Leggi l'articolo e scopri a chi è andata la Shabu Bomber Card della settimana!
1 commenti
Mer 18 Novembre 2020 12.00
Scopri lo Shabomber della settimana
Como,

SHABOMBER è il nome della rubrica settimanale di Lariosport.it in collaborazione con Shabu, il Japanese Fusion restaurant di Como (via Morazzone 9).

Di cosa si tratta? Ogni settimana individueremo e intervisteremo un “bomber”, ovvero un calciatore (o una calciatrice) protagonista dei campionati di calcio dilettanti. Non per forza un goleador, ma un giocatore che si è distinto per un gesto, per un episodio, per una storia o una curiosità da raccontare.  

Sarà lui lo SHABOMBER della settimana che, grazie alla rinnovata partnership tra Lariosport.it e Shabu, sarà omaggiato con la SHABU BOMBER CARD: un buono cena per due persone (da instagrammare con una story taggando @shabucomo e @lariosport).

Non sarà premiato solo lo Shabomber della settimana: Shabu, infatti, omaggerà anche tutti i suoi compagni di squadra con le nuove carte sconto ONLY FOR FRIENDS* logate Lariosport.it.

* ATTENZIONE: dal mese di ottobre 2020 tutte le vecchie carte sconto Shabu-Lariosport non sono più valide e non saranno più accettate.  


 

 ANDREA FORESTI E' LO SHABOMBER DI QUESTA SETTIMANA

Portiere dell'Aurora, è il più longevo del calcio dilettanti, alle spalle otto stagioni da professionista

Portiere classe 1976, 44 anni da compiere a fine dicembre, Andrea Foresti dell'Aurora è il numero uno più longevo ad essere sceso in campo tra le formazioni dilettantistiche comasche in questo sfortunato inizio di stagione. Ma è soprattutto un portiere con alle spalle una lunga carriera tra i professionisti e la serie D...

Nato a Erba il 27 dicembre 1976, Foresti ha iniziato a giocare tra Albavilla e Arcellasco, prima della chiamata dell'Inter: "Mi ricordo bene quegli anni, quando uscivo da scuola, prendevo treno, metro e bus a Milano per andare ad allenarmi. Poi tornavo a casa e dovevo anche studiare. Ripensando a queste cose, mi viene un po' da sorridere quando sento alcuni giovani di oggi che si lamentano di non riuscire a conciliare i loro impegni con il calcio".

All'Inter due stagioni nella categoria Giovanissimi, allenato da un mostro come il Giaguaro Luciano Castellini: "Ho legato molto con lui, ma il ricordo di quelle annate all'Inter è comunque bellissimo in generale. Ricordo quando Zenga mi regalò guanti e pantaloncini, quando mi allenavo con lui e con Beniamino Abate".

Dopo l'Inter la chiamata della Solbiatese in serie C2 e l'inizio della carriera da professionista: "A Solbiate Arno - era il 1993/94 - dovevo giocare nella Berretti, ma in realtà divenni il secondo della prima squadra e per poco non esordii. Ricordo che a quegli anni la Solbiatese era una delle migliori società di serie C in Italia. In società c'erano dirigenti come Gabriele Oriali, Ivano Bordon e un altro preparatore dei portieri a cui sono molto legato come Ottorino Piotti". 

Andrea Foresti con la maglia della Solbiatese nel 1993/94

 

Da qui molte altre stagioni in serie C: Centese, Novara, Frosinone, Campobasso e Mestre le altre tappe. "Ricordo in particolar modo l'anno alla Centese, quando facevo il militare a Bologna. Conobbi tante persone in quel periodo, ero in camera con Moreno Longo, l'ex allenatore del Torino. Dopo l'annata di C1 con il Novara avevo quasi smesso - continua Foresti - poi ripresi in serie D prima di andare al Frosinone e quindi al Campobasso, dove giocavo tra gli altri con Giorgio Corona".

Altra esperienza da ricordare quella con la Fiorentina di Trapattoni: "Venni chiamato per fare il terzo portiere nel 1999, poi mi sostituirono con Taglialatela. Ma ricordo comunque gli allenamenti con mister Trapattoni e con giocatori come Edmundo, Oliveira, Padalino, Toldo, Batistuta e molti altri".

Dopo l'esperienza a Mestre arrivano alcuni campionati di serie D, l'ultimo con la maglia dell'Oggiono nel 2005/06: "Giocammo anche contro il Como, che era appena fallito. Ma fu l'ultima mia esperienza seria. Poi decisi di fermarmi per dedicarmi alla mia attività lavorativa, anche perchè il calcio non mi piaceva più come prima. Sino a quando venne la possibilità di rientrare a giocare con l'Ardisci nel 2008".

Questo grazie all'amicizia con Massimo Xodo, figlio dell'allora presidente dell'Ardisci e Spera: "Insistette talmente tanto che decisi di tornare a giocare. Da lì è partita la seconda parte della mia carriera, che mi ha dato la possibilità di girare per diverse società della provincia di Como, sino a giungere quest'anno all'Aurora, dove mi hanno voluto fortemente mister Frigerio e il ds Serra che avevo conosciuto proprio ai tempi dell'Ardisci".

Nel frattempo, Foresti ha anche conseguito a Coverciano il patentino Uefa B per poter allenare, ed è diventato anche preparatore dei portieri: "Ho fatto parte del progetto "Pianeta Portiere", e ho allenato i giovani di Como e Lecco per un paio d'anni".

Ricordi tanti, anche se non ce n'è uno in particolare: "Ho giocato tanti campionati e non mi ricordo uno al quale sia particolarmente legato. Gli allenatori che ho avuto erano molto bravi, è facile citare Castellini ma non vorrei dimenticare anche Ottorino Piotti, Bordon e Cacciatori. Nel 1994 ricordo poi che alla Solbiatese eravamo gli sparring partner della Nazionale che si allenava a Milanello preparando il mondiale, e ho potuto vedere da vicino Pagliuca, Marchegiani e Bucci".

E' un momento difficile per tutti nel calcio dilettanti, visto che ancora non si sa quando si potrà tornare a giocare. "In questi giorni molti miei giovani compagni all'Aurora li ho sentiti molto dispiaciuti per questa situazione, ma ho raccontato loro un aneddoto che risaliva ai tempi del Campobasso, a quando un mio compagno di squadra si fece male gravemente ma gli spiegarono che quell'anno che avrebbe dovuto saltare lo avrebbe recuperato a fine carriera. Penso - continua Foresti - che valga lo stesso in questo momento, e lo dico soprattutto ai più giovani: il Covid ci ha fermato momentaneamente, ma questo servirà loro per ricaricarsi e per avere un anno in più al massimo livello nella propria carriera calcistica".

E il futuro di Foresti qual è? "Finchè riesco a giocare e non faccio fare figuracce alla mia squadra andrò avanti. La cosa più importante per me è poter essere di esempio ai miei compagni: non pretendo di trasmettere passione e mentalità, perchè capisco che fare i dilettanti e i professionisti non sia la stessa cosa, ma serietà questa sì, è fondamentale. Il calcio di oggi? Tifo Juve, ma lo seguo poco, ci sono troppi interessi sotto".

Un'ultima curiosità: Foresti avrebbe potuto anche diventare un ottimo attaccante. "Ricordo che nelle giovanili non mi piaceva fare il portiere perchè non c'erano i preparatori, così riuscii a fare qualche partita prima come difensore e poi come attaccante. All'Arcellasco andammo a fare un torneo a Lloret de Mar e nonostante fossero venuti a vedermi degli osservatori proprio dall'Inter, il mister dell'epoca mi fece giocare come attaccante e io segnai molti gol fornendo anche alcuni assist! Avrebbe potuto essere tutto diverso, invece poi il mio destino è stato quello di fare il portiere".

 



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CommentiI commenti degli utenti
Il giorno 19/11/2020 alle ore 21.05 fedepiso ha scritto...
CommentoGrande fore. Sei e sarai sempre il nostro Sempreverde! ;-)
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