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RIPARTENZA - I commenti dei dirigenti delle comasche dopo le riunioni del Crl
Tra dubbi e scetticismo, tra chi spera di riprendere e chi vorrebbe fermarsi
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Mar 17 Novembre 2020 14.00
Calcio dilettanti: i commenti sulla possibile ripartenza
Como,

Diversi gli spunti emersi, ma nessuno decisivo, dall'incontro tra il Crl e le società di Eccellenza e Promozione, ma come afferma il direttore generale del Mariano (Eccellenza B) Mauro Bernardi, oltre all’inizio delle competizioni, in questo momento è fondamentale l’unità: «La riunione è stata utile, ma ho sentito pareri che ora come ora non fanno bene al movimento – dichiara -. Dobbiamo stare uniti al nostro comitato regionale, il Crl, e sostenere compatti il nostro presidente Giuseppe Baretti. Prima di pensare al format per concludere il campionato, parlerei di stilare un protocollo sostenibile per i dilettanti».

 

 

Ha analizzato la situazione anche il numero uno della Pontelambrese, Federico Laiso: «Nonostante l’utilità di questo incontro, ora credo sia impossibile, con tutti i contagi a cui assistiamo quotidianamente, sapere cosa potrà accadere nei prossimi mesi – spiega il presidente degli orange -. La Lombardia è la zona più colpita dal Covid e finché la situazione non migliorerà è dura parlare di ripresa».

Passando alle comasche di Promozione, è chiaro il pensiero di Andrea Colombo, direttore generale dell’Arcellasco (girone B): «Siamo allineati con quanto si è detto durante l’incontro, il format ad oggi non è un problema, prima bisogna capire in che modo si ripartirà quando il virus sarà sotto controllo – spiega -. L’unico rammarico scaturito da questa riunione è vedere che tante società vogliono terminare la stagione, cosa che per altro tutti – Covid permettendo – ci auspichiamo, per un mero aspetto di business e di guadagno economico, noi invece apprezziamo ancora la parte ludica di questo gioco».

Diverso è il pensiero Fabio Tomaino, direttore sportivo del Città di Cantù (Promozione A), riguardo questo appuntamento promosso dal Crl: «Credo che questa riunione sia stata abbastanza inutile, unire via web centottanta società è abbastanza confusionario. Forse sarebbe stato meglio indire diversi incontri a livello territoriale e poi eleggere un portavoce per ogni zona – commenta -. Con tutti i contagi mi sembra inutile oggi discutere sulla modalità di concludere i campionati. È necessario aspettare l’evolversi della pandemia, ma sono altresì convinto che giocare fino a estate inoltrata sia impossibile, quindi disputare l’andata e i playoff allargati, quando possibile, è la scelta migliore».

Anche le società di Prima categoria hanno partecipato alla riunione indetta appositamente per loro dal Crl nel pomeriggio di sabato scorso, tra le quali c’erano anche diversi rappresentanti delle comasche. Uno di essi il dg dell’Ardita Antonio Campeglia: «Credo che l’incontro sia stato abbastanza interlocutorio, ora si può dire di tutto ma nessuno sa cosa succederà nelle prossime settimana e quando si potrà tornare in campo. Sicuramente è emersa la voglia del Crl di terminare campionato e coppe, ma io penso che già ripartire con gli allenamenti a gennaio sarebbe una cosa positiva, pensare di farlo prima penso sia dura».

Parere simile a quello di Luca Rossetti, presidente del Lomazzo: «Il girone unico di sola andata è la soluzione logica, come ci è stato prospettato, non c’è tempo per giocare anche il ritorno. Poi puntare su playoff allargati o tradizionali credo sia indifferente. E’ difficile dire cosa accadrà, ma credo che poter ripartire il 7 febbraio sarebbe già un successo».

Per Vitaliano Mazza, presidente dell’Albavilla, il problema è legato soprattutto ai giovani: «Io oggi penso più a loro che alle prime squadre, i ragazzi hanno molto bisogno di socializzare e quindi credo che si debba pensare soprattutto a loro. Sono comunque conscio dell’importanza delle prime squadre, ma ora fare ipotesi è difficile e credo che questa riunione potesse anche essere posticipata. Di sicuro sappiamo che la prima cosa a cui pensare è la salute di tutti».

C’è anche chi vorrebbe chiuderla qui e ritrovarsi il prossimo settembre. E’ il caso del presidente del Menaggio Antonio Canuti: «Il calcio mi manca molto, vedere il campo di Menaggio vuoto per me è uno strazio, però mi chiedo a che cosa serva pensare di ripartire in un momento complicato come questo. Noi abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare, nel rispetto dei protocolli, e sinora siamo stati fortunati a non aver avuto nessun caso, ma chi ce lo fa fare di rischiare fino a quando la situazione è questa? Secondo me sarebbe meglio – conclude Canuti – pensare a ritrovarsi a settembre, con una situazione che si spera sia definitivamente risolta».

 


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