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A2 maschile, Pool Libertas Cantù in palla: batte Torino 3-2 e aumenta l'autostima
Soddisfatto coach Battocchio: "Vincere aiuta a vincere, diamo tempo ai giovani"
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Lun 5 Ottobre 2020 09.38
Cantù vince ancora in amichevole
Casnate con Bernate,

Un'altra vittoria nel precampionato del Pool Libertas Cantù. I ragazzi di coach Matteo Battocchio si sono infatti imposti per 3-2 nell'allenamento congiunto contro Torino al PalaFrancescucci di Casnate con Bernate.

Coach Matteo Battocchio dà spazio a tutti i ragazzi a sua disposizione, per testare tutte le frecce al suo arco.

Ancora una volta il top scorer è Matheus Motzo (25 punti, 3 ace e 2 muri). Buona prova a muro, con 12 a terra (5 di Federico Mazza) e tante palle toccate. La battuta ha tenuto, con 4 ace a fronte di 16 errori totali.

 

 

Il primo set inizia con le squadre in equilibrio (7 pari). Il Pool Libertas scappa avanti (16-11), e gestisce il vantaggio fino alla fine (25-18).

Secondo set in fotocopia: inizio pari fino a quota 5, allungo Libertas (14-9) e chiusura in vantaggio (25-19).

Nel terzo set il copione si ribalta: è la ViviBanca a scappare avanti (6-11), a resistere alla rimonta canturina (10-12), e a chiudere (21-25).

Quarto set con il Pool Libertas a scappare subito avanti (9-4), per poi venire raggiunta a quota 20. Nel finale punto a punto la spuntano gli ospiti.

Quinto set con il Pool Libertas che prova a scappare (6-4), ma viene sorpassato da Torino (7-9). Parità ancora a quota 10, ma nuovo strappo esterno (10-12). Di nuovo pari a quota 13, poi finale che sorride ai padroni di casa con il minimo scarto (15-13).

I ragazzi sono stati molto bravi – esordisce coach Matteo Battocchio –, dato che eravamo in una situazione abbastanza delicata, e, per quanto sembri banale, non lo è. Anche il modo in cui abbiamo vinto il tie-break è stato molto importante: vincere aiuta a vincere. Dobbiamo capire che dobbiamo acquisire una mentalità vincente, e cioè che ognuno deve fare qualcosina in più per arrivare alla vittoria”.

E' palese che dobbiamo ancora crescere, ma la crescita è un processo lungo – conclude –, soprattutto quando c'è un gruppo giovane come questo. Bisogna avere la pazienza di aspettarli e dare loro tempo di maturare. Non si vede certo in una partita, in un singolo momento di svolta. E' un processo lungo, e a volte dura anche anni. Quello che è importante è che questo avvenga con la volontà di essere protagonisti della propria strada, di prendere per mano il proprio destino pallavolistico e di esserne l'artefice nel bene e nel male”.

 


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