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Terza Como A - Ritorno in campo? Quasi impossibile per tutti, c'è chi ne risentirebbe
Ecco le opinioni di mister Roberto Roncoroni e dei presidenti Levrini e Bello
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Ven 27 Marzo 2020 12.02
Enrico Levrini, presidente della Pro Olgiate
Como,

La ripartenza del calcio dilettanti sembra sempre più complicata dopo le ultime notizie sull’epidemia del coronavirus in Italia e soprattutto in Lombardia. Tra i dirigenti e gli allenatori del girone A di Terza categoria, c’è chi comunque continua a sperarci, e chi invece resta realista – o forse sarebbe meglio dire pessimista – sulla regolare conclusione dei campionati.

 

 

Enrico Levrini, presidente della Pro Olgiate seconda in classifica, analizza le possibili conseguenze di uno stop definitivo dei campionati: «Per noi sarebbe un problema non da poco perché abbiamo investito molto per provare a salire di categoria, ricominciare da zero non sarebbe facile. Nel caso dovesse accadere, cercheremmo comunque di puntare a una categoria superiore per l’anno prossimo». Il problema per Levrini sarà la ripartenza, soprattutto per i calciatori non giovanissimi: «Penso che molti degli “over 35” faranno fatica a ripartire, ma in questo momento mi rendo conto che prima di ripartire debba migliorare la situazione sanitaria in tutto il paese».

Il tecnico dell’Uggiatese Roberto Roncoroni è abbastanza categorico: «La situazione è molto seria, mi viene difficile pensare al calcio in questo momento. Penso che sia molto dura pensare a una ripartenza per questo campionato, e probabilmente verrà annullato tutto. Spero ovviamente di sbagliarmi e che la situazione si possa risolvere prima del previsto, ma ora come ora sono molto pessimista. L’unica idea che mi viene per dare un minimo di valore alle classifiche di questa stagione è utilizzarle in caso di ripescaggio, al posto delle graduatorie che solitamente vengono compilate al termine dei playoff».

Discorso molto simile quello del presidente della Libertas San Bartolomeo Enrico Bello: «La prima parole che mi viene in mente in questo momento è cautela. Credo che una ripresa per terminare la stagione sia impossibile nel settore giovanile e quasi impossibile anche per i dilettanti. Bisognerà ripartire a settembre, se tutto andrà bene, ma bisognerà farlo nelle condizioni migliori, con impianti a norma e sanificati, senza correre il minimo rischio». Difficile pensare a qualcosa di diverso che al completo annullamento della stagione: «Ancora non si sa bene nemmeno quando e se potrà ripartire la serie A, ma in quel caso credo che si possa pensare a playoff e playout per fine giugno; la cosa invece non è a mio modo proponibile nei dilettanti, penso che si vada senza troppe alternative verso il completo annullamento della stagione».

 


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