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IL PERSONAGGIO - Fabio Manzoni, a Casatenovo gli anni migliori della carriera
Conosciamo meglio uno dei grandi protagonisti del calcio dilettanti lariano
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Dom 22 Marzo 2020 11.40
Fabio Manzoni, difensore del Barzago
Calolziocorte,

Calolziese classe 1983, Fabio Manzoni è uno dei difensori centrali più esperti e conosciuti del calcio lecchese. Tante maglie e tante gioie nella sua carriera, ma anche annate storte e una delusione difficile da cancellare.

 

 

«Ho iniziato a giocare a 6 anni nell'Ac Victoria, poi sono passato al Calolziocorte e al secondo anno di Allievi all'Olginatese, giocando però già con la Juniores Nazionale». Il giovane Fabio attira le attenzioni di Giuliano Dell'Orto, allenatore della prima squadra bianconera che lo fa così esordire in prima squadra a 17 anni come terzino sinistro. «Ho giocato tre campionati in Serie D collezionando parecchie presenze. Nell'estate del 2004 mister Falsettini cambiò squadra a pochi giorni dal ritiro e io passai alla Galbiatese in Eccellenza. Era una grande società, con persone come Maurizio Campagnari, Natale Castagna e Luigi Panzeri. Purtroppo però le cose non andarono molto bene. Ero giovane e venendo dalla D pensavo di poter fare chissà cosa, invece non riuscii neanche a giocare tante partite e restai solo un anno».

Nel campionato 2005/06 Manzoni torna nel Calolziocorte, in Promozione e reduce dalla fusione con l'Ac Victoria, dove incontra Roberto Arrigoni, allenatore che risulterà poi una delle figure più importanti nella sua carriera: «Arrivò dopo qualche giornata perché la società puntava in alto ma all'inizio i risultati non arrivavano. C'erano giocatori come Ivan Picco con cui avevo giocato a Olginate e Mattia Perri, davvero una bella squadra e infatti vincemmo i playoff ma non venimmo ripescati. L'anno successivo fu particolare, arrivò mister Francesco Raggi, morì mio padre e a gennaio decisi di smettere di giocare».

A riportare Fabio sui campi di calcio è proprio mister Arrigoni: «Lui andò al Nibionno, in Promozione, e mi chiese se volessi giocare con loro. Accettai e al secondo anno vincemmo i playoff venendo ripescati in Eccellenza. Nella stagione 2009/10 le cose andarono male all'inizio nonostante in attacco avessimo gente come Fabio Cardinio e Fausto Erba. Dopo l'andata eravamo ultimi, poi arrivò mister "Popo" Rigamonti e riuscimmo a salvarci ai playout». Nell'estate 2010 Fabio ritrova ancora Arrigoni, chiamato in Promozione all'Atletico Civate Lecco. Due stagioni e due volte la conquista dei playoff, ma nell'estate 2012 la fusione con il Nibionno porta Fabio a cambiare aria: «Ricordo che il nuovo allenatore Massimiliano Mason venne anche a parlare a casa mia per tenermi, ma sinceramente avevo capito di non essere più la prima scelta e preferii andare al Merate di mister Ottolina dove mi aveva chiamato il ds Flavio Invernizzi, mio compagno di squadra a Galbiate. Arrivammo sino alla finale playoff, ma perdemmo contro l'Oggiono e restammo in Promozione».

Promozione che vede Fabio protagonista poi con la CasateseRogoredo: «A Merate non mi ero trovato benissimo con lo staff e quando mi chiamò Gianni Sassella decisi di cambiare ancora. Quelli a Casatenovo sono stati senza dubbio gli anni migliori della mia carriera, sia per le emozioni vissute che per il gruppo di giocatori che si era formato che per il livello delle mie prestazioni». La società biancorossa punta in alto e al secondo tentativo viene ripescata in Eccellenza. Nel campionato 2015/16 il nuovo allenatore Alessio Vianello dà a Fabio la fascia di capitano, il ds Andrea Riva costruisce uno squadrone e l'anno dopo solo il Crema riesce a chiudere davanti ai brianzoli.

«Del primo anno in Eccellenza ricordo un mio gran gol a Caprino da fuori area che valse l'1-1 al 90'. Nel secondo abbiamo fatto più di 70 punti ma non bastarono per vincere il campionato. Arrivammo poi sino alla finale nazionale dei playoff, vincendo l'andata in casa per 3-1 andando poi a perdere a Bolzano al 90' 2-0. Quella è stata sicuramente la delusione più grande della mia carriera. In estate la società decise di cambiare allenatore, arrivò Crotti che si portò i suoi giocatori e lì finì la mia esperienza a Casatenovo. Fu un peccato, perché secondo me puntando sul nostro gruppo anche l'anno dopo avremmo potuto fare ancora meglio».

Manzoni resta in Eccellenza e passa alla Luciano Manara: «La stagione 2017/18 è stata una delle più strane che abbia mai vissuto. Cambiai quattro allenatori e due ds. Il terzo mister è stato "Popo" Rigamonti, ma al primo risultato negativo è stato cambiato con Ronchi. Non avevo niente contro Ronchi, avendolo già conosciuto a Casatenovo, ma non credevo più a quello che stavo facendo e me ne andai prima della fine del campionato che si concluse con la retrocessione in Promozione. Tra l'altro quell'anno segnai un solo gol e proprio contro la Casatese».

Siamo così arrivati alla stretta attualità. L'anno scorso Fabio è sceso in Prima categoria con il Missaglia Maresso: «Volevo rallentare un po' e dedicarmi di più alla famiglia, passando a due soli allenamenti a settimana. A Missaglia non ho fatto male, ma stavo perdendo un po' gli stimoli. La scorsa estate sono così tornato al Calolziocorte. Il ds Vittorio Castagna mi voleva, a me risultava anche comodo e le ambizioni non mancavano. Purtroppo ho iniziato la preparazione fuori forma, poi per la prima volta nella mia vita ho avuto la sciatica e facevo veramente fatica ad allenarmi bene. A ottobre mi sono un po' ripreso, ma non trovavo spazio in squadra e mi rendevo conto di pagare come l'anno prima il fatto di fare due soli allenamenti, sia a livello fisico che di stimoli».

Ed ecco che la soluzione si chiama ancora Roberto Arrigoni: «Lui è stato chiamato per risollevare il Barzago in Promozione e mi sono andato con lui. Tornare a fare tre allenamenti mi ha aiutato parecchio, lui mi ha messo subito in campo e i risultati stavano iniziando ad arrivare. Ora però se ne riparlerà a settembre credo. Ho 37 anni ma fisicamente sto ancora bene quindi penso di continuare a giocare ancora».

 


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