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Basket in lutto: è morto il grande Boris Stankovic, inventò il leggendario 'Muro di Cantù'
Giocatore, allenatore e dirigente: con l'Oransoda vinse il primo scudetto canturino
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Ven 20 Marzo 2020 12.40
Boris Stankovic, leggenda del basket
Cantù,

Il basket e la Pallacanestro Cantù piangono la morte di una leggenda: "Boris" Borislav Stankovic è morto a Belgrado all'età di 94 anni. Ex giocatore e allenatore, anche a Cantù per tre anni, conducendola al suo primo scudetto, da dirigente sportivo ha guidato la pallacanestro nell'era moderna. Sue le idee rivoluzionarie del tiro da 3, della divisione delle partite in quattro tempi e del leggendario "Dream Team" a Barcellona '92.

 

 

Giocatore, allenatore e dirigente visionario, capace di creare ponti e lavorare per il bene comunce. Boris Stankovic è stato un grande della pallacanestro moderna.

Per la Pallacanestro Cantù è un'autentica leggenda. Arrivò in Brianza nel 1966 come allenatore: cominciò con un quarto posto, per poi portare l'allora Oransoda all suo primo scudetto nel 1967/68, festeggiato al palasport Parini. In quella squadra, un giovanissimo Pierluigi Marzorati, con lui il bomber Carlo Recalcati, il capitano Antonio Frigerio e  Bob Burgess che, con Alberto De Simone e Alberto Merlati, furono i tre lunghi del "Muro di Cantù", con tre giocatori sopra i due metri di altezza.

Altra grande intuizione, fu il college di Cantù, sulla scorta di quelli statunitensi. Una "cantera" di futuri campioni, ideata con Aldo Allievi, Gianni Corsolini e Arnaldo Taurisano.

Come dirigente, è stato segretario generale della federazione jugoslava dal 1956 al 1966, dal 1960 è ai vertici anche della federazione internazionale prima come vicesegretario e poi dal 1976 come numero uno, segretario generale. Membro del Cio dal 1988 al 2006

A lui si deve l'avvicinanamento del basket europeo al mondo della Nba, fautore del Dream Team alle Olimpiadi del '92. Sul piano regolamentare, a Stankovic si deve l'introduzione del tiro da tre punti e la divisione delle partite in quattro tempi.

 

IL RICORDO DELLA PALLACANESTRO CANTU'

Pallacanestro Cantù piange la scomparsa di Boris Stankovic, leggendaria figura del basket canturino e internazionale. Mancato questa mattina a Belgrado dopo una lunga malattia, a luglio, “Bora”, avrebbe compiuto 95 anni. Un vuoto enorme per Pallacanestro Cantù. A lasciarci, infatti, non è solamente il coach del primo storico scudetto biancoblù – conquistato nel 1968 – ma anche un uomo di grande caratura, rispettabile e dotato di una rara conoscenza della pallacanestro. Pallacanestro Cantù si stringe attorno al dolore della famiglia e dei suoi cari.

 

IL RICORDO DI CARLO RECALCATI

«Le nostre strade si sono incrociate e - racconta Carlo Recalcati - incontrarlo è stata per me una grande fortuna. Sono sempre stato legatissimo ad Arnaldo Taurisano e a Gianni Corsolini ma Stankovic rappresenta la svolta nella mia carriera. Arrivò a Cantù con una carica incredibile e una leadership contagiosa, con poche parole riuscì a entrarmi nella testa, facendomi diventare un giocatore diverso, come lui voleva. Stankovic diede inoltre alla Pallacanestro Cantù una dimensione internazionale, senza trascurare alcun aspetto. Sapeva che per diventare una società stabile Cantù avrebbe dovuto concentrarsi su ogni ruolo, considerando tutti importanti, dal presidente al custode della palestra». 

 


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