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Figc: il delegato provinciale lecchese Giovanni Colombo prova a infondere fiducia
Le sue parole: «La stagione termine il 30 giugno, quindi il tempo non manca»
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Lun 16 Marzo 2020 11.45
Giovanni Colombo, delegato Figc di Lecco
Lecco,

La sospensione dei campionati fino al 3 aprile ha chiaramente riscontrato consensi nell'ambiente calcistico lecchese, considerando, e non c'è bisogno di dirlo, la salute come valore al di sopra di tutto il resto, calcio compreso. Resta ora da capire se e come i vari campionati riprenderanno e per fare il punto della situazione abbiamo chiesto un parere direttamente al delegato provinciale della Figc Giovanni Colombo.

 

 

Figura storica del calcio nostrano, da tutti apprezzato per la schiettezza e la razionalità nell’affrontare le situazioni, Colombo traccia quella che potrebbe essere la strada da qui ai prossimi quattro mesi: «Ricordiamoci che la stagione termina ufficialmente il 30 giugno, quindi il tempo per ripartire ad aprile e completare il tutto in maniera regolare c'è. – Precisa il numero uno del calcio lecchese - Chiaramente non sarà facile, anche perché prima di tutto bisogna vedere se basterà questo mese di marzo per sistemare le cose a livello sanitario, ma una volta rientrato l’allarme tutto potrà ripartire».

Fatti due conti la situazione è ancora pienamente recuperabile: «Una volta arrivati ad aprile dovremo lasciare una decina di giorni alle squadre per allenarsi, poi ci sarà la Pasqua e considerando anche i recuperi ci sarà bisogno di giocare pure in settimana, ma per quanto mi riguarda conto di completare tutti i campionati di nostra competenza, dalla Seconda categoria all’attività di base, nonostante le difficoltà di calendario che sicuramente incontreremo. Ho una certa età, non ho mai visto sospendere i campionati e non credo che succederà quest'anno, poi chiaramente ci atterremo a quanto deciderà chi sta sopra di noi».

Il momento è difficile, ma giusto anche guardare al futuro con ottimismo: «Se manca la fiducia allora siamo già tutti morti. Non possiamo fare altro che stare in casa e aspettare che passino queste settimane. C’è un momento per ogni cosa. Ora pensiamo a combattere il virus e poi torneremo a giocare».

 


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