Cermenate,
Un anno e mezzo fa un’entrata in scivolata gli ha stravolto la carriera, domenica Daniele De Santis è tornato a esultare. L’attaccante classe 1996 della Virtus Cermenate ha firmato, otto minuti dopo il suo ingresso, l’1-0 sulla Briantea che riporta alla vittoria i suoi nel girone B di Prima categoria.
«La gioia del gol mi mancava da troppo – racconta De Santis –. È stata un’emozione incredibile». Dietro queste parole c’è un calvario iniziato nell’aprile 2025, all’ultima giornata della regular season con la maglia del Bovisio Masciago. «Sono entrato in scivolata e mi si è piantato il piede». Bilancio pesante: frattura trimalleolare della caviglia, con una placca e otto viti tenute per un anno, più la rottura del crociato posteriore e la lesione del collaterale mediale del ginocchio destro. Poi la lunga riabilitazione, che lo ha tenuto fermo per tutta la scorsa stagione. «Ancora oggi non sono al 100%: riprendere dopo oltre un anno di stop non è mai semplice».
Arrivato a Bovisio Masciago nel 2019, era stato poi tesserato dalla Briantea (nata nel 2025 dalla fusione tra Bovisio e Db Cesano Maderno) senza mai scendere in campo. In estate la scelta della Virtus. «La dirigenza mi è sembrata fin da subito familiare: cercavo un ambiente sereno ed è quello che ho trovato. Qui c’è un gruppo genuino, formato da bravi ragazzi. La rete alla mia ex squadra? È stata più una soddisfazione mia personale aver ritrovato il gol dopo tutto questo tempo. A loro auguro il meglio e spero che riescano a fare una buona stagione dopo un avvio non semplice».
Quanto agli obiettivi, nessun paletto. «Non mi sono prefissato traguardi personali: voglio tornare a essere il più vicino possibile al giocatore che ero prima dell’infortunio. Se poi dovessi riuscire a raggiungere la doppia cifra, come ho sempre fatto in Prima categoria, sarebbe bellissimo». E per la squadra, in un girone «tosto con tante squadre forti», l’ambizione sono i playoff. «Ci sono tante variabili in una stagione, ma secondo me è un gruppo che se la potrà giocare fino in fondo».
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