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Como-Roma 0-0, Fàbregas: «Personalità e maturità». Gasperini difende Malen
Como-Roma finisce senza gol, ma per gli allenatori non è stata una gara piatta
1 commenti
Dom 11 Ottobre 2026 16.59
Cesc Fabregas dopo Como-Roma 0-0
Como,

Fàbregas promuove il Como, Gasperini esalta Dybala e difende Malen

Como-Roma finisce senza gol, ma il postpartita dei due allenatori restituisce una partita molto meno piatta dello 0-0. Cesc Fàbregas promuove soprattutto personalità e maturità della sua squadra, pur riconoscendo il limite più evidente: ancora una volta il Como ha costruito molto senza trovare la rete. Gian Piero Gasperini, invece, sottolinea la prova della Roma soprattutto dopo l’espulsione di Malen, difende l’olandese e applaude Dybala e Gollini.

 

 

 

 

Fàbregas: «Prima la personalità, poi la tattica»

Per Fàbregas la chiave della partita è stata prima mentale e poi tattica. Contro una Roma aggressiva e organizzata serviva un Como capace di giocare senza paura, accettando anche i rischi dell’uno contro uno.

Il tecnico ha sottolineato come entrambe le squadre abbiano cercato di attaccare e come l’espulsione di Malen abbia inevitabilmente cambiato il copione. Il dato che più lo soddisfa arriva proprio dalla lunga superiorità numerica: il Como ha continuato ad attaccare senza concedere ripartenze, aspetto tutt’altro che scontato per una squadra giovane. «Prima viene la personalità e poi la tattica», ha sintetizzato Fàbregas.

Ed è proprio qui che Cesc vede un passo avanti: in altre occasioni la voglia di vincere aveva portato il Como a sbilanciarsi e a concedere campo. Contro la Roma no. Per l’allenatore è un segnale di maturità, anche se resta ancora lavoro da fare a livello strutturale.


Douvikas, Ndicka e Ramon centravanti

Fàbregas non mette Douvikas sul banco degli imputati. Anzi, riconosce soprattutto i meriti di Ndicka, definito un elemento fondamentale nel sistema difensivo di Gasperini. Il greco non è riuscito a trovare con continuità la porta, ma il suo lavoro ha comunque trascinato fuori il centrale romanista e aperto spazi, in particolare per Diao.

Cesc considera questa la miglior prestazione del Como contro una squadra allenata da Gasperini. Il concetto resta quello dell’identità: «Andiamo a morire con le nostre idee».

Da qui anche la scelta particolare del finale, con Jacobo Ramon spostato praticamente da centravanti. Senza Kean e con poche alternative di peso dentro l’area, Fàbregas cercava presenza e istinto negli ultimi metri. Secondo il tecnico Ramon possiede naturalmente quella capacità di sentire l’area e infatti ha avuto anche una situazione favorevole per colpire.

 

Il problema resta il gol: 46 tiri, zero reti

È probabilmente il punto più importante dell’analisi. Fàbregas mette insieme le ultime due partite: 27 conclusioni a Frosinone, 19 contro la Roma e nessun gol.

Per il tecnico non è un problema di mancanza di occasioni. Le situazioni vengono create, ma manca il dettaglio tecnico che trasforma una buona azione in una vera occasione o una conclusione in rete. Contro la Roma gli sono piaciuti ritmo della palla, energia e atteggiamento, ma negli ultimi metri il Como non è stato abbastanza preciso.

Un tema inevitabilmente ancora più evidente considerando che dal 53’ il Como ha giocato con un uomo in più.

 

Caqueret, una scelta precisa

Fàbregas ha spiegato anche la scelta di Maxence Caqueret dal primo minuto al posto di Baturina. Non una bocciatura del croato, ma una decisione legata al momento e alle caratteristiche della partita.

Cesc sentiva che il francese meritasse questa opportunità e vuole mantenerlo pienamente coinvolto, anche considerando che Caqueret non fa parte della lista Champions. La preparazione tattica, inoltre, è passata dallo studio delle squadre che negli anni hanno saputo creare problemi al calcio di Gasperini: Fàbregas ha citato in particolare l’Inter di Simone Inzaghi come riferimento dal quale prendere spunti.

Il giudizio finale su Caqueret è positivo: per Fàbregas chi merita spazio deve averlo, indipendentemente dalle gerarchie delle settimane precedenti.

 

Nazionali, poco tempo e la nuova vita del Como

C’è anche il contesto. Il Como ha cominciato realmente a preparare la partita soltanto venerdì, dopo il rientro dei numerosi nazionali sparsi in giro per il mondo.

È una situazione nuova alla quale squadra e staff dovranno abituarsi in fretta: campionato, Champions e Coppa impongono preparazioni più corte, viaggi e recuperi differenti. Fàbregas sa che il giudizio esterno continuerà a dipendere soprattutto dai risultati, ma inserisce tutto all’interno di un processo più lungo e di una stagione che vede il Como impegnato su tre fronti.

 

Da Cunha, l’emozione della Francia

Nel postpartita c’è spazio anche per Lucas Da Cunha, reduce dall’esordio con la Nazionale francese. Fàbregas racconta di essersi emozionato guardandolo, perché conosce il percorso del centrocampista e il lavoro fatto per arrivare fino a quel livello.

Con la Francia Da Cunha è stato utilizzato in una posizione più bassa e più posizionale rispetto a quella ricoperta abitualmente nel Como. Una scelta che, secondo Cesc, ha mostrato un’altra qualità del giocatore: la capacità di gestire il pallone e dare ordine alla squadra.

 

Il rosso a Malen e il contatto Wesley-Diao

Sull’episodio che ha cambiato la partita, Fàbregas rispetta la lettura opposta di Gasperini ma resta netto: per lui l’intervento di Malen è da espulsione.

Cesc, però, torna anche sull’episodio del finale di primo tempo tra Wesley e Diao. La sua interpretazione è ancora più severa: secondo Fàbregas, il giocatore del Como sarebbe andato verso la porta e Ndicka non avrebbe avuto il tempo di recuperare. Poi preferisce fermarsi per non alimentare ulteriori polemiche.

 

Gasperini: il rammarico per la partita cambiata dal rosso

Dall’altra parte Gasperini legge lo 0-0 soprattutto attraverso il momento dell’espulsione. Nel primo tempo la Roma aveva costruito occasioni importanti e, secondo il suo allenatore, aveva dato anche la sensazione di poter passare in vantaggio.

Dopo il rosso a Malen il piano è inevitabilmente cambiato. Gasperini sottolinea soprattutto ordine e lucidità con cui la Roma ha saputo difendersi in inferiorità numerica contro un Como che considera una squadra forte. Il pareggio, a quel punto, diventa un risultato da accettare.

 

Dybala promosso senza riserve

Il giudizio più forte di Gasperini sui singoli riguarda Paulo Dybala. L’argentino viene esaltato non soltanto per la qualità, ma per il lavoro svolto quando la Roma è rimasta in dieci.

Dopo l’espulsione di Malen, Gasperini ha preferito lasciarlo come riferimento più avanzato invece di intervenire subito con un altro attaccante. Dybala è riuscito a tenere palloni, alleggerire la pressione e dare alla squadra qualche possibilità di uscire, nonostante fosse costretto a muoversi in mezzo ai centrali del Como. Gasperini lo considera autore di una prestazione di grande spessore.

 

Gollini convince

Promozione piena anche per Pierluigi Gollini, chiamato a sostituire l’infortunato Svilar. Gasperini ne sottolinea la precisione, la qualità nei rilanci con mani e piedi e l’attenzione mostrata durante tutta la partita.

La conclusione del tecnico è chiara: per queste settimane Gollini può sostituire molto bene il portiere titolare.

 

Gasperini difende Malen: «Il calcio non è fatto di fotogrammi»

È sull’espulsione che le letture dei due tecnici si dividono nettamente.

Gasperini sottolinea una trattenuta precedente subita da Malen e non considera l’intervento successivo un gesto violento o intenzionale. Ammette che il salto dell’olandese sia brutto da vedere, ma contesta il modo di giudicare un’azione soltanto attraverso il fermo immagine.

Il concetto espresso dall’allenatore della Roma è netto: «Il calcio non è fatto di fotogrammi». Secondo Gasperini bisogna valutare l’intera dinamica e non soltanto l’istante dell’impatto.

Due letture differenti dell’episodio, ma un punto comune sull’intera partita: Como-Roma è stata una sfida giocata con intensità, idee e personalità. È mancato soltanto il gol.

 

 

 

 


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CommentiI commenti degli utenti
Il giorno 11/10/2026 alle ore 20.36 navigator ha scritto...
Commento11 contro 10 per pochi minuti perché poi quando è entrato Jesus Rodriguez si è ristabilita la parità numerica, chissà quando vedremo Liberali che è più forte.
Una squadra che gioca campionato e Champions non può avere due sole punte.
Comunque sia, sempre...Forza Como!
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