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KEAN, IL SÌ C’È. MA I 40 MILIONI SONO IL VERO NODO DEL COMO
Un'operazione complicata, tra parametri Uefa e sostenibilità: serve un punto di incontro
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Mar 25 Agosto 2026 09.59
Moise Kean, si tratta a oltranza con la Fiorentina
Como,

Il primo ostacolo è stato superato: Moise Kean vuole il Como. L’attaccante ha dato il proprio gradimento al trasferimento e tra il giocatore e il club lariano c’è ormai un’intesa di massima. La partita, adesso, si gioca tutta con la Fiorentina. Una partita tutt’altro che semplice.

 

 

La prima offerta non bastava

Il Como aveva già presentato una proposta da 30 milioni complessivi, costruita con 5 milioni per il prestito e 25 per il successivo riscatto. La Fiorentina l’ha respinta: una cifra importante, ma ancora troppo distante dalla propria valutazione. Da Firenze il messaggio è ormai piuttosto chiaro: sotto i 40 milioni Kean difficilmente partirà. E, soprattutto, la Fiorentina vorrebbe una componente garantita molto pesante.

 

Paratici apre, ma detta le condizioni

Prima di Roma-Fiorentina, Fabio Paratici ha chiarito la posizione viola. Kean non è formalmente incedibile, ma per lasciarlo partire devono verificarsi tre condizioni: il giocatore deve voler andare via, deve arrivare un’offerta congrua e la Fiorentina deve poter acquistare un sostituto dello stesso livello o superiore.  La prima condizione sembra esserci. Sulla seconda si sta ancora lavorando.

 

Perché il Como non ha ancora affondato?

È probabilmente questa la vera domanda. Una cosa possiamo dirla: per il Como oggi 40 milioni tutti garantiti e immediatamente impegnati rappresentano un’operazione molto più complicata rispetto alle ultime stagioni. Quasi problematica.

Non perché alla proprietà manchino le risorse. Gli Hartono hanno sostenuto fin qui investimenti enormi e il club non presenta problemi di liquidità paragonabili a quelli di società in difficoltà. È cambiato però il contesto.

Con la qualificazione alla Champions, il Como entra nel monitoraggio finanziario UEFA. I bilanci degli ultimi anni presentano perdite molto elevate: il solo club aveva chiuso il 2024/25 con un rosso superiore ai 100 milioni, mentre il consolidato arrivava a 132.

E dal 2026/27 il Como dovrà fare i conti con parametri che fino ad oggi non condizionavano allo stesso modo la costruzione della squadra.  Per questo formula e struttura dell’offerta diventano decisive.

Prestito, obbligo, bonus facilmente raggiungibili, pagamenti distribuiti nel tempo: non sono soltanto giochi da calciomercato. Servono a trovare il punto di equilibrio tra l’investimento sportivo e la nuova realtà finanziaria del club.

La Fiorentina, invece, sembra voler monetizzare Kean alle proprie condizioni. Ed è qui che oggi esiste la distanza. Le prossime 48 ore saranno decisive.

 

Gli incastri della rosa

Sono circolate anche ipotesi di possibili contropartite: Morata, Azón, perfino Caqueret, per limare la cifra. Al momento, però, non risultano soluzioni capaci di cambiare realmente la posizione viola. Il Como continua comunque a lavorare con fiducia, anche perché Kean rappresenta un obiettivo particolarmente utile non soltanto tecnicamente.

È italiano e formato in Italia, caratteristica preziosissima nella costruzione della lista Champions. Se invece l’ultimo attaccante dovesse arrivare dall’estero, Fàbregas dovrebbe trovare un altro incastro all’interno di una lista UEFA che già oggi obbliga il Como a fare diverse esclusioni.

Anche il Como ha il coltello dalla parte del manico: Kean sembra convinto, ieri all'Olimpico non è partito titolare. Segnali che di solito nel calcio indicano la via...

 

E Gabrielloni può tornare utile

In questo scenario potrebbe cambiare anche la situazione di Alessandro Gabrielloni.

La sua cessione rimane una possibilità concreta, ma non sarebbe sorprendente vederlo temporaneamente reintegrato nel gruppo, magari già da oggi alla ripresa della preparazione: è italiano, conosce perfettamente l’ambiente e garantirebbe una punta in più senza complicare ulteriormente la lista. Non necessariamente un cambio di prospettiva sul suo futuro, quanto piuttosto una soluzione utile nell’attesa degli ultimi movimenti.

 

Piano B già pronto

Kean resta la prima scelta. Ma il Como non può arrivare agli ultimi giorni senza alternative. E infatti il piano B sembra orientato soprattutto verso l’estero: in Italia il mercato degli attaccanti offre ormai pochissime possibilità (forse il solo Esposito è stato valutato, con Pinamonti passato ieri alla Lazio; irraggiungibile Scamacca). Il problema è che uno straniero risolverebbe il problema tecnico, ma ne creerebbe un altro nella lista Champions.

E sullo sfondo resta anche la difesa, con il possibile ritorno di Diego Carlos e altri movimenti che potrebbero modificare ancora le caselle a disposizione di Fàbregas. È il puzzle di cui lo stesso allenatore ha parlato più volte: basta spostare una pedina perché ne cambino altre tre.

Il Como vuole Kean. Kean vuole il Como. Ma tra i due oggi ci sono quei 40 milioni che la Fiorentina pretende alle proprie condizioni e che il Como deve riuscire a trasformare in un’operazione sostenibile.

Nessun allarme, quindi. Ma l’ultima settimana di mercato servirà a capire se il grande incastro sarà possibile o se Fàbregas dovrà aprire il suo computer e spostare ancora una volta tutte le pedine.

 

 

 


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