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Fabregas lancia il Como prima dell'Udinese: "Bella la Champions, ma contano anche campionato e Coppa Italia"
Sui bianconeri mai battuti in Friuli: "Squadra molto forte e che si conosce a memoria"
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Gio 20 Agosto 2026 16.30
Cesc Fàbregas, pronto per la nuova stagione
Mozzate,

Il Como riparte da Udine, dove esordirà in campionato sabato alle 18.30. 

Cesc Fàbregas ha presentato la sfida, la prima di un campionato che vedrà il Como impegnato su tre fronti. Che il tecnico spagnolo punta a onorare fino in fondo: "Bella la Champions, ma per noi sono importanti campionato e coppa Italia". 

Ecco le parole del tecnico spagnolo, che ha affrontato anche il tema del mercato...

 

 

Dopo salvezza e Champions, cosa aspettarsi ora?

«È stata una bella crescita, ma la salvezza è la salvezza e la Champions è un extra. Ora si riparte da zero. Tutti crescono, tutti hanno fatto mercato. Vedremo chi inizierà bene e chi peggio. Noi dobbiamo ritrovare le nostre caratteristiche, emerse l’anno scorso e migliorarle. Per noi sarà una stagione molto speciale: tre competizioni, con una squadra giovanissima e uno staff che non ha mai affrontato una situazione così. Si gioca ogni tre giorni, ci sono tante incognite, è difficile dire oggi dove arriveremo. Dobbiamo ragionare partita per partita, insieme. Il tempo ci dirà tutto, ma speriamo che sia la prima di tante stagioni speciali. Godiamocela, senza pressioni. La Champions è un regalo, Serie A e Coppa Italia sono ugualmente importanti».

 

Il mercato ancora aperto quanto pesa?

«Non mi piace, e credo non piaccia a nessun collega o direttore sportivo. Magari hai un giocatore che poi parte... e spiffera tutto al suo nuovo allenatore. Aspettiamo che chiuda alla svelta, così sapremo chi saremo davvero, ed è la cosa più importante. Ora ci sono ancora dubbi e questuoni aperte e non è bello per nessuno: per i giocatori, per il club, per lo staff. Speriamo che un giorno possano cambiare le cose».

 

Kaiki e Couto giocano molto alti, Ramon e Chalobah più aperti: è una situazione particolare o nuova idea di gioco?

«Il ruolo può cambiare a seconda delle dinamiche. A livello di principi siamo sempre gli stessi».

 

Udine è sempre una trasferta difficile. Che partita si aspetta? Paz può giocare dall’inizio?

«L’Udinese è forte, molto forte, in tutti gli aspetti. È una squadra che si conosce, con lo stesso allenatore da tre anni, molto fisica, che gioca bene e si conosce a memoria. Sarà una partita in cui dovremo mettere tanta attenzione. Entrambe vogliamo vincere. Se non saremo al top, rischieremo di perdere punti. Paz? Si pensava potesse giocare 45 minuti a Liverpool, ma sentiva un lieve affaticamento e non volevamo rischiarlo troppo. È a disposizione, può giocare dall'inizio».

 

Giovane, italiano e molto chiacchierato in estate: che ne pensa dell'impatto di Liberali?

«Sono molto contento per la sua qualità. È stato impressionante vederlo giocare a quel livello contro Villarreal, dopo due soli giorni con noi, e contro le due inglesi. È ambizioso, sta zitto, ha sempre una bella faccia, vuole imparare ed è attento al dettaglio. Sono contento e soddisfatto. È un 19enne che ha tanta strada da fare. Quanto sarà lunga dipende da lui. Se continua così, può portarci tanto».

 

Cosa le è piaciuto di questa nuova stagione finora?

«Mi è piaciuta la personalità con cui abbiamo affrontato la preparazione. Con l’Arsenal si poteva fare meglio, con il Liverpool senza guardare il risulto, è stata un partitone. Nel secondo tempo abbiamo fatto 8 tiri e avuto il 71% di possesso: non mi era mai successo da giocatore. Non abbiamo mai subito in contropiede. Lo stesso anche nella partitina del mattino. In generale dico che abbiamo tanto da migliorare, ma la squadra ha identità e questa per me è la prima cosa. Il risultato è importante, ma l’identità ancora di più. Siamo in un processo, stiamo creando una base forte per il futuro. Vogliamo far crescere ragazzi arrivati qui per pochi milioni e che hanno già offerte dalla Premier. Io sarò giudicato per i risultati, quest'anno: lo so e lo accetto. Ma nessuno mi toglie dalla testa quello che per noi è importante: far crescere la squadra, anche per il dopo Fabregas».

 

Si aspetta che qualcuno dei giovani diventi leader?

«Al 100%, lo devono fare. Devono crescere più velocemente di quanto normalmente cresce un giocatore della loro età. La Champions è bella, ma quest’anno tutti devono prendersi responsabilità. Loro hanno fatto un capolavoro e devono accettare di giocare in posti dove l’atmosfera sarà pesante, anche dal punto di vista emotivo come succede nei grandi stadi. Penso che alcuni siano preparati, altri di più. Non faccio nomi, ma alcuni devono fare passi avanti prima del previsto».

 

Se il mercato finisse oggi?

«Sari solo contento... Ma non finisce oggi e c’è ancora qualcosa da fare. Già dall’anno scorso sappiamo che questa è una bella squadra. Abbiamo trovato alternative importanti. Siamo più o meno gli stessi, con giocatori che hanno rimpiazzato altri. Ora manca un plus per fare uno step in più. Alcune volte va bene, altre meno, finora a noi è andata bene. Diego Carlos è arrivato all’ultimo secondo, un miracolo, e ha alzato il livello. Ramon pensavo avesse bisogno di quattro-cinque mesi, invece dal primo minuto è stato subito performante. Non sempre andrà così».

 

Come sta vivendo questo momento impegnativo?

«Sono un po’ stanco, ma giro pagina velocemente. È difficile staccare quando hai tantissime responsabilità e devi toccare tanti ambiti. Anche io sto imparando, ma mi prendo queste responsabilità. Siamo una società ancora giovane, con aspettative che crescono: il messaggio, la visione e la pressione stanno cambiando. La stagione sarà lunga, con tante partite in più e in stadi impegnativi. Lo so per esperienza diretta: se giochi al Bernabeu il martedì, è difficile che al sabato il livello sia identico. Per questo motivo le grandi squadre sono grandi squadre e sentono meno questa situazione. Stiamo preparando tutto, ma anche i migliori del mondo possono avere problemi. Non dobbiamo dimenticare che stiamo crescendo: lo sviluppo dei giocatori giovani è il primo punto che mi è stato richiesto. Può essere che Napoli, Juve, Roma e Fiorentina possano fare meglio di noi. In Italia ci sono 8-9 squadre che possono competere. Un cammino simile a quello del Bologna lo scorso anno? Non sarebbe affatto negativo».

 

Sarà Kean il nuovo attaccante?

«Stiamo cercando una punta, così come cercavamo un difensore ed è arrivato Chalobah. Di nomi ce ne sono tantissimi: il mercato, da quando me ne devo occupare, è davvero una cosa che non auguro a nessuno. Ogni mattina cambia il quadro della struttura, è veramente difficile spostare tutte le pedine, perché ci sono tante situazioni non definite. Però, siamo tranquilli, abbiamo un piano e delle idee».

 

Quanto manca al recupero di Addai?

«Tra quindici giorni torna nel gruppo, tra un mese potrebbe essere a disposizione».

 

 


 

MERCATO COMO

 

Arrivi: Chalobah (d, Chelsea), Couto d, Borussia Dortmund), Cuenca (d, Barcellona), Kaiki (d, Cruzeiro), Milla (c, Getafe), Paz (c, Real Madrid), Azon (a, Ipswich fp), Fadera (a, Sassuolo fp), Liberali (a, Catanzaro), Gabrielloni (a, Juve Stabia fp), Morata (a, Milan riscatto).

Partenze: Cavlina (p, Dinamo Zagabria fp), Menke (p, Internacional fp), Carlos (d, Fenerbahce fp), Cassandro (d, Palermo), Cuenca (d, Sporting Gijon), Jack (d, Cremonese, prestito), Moreno (d, svincolato), Posch (d, Mainz), Vojvoda (d, Udinese), Engelhardt (c, Friburgo), Jasim (c, Zakho), Kone (c, Frosinone, riscatto), Le Borgne (c, Verona, prestito), Rispoli (c, Sudtirolo, prestito), Roberto (c, LA Galaxy), Chinetti (a, Mantova, prestito), Cutrone (a, Monza, riscatto), Mazzaglia (c, Caratese)

 


 

AMICHEVOLI PRECAMPIONATO

 

24/7 => Como-Paris Fc 2-2

29/7, COMO CUP => Como-Al Ula 3-1, Como-Villarreal 2-4 dcr

31/7, COMO CUP => Como-Famalicão 3-2

12/8 => Arsenal-Como 1-1

16/8 => Liverpool-Como 2-0

 


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