Como,
Al di là di prezzi e date, la campagna abbonamenti del Como introduce tre cambiamenti destinati a incidere davvero sulle abitudini dei tifosi: il posto potrà essere rimesso a disposizione del club, per una parte degli abbonati la prelazione 2027/28 dipenderà dalla gestione di tutte le venti partite e l’Europa resterà fuori dal pacchetto stagionale.
La campagna abbonamenti 2026/27 del Como è finalmente partita. I prezzi, le fasce riservate ai fedelissimi e le modalità della prelazione hanno inevitabilmente attirato per primi l’attenzione, ma le novità più profonde si trovano altrove.
Sono almeno tre le regole capaci di modificare concretamente il rapporto tra il tifoso, il proprio abbonamento e il posto occupato al Sinigaglia.
La prima è l’introduzione del buy back, il servizio attraverso il quale l’abbonato impossibilitato a partecipare potrà rimettere il seggiolino a disposizione attraverso il circuito ufficiale del club.
La seconda riguarda i venti accessi stagionali richiesti a una parte degli abbonati per conservare il diritto di prelazione nel 2027/28. Non saranno necessariamente venti presenze personali: conteranno anche cambio utilizzatore e buy back.
La terza è legata alla Champions League. Le quattro partite casalinghe della League Phase non sono comprese nell’abbonamento. Sarà garantito l’accesso prioritario alla vendita, ma non necessariamente lo stesso posto e nemmeno la disponibilità materiale per tutti.
Tre punti che meritano di essere letti con attenzione.
1. Il buy back entra ufficialmente nel sistema Como
Il primo cambiamento è quello atteso da molti tifosi dopo le parole pronunciate nelle scorse settimane da Mirwan Suwarso.
La campagna abbonamenti cita ufficialmente il buy back tra gli strumenti attraverso i quali sarà possibile gestire il proprio posto quando non si potrà essere presenti.
Il principio è semplice: anziché lasciare il seggiolino vuoto o cederlo attraverso canali non controllati, l’abbonato potrà rimetterlo a disposizione del Como, che avrà così la possibilità di offrirlo nuovamente ai tifosi alla ricerca di un biglietto.
È una novità importante soprattutto in uno stadio dalla capienza limitata e nel quale molte partite vengono disputate con disponibilità ridottissima o con il tutto esaurito.
Il club prova così a risolvere contemporaneamente tre problemi:
- ridurre il numero dei posti inutilizzati;
- contrastare cessioni irregolari e possibili forme di bagarinaggio;
- permettere ad altri sostenitori del Como di acquistare un biglietto quando l’abbonato non può partecipare.
La campagna, però, non chiarisce ancora tutti gli aspetti operativi ed economici del servizio.
Bisognerà capire come e quando potrà essere attivato, fino a quale momento precedente alla partita sarà possibile liberare il posto e quale vantaggio verrà eventualmente riconosciuto all’abbonato: rimborso parziale, credito, cashback o altra forma di compensazione.
C’è poi una domanda decisiva: sarà sufficiente mettere il posto a disposizione oppure il buy back verrà considerato valido soltanto se il seggiolino sarà effettivamente rivenduto?
Il testo pubblicato dal Como inserisce il buy back tra le operazioni conteggiate per gli accessi stagionali, ma i dettagli completi del funzionamento dovranno ancora essere spiegati.
L’introduzione dello strumento, comunque, segna un passaggio evidente: l’abbonamento non sarà più soltanto un titolo da utilizzare personalmente o cedere a un conoscente. Il tifoso entrerà in un sistema ufficiale attraverso il quale potrà comunicare la propria assenza e liberare il posto.
2. Venti accessi per mantenere la prelazione: non significa venti presenze personali
È la regola destinata a generare il maggior numero di discussioni.
Per una parte degli abbonamenti, il diritto di prelazione per la stagione 2027/28 sarà collegato a venti accessi stagionali, comprendendo nel conteggio anche i cambi utilizzatore e il buy back.
Le venti partite corrispondono all’intero pacchetto compreso nell’abbonamento:
- le 19 gare interne di Serie A;
- la prima partita casalinga del Como in Coppa Italia.
Il punto fondamentale è che non vengono richieste venti presenze fisiche del titolare.
L’accesso potrà essere registrato anche quando il posto verrà utilizzato da un’altra persona attraverso il cambio nominativo oppure gestito attraverso il servizio di buy back.
La regola, quindi, non dice che l’abbonato dovrà obbligatoriamente essere presente al Sinigaglia in ogni occasione. Dice piuttosto che il posto dovrà risultare utilizzato o regolarmente messo a disposizione attraverso gli strumenti riconosciuti dal club.
È la traduzione concreta di quanto spiegato da Suwarso dopo le interpretazioni eccessive circolate a livello nazionale: nessun abbonamento verrà revocato durante la stagione per aver saltato alcune partite.
L’eventuale conseguenza riguarderà soltanto la prelazione per l’annata successiva.
Anche su questo punto, però, bisogna leggere attentamente le diverse categorie previste dalla campagna. La tabella dei vantaggi distingue infatti tra chi beneficia delle condizioni storiche e le altre fasce di rinnovo o nuovo abbonamento.
Per la categoria maggiormente tutelata, quella legata alla continuità storica e alle tariffe più vantaggiose, la prelazione 2027/28 viene indicata semplicemente con un «sì». Per le altre fasce compare invece il requisito dei venti accessi stagionali.
Non sembra dunque una condizione applicata nello stesso modo indistintamente a tutti gli abbonati.
Sarà importante che il Como chiarisca esattamente quali tariffe rientrino in ciascuna colonna e come il requisito verrà visualizzato nell’area personale del tifoso.
La vera novità, però, è ormai evidente: per conservare il diritto di rinnovo non conterà soltanto l’acquisto dell’abbonamento, ma anche la gestione del posto durante la stagione.
Il cambio utilizzatore farà parte del conteggio
La campagna specifica che anche il cambio utilizzatore sarà considerato valido ai fini degli accessi.
Questo significa che un tifoso impossibilitato a partecipare potrà cedere regolarmente il posto a un’altra persona senza essere penalizzato nella corsa alla prelazione futura.
Anche qui esistono condizioni differenti.
La fascia più tutelata prevede il cambio utilizzatore illimitato, mentre per le altre categorie viene indicato un massimo di tre partite, collegato all’eventuale utilizzo del buy back.
Il senso complessivo del sistema è chiaro: il club vuole spingere gli abbonati a utilizzare gli strumenti ufficiali, evitando posti vuoti e cessioni incontrollate.
Dovranno però essere definite con grande precisione le modalità attraverso cui cambio utilizzatore e buy back verranno conteggiati. Una procedura poco chiara rischierebbe infatti di generare contestazioni soltanto al momento del rinnovo dell’anno successivo.
3. La Champions è separata: prelazione sì, posto garantito no
La terza novità riguarda la competizione più attesa.
Le quattro partite casalinghe della League Phase di Champions League non sono comprese nell’abbonamento 2026/27. Verranno vendute separatamente, attraverso biglietti singoli o un possibile mini-abbonamento europeo.
Tutti gli abbonati avranno comunque accesso alla prima fase di vendita.
Questo rappresenta un vantaggio importante, ma non equivale ad avere già assicurato il proprio posto.
Il Como ha infatti inserito due precisazioni fondamentali.
La prima: a causa della capienza ridotta di alcuni settori, potrebbe non essere possibile permettere all’abbonato di confermare lo stesso seggiolino occupato nelle partite di Serie A.
La seconda è ancora più delicata: potrebbe non essere garantita la disponibilità per tutti gli abbonati 2026/27.
La garanzia riguarda quindi l’accesso alla prima finestra di vendita, non l’acquisto automatico del biglietto.
È una distinzione tutt’altro che secondaria.
Molti tifosi potrebbero leggere la parola «prelazione» pensando di avere diritto al proprio posto o comunque alla certezza di assistere alle quattro partite. In realtà la campagna spiega che la configurazione del Sinigaglia e la disponibilità dei diversi settori potrebbero impedire di soddisfare l’intera richiesta.
Gli abbonati partiranno per primi, ma dovranno comunque procedere all’acquisto nei tempi indicati dal club.
Uno stesso abbonamento, ma un rapporto completamente nuovo con il posto
Queste tre novità mostrano come il Como stia modificando il concetto stesso di abbonamento.
Il tifoso acquista venti partite, ma viene anche chiamato a gestire il proprio seggiolino durante l’intera stagione.
Quando sarà presente, entrerà normalmente. Quando non potrà esserci, avrà due strumenti riconosciuti: cambio utilizzatore e buy back. L’impiego di queste procedure potrà incidere sulla conservazione della prelazione futura.
Per la Champions, invece, l’abbonamento non rappresenterà un titolo d’ingresso, ma soltanto la porta d’accesso prioritaria a una vendita separata.
Il modello immaginato dalla società è evidente: meno posti vuoti, meno cessioni incontrollate e una gestione completamente tracciata attraverso i canali ufficiali.
Restano ancora dettagli importanti da chiarire, soprattutto sul funzionamento del buy back e sul conteggio dei venti accessi. Ma la direzione è già definita.
La campagna 2026/27 non cambia soltanto prezzi e modalità di acquisto. Cambia il modo in cui ogni abbonato sarà chiamato a utilizzare, cedere o liberare il proprio posto al Sinigaglia.
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