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SUWARSO CHIARISCE: NESSUN ABBONAMENTO REVOCATO DURANTE LA STAGIONE
Una parte della stampa nazionale ha “giocato molto” sulle parole del presidente
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Mar 4 Agosto 2026 07.51
MIirwan SUwarso, presidente del Como
Como,

Il presidente lariano precisa il significato delle nuove regole: «chi non raggiungerà il numero minimo di presenze potrà perdere soltanto il diritto al rinnovo per l’anno successivo». Nei prossimi giorni il Como spiegherà tutti i dettagli, probabilmente insieme al lancio della campagna abbonamenti.

 

 

Su un punto, almeno per chi aveva seguito integralmente il dibattito a Como, c’erano già pochi dubbi: non raggiungere il numero minimo di partite richiesto non comporterà la revoca dell’abbonamento durante la stagione.

Eppure una parte della stampa nazionale, insieme ad alcune trasmissioni televisive e podcast, ha “giocato molto” sulle parole di Mirwan Suwarso, enfatizzandole e arrivando a sintetizzarle come la volontà del Como di «togliere l’abbonamento» a chi fosse rimasto assente per più di tre partite.

Una ricostruzione certamente efficace dal punto di vista mediatico, ma eccessiva e non corrispondente a quanto realmente spiegato dal dirigente lariano.

Suwarso è quindi tornato sull’argomento per chiarire definitivamente il principio.

«Non verrà revocato durante la stagione»

Il dirigente lariano ha scritto:

«Cari tifosi, ho letto numerosi fraintendimenti riguardo alle regole proposte per gli abbonamenti e vorrei chiarire alcuni punti. Prima di tutto, non raggiungere il numero minimo di partite richiesto non significa che l’abbonamento verrà revocato durante la stagione. Significa semplicemente che si perderà il diritto di rinnovarlo la stagione successiva».

La distinzione è sostanziale.

L’abbonamento acquistato resterà valido per tutta la stagione 2026/27. L’eventuale conseguenza riguarderà soltanto la possibilità di conservarne il diritto di rinnovo per l’annata seguente.

Non ci sarà dunque alcuna revoca in corso d’opera, né il tifoso perderà il proprio posto dopo aver superato una determinata soglia di assenze. Il tema riguarda esclusivamente la priorità futura.

Un concetto che, in realtà, era già abbastanza chiaro ai sostenitori comaschi che avevano letto integralmente le parole di Suwarso, senza fermarsi ai titoli più estremi circolati a livello nazionale.

 

Il posto ceduto a tifosi avversari

Lo stesso principio sarà applicato anche alle altre regole che il Como intende introdurre.

Suwarso ha aggiunto:

«Se dovessimo riscontrare che il posto assegnato viene regolarmente utilizzato da tifosi non del Como, il titolare dell’abbonamento perderà il diritto a rinnovarlo la stagione successiva».

Anche in questo caso non si parla di annullamento immediato del titolo stagionale. Il club potrà invece decidere di non riconoscere al titolare la prelazione per l’anno seguente, qualora accertasse che il posto venga utilizzato con continuità da sostenitori delle squadre avversarie.

L’obiettivo della società appare chiaro: evitare che gli abbonamenti vengano acquistati per essere poi ceduti sistematicamente, soprattutto in occasione delle partite più richieste, a persone che non sostengono il Como.

Il Sinigaglia ha una disponibilità limitata e molte gare registrano il tutto esaurito. Per questo il club vuole che i posti riservati attraverso gli abbonamenti rimangano realmente a disposizione della tifoseria lariana.

 

La questione dei colori avversari

Suwarso ha chiarito anche il passaggio relativo alle maglie e ai colori delle altre squadre:

«Per quanto riguarda la richiesta di non indossare colori delle squadre avversarie, questa regola si applica agli abbonati. Gli abbonamenti sono pensati per i tifosi del Como».

Il dirigente ha poi spiegato il principio alla base della richiesta:

«Perché essere abbonato al Como e cedere il proprio posto a un tifoso della squadra avversaria, quando ci sono così tanti tifosi del Como che vorrebbero andare allo stadio ma non riescono a trovare un biglietto perché le partite sono spesso esaurite?».

Non si tratterebbe quindi di un divieto generalizzato rivolto a chiunque entri al Sinigaglia, ma di una regola specificamente collegata agli abbonati e alla volontà di proteggere i settori destinati ai sostenitori di casa.

 

L’eccezione per i bambini

Il Como non intende però applicare la stessa rigidità nei confronti dei più piccoli.

Suwarso ha infatti precisato:

«Naturalmente questa richiesta non si applica ai bambini. Non abbiamo alcun interesse a rovinare l’esperienza di un bambino che desidera sostenere i propri idoli, in qualunque squadra giochino».

Una precisazione importante, che distingue il contrasto alla cessione sistematica degli abbonamenti dall’esperienza di un bambino che entra allo stadio con la maglia del proprio campione preferito.

 

Restano diversi aspetti da chiarire

Il nuovo intervento corregge la lettura più allarmistica circolata nelle ultime ore, ma non esaurisce tutte le domande.

Resta da capire quale sarà esattamente il numero minimo di presenze richiesto e come verranno conteggiate le partite nelle quali l’abbonato non potrà essere presente.

Dovranno essere chiariti soprattutto alcuni aspetti pratici:

come funzionerà il cambio utilizzatore, quante cessioni saranno consentite, chi potrà ricevere il posto, come verranno conteggiate le gare cedute regolarmente e che cosa accadrà quando l’abbonato metterà il proprio seggiolino a disposizione del club.

È anche necessario comprendere come il Como intenda distinguere un’assenza normale da un utilizzo sistematico e improprio dell’abbonamento.

Chi salta alcune partite per lavoro, salute, impegni familiari o altre necessità personali non può naturalmente essere equiparato a chi acquista il posto con l’obiettivo di rivenderlo o cederlo continuamente ai tifosi avversari.

 

Il possibile ruolo del Ticket Exchange

La soluzione più logica resta l’introduzione di un sistema ufficiale di Ticket Exchange.

L’abbonato impossibilitato a partecipare potrebbe liberare il proprio posto attraverso la piattaforma del Como. La società avrebbe così la possibilità di rimetterlo in vendita sui propri canali, controllando l’identità del nuovo acquirente ed evitando cessioni irregolari o speculazioni.

In questo modo il posto non resterebbe vuoto, il club potrebbe soddisfare almeno in parte la grande richiesta di biglietti e il titolare dell’abbonamento dimostrerebbe di aver comunicato correttamente la propria assenza.

Resta da stabilire se il tifoso riceverà una parte del ricavato, un credito, un voucher o un altro vantaggio. Ma soprattutto bisognerà capire se la semplice rimessa a disposizione del posto sarà sufficiente per considerare rispettato il numero minimo di presenze, anche nel caso in cui il biglietto non venga poi effettivamente rivenduto.

È probabile che proprio un sistema del genere rappresenti il vero punto di arrivo delle parole utilizzate da Suwarso: non obbligare il tifoso a essere materialmente presente in ogni occasione, ma chiedergli di liberare il posto quando sa di non poter partecipare.

 

Le risposte arriveranno con la campagna abbonamenti?

Lo stesso Suwarso ha annunciato ulteriori spiegazioni:

«Nei prossimi giorni continueremo a chiarire queste regole e rispondere alle domande più frequenti e fare in modo che tutti comprendano lo spirito di queste misure: garantire che gli abbonamenti e i posti al Sinigaglia siano destinati davvero a chi ama il Como e vuole sostenerlo».

Il chiarimento completo potrebbe arrivare proprio insieme alla nuova campagna abbonamenti, il cui lancio è atteso ormai da un momento all’altro.

Il Como aveva annunciato la vendita a partire dalla settimana del 3 agosto, senza indicare un giorno preciso. La comunicazione ufficiale potrebbe quindi arrivare nelle prossime ore oppure nel corso dei prossimi giorni.

Sarà probabilmente quello il momento in cui il club dovrà trasformare i principi generali in procedure concrete: numero minimo di presenze, possibilità di cessione, tutela dei settori di casa, diritto di rinnovo ed eventuale attivazione del Ticket Exchange.

 

Un punto, intanto, è definitivamente chiarito

L’obiettivo dichiarato dal Como è garantire che gli abbonamenti e i posti del Sinigaglia vengano utilizzati realmente da chi sostiene la squadra, contrastando bagarinaggio, cessioni improprie e presenze sistematiche di tifosi avversari nei settori di casa.

Le modalità devono ancora essere spiegate nei dettagli e sarà fondamentale che risultino semplici, trasparenti e sostenibili per tutti.

Un punto, però, è ormai definitivamente chiarito: nessuno perderà il proprio abbonamento durante la stagione perché avrà saltato più del numero di partite consentito.

L’eventuale conseguenza riguarderà esclusivamente il diritto di rinnovarlo nella stagione successiva.

 


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