Como,
Como-Famalicao 3-2: i lariani superano i portoghesi in rimonta e si prendono il terzo posto della seconda edizione della Como Cup, grazie ai gol di Douvikas (doppietta) e Diao.
Nel post partita ha parlato Cesc Fabregas, analizzando le prestazioni della squadra in questo torneo e proiettandosi già alle due super sfide contro Arsenal e Liverpool.
Ecco la conferenza stampa di Cesc Fabregas:
E' soddisfatto del suo Como in questa Como Cup?
“Dipende da cosa guardiamo: non tanto dalle prestazioni in generale: penso che possiamo giocare molto meglio. La squadra è ancora lontana da dove vogliamo arrivare, è vero che ci sono tanti cambiamenti con gente nuova che si sta adattando. Io sono molto giovane, voglio sempre il massimo ma a volte devo accettare che non può essere sempre così. Non è facile per i ragazzi, si sono viste delle cose e ripeto che alcune sono state interessanti”.
Dove vede meglio Liberali in campo?
“Per me è un jolly, come Baturina, Caqueret e Da Cunha. È un lusso per un allenatore, proviamo a farlo ambientare il più velocemente possibile. Capisce molto velocemente le dinamiche, è molto intelligente e propositivo. È questione solo di tempo”.
Come valuta il ritorno di Diao?
“La cosa più importante è e che ha giocato 45 minuti e che ha fatto 4 allenamenti, sono sereno su Assane".
Un bilancio sulla Como Cup del Como?
“Dobbiamo adattarci a tutto. Questo fa parte del nostro percorso, noi prepariamo la partita in un modo ma ci sono tante dinamiche. Abbiamo provato a esser la miglior versione di noi stessi ma a volte l’avversario non ti permette di essere te stesso, come il Famalicao stasera. Ci manca capire il tipo di partita, alcune volte perdiamo il senso della partita per via dell’esperienza che a volte non c'è. Quest’anno sarà così, ogni 10/15 minuti dovremo cambiare il copione della gara ogni tre giorni. Siamo ancora lontani ma sono contento di diversi aspetti”.
Che attaccante cerca il Como sul mercato?
“Sapete già che tipo di attaccante stiamo cercando, noi cerchiamo anche il tipo di persona e l’essere umano. Ci sono mille parametri da analizzare, sento una grandissima responsabilità su questo, non dovremo sbagliare la scelta. Siamo sempre positivi, sicuramente arriverà un attaccante ma non c’è fretta. L’importante è che la scelta sia quella giusta”.
Che prospettive ha Morata in questa stagione?
“Alvaro è un giocatore e io devo prendere decisioni. Questo è il lavoro di un allenatore, lui è una persona molto attenta all’aspetto mentale e fa da esempio ai più giovani. In questo momento tutti iniziano da zero, ciò che si è fatto in passato non conta ora. Siamo una squadra che deve crescere, siamo il Como, non l'Inter o la Juve. Ogni minuto chi vuole restare qua deve dimostrarlo. Noi sappiamo quello che vogliamo fare, ogni giocatore deve trovare il suo spazio e dimostrare che c’è il livello giusto per restare con noi”.
Puo servire un attaccante di sfondamento?
“Tutto serve, può essere che arriva può essere che no. Sono andato a vedere Spagna-Francia a Dallas ed ero sicuro che la Spagna avrebbe vinto perché quando fai correre giocatori così forti li annoi e li stanchi. Intendo che ciò che importa è la totalità del giocatore, non solo il nome. Per questo ho responsabilità sul chi portare qui, non conta a volte il nome ma il fatto che noi siamo sicuri del profilo”.
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