Ponte Chiasso,
La Tigre di Frontiera è pronta ad affrontare il secondo campionato consecutivo di Terza categoria. La società di Ponte Chiasso, attiva ormai da dieci anni anche nei campionati CSI e tra le realtà più seguite sui social del calcio dilettantistico comasco, ha svelato la rosa che affronterà la stagione 2026/27.
A fare il punto è stato il direttore sportivo Alfredo Chiancone, soddisfatto del percorso iniziato un anno fa. «La prima stagione è servita per gettare le basi, creare un gruppo e definire il nostro modo di vivere questa competizione. Quest'anno volevamo migliorare rosa, staff e organizzazione e crediamo di esserci riusciti».
Il mercato è stato particolarmente complesso, complice una Terza categoria che si preannuncia più competitiva e l'arrivo di diverse nuove società. Nonostante questo, la Tigre di Frontiera ha inserito otto nuovi giocatori, tutti con esperienze in categorie superiori o già protagonisti nella categoria. Una crescita che non cambia la filosofia della società. «Da noi nessuno percepisce rimborsi spese, né giocatori né dirigenti. Chi fa parte della Tigre lo fa esclusivamente per amore del calcio e questa resterà sempre la nostra identità».
Chiancone ha poi spiegato cosa significhi per la società il concetto di "old school". «Non vuol dire essere nostalgici, ma tornare all'essenza del calcio. Oggi spesso si parla più di quanto si faccia, mentre le energie vanno spese sul campo, negli allenamenti e nel rapporto con gli atleti. È lì che si costruiscono i risultati».
Un'identità che convive con una comunicazione moderna. La Tigre di Frontiera è infatti tra le prime realtà dilettantistiche del territorio ad aver investito con continuità sui social, valorizzando anche il ruolo dei partner. «Continueremo a utilizzare questi strumenti, ma senza dimenticare che il calcio resta prima di tutto un luogo di aggregazione e condivisione».
Sul campo, infine, nessun proclamo. «Vogliamo entrare nella parte importante della classifica, senza dire che vinceremo il campionato. La Terza categoria insegna che contano il gruppo, l'equilibrio e il lavoro quotidiano più delle individualità. Se riusciremo a guardarci negli occhi a inizio stagione sapendo di poter dare tutto, potremo davvero pensare di fare un determinato tipo di campionato».
Una filosofia chiara, costruita su passione, organizzazione e senso di appartenenza: la Tigre di Frontiera riparte da qui, con l'obiettivo di continuare a crescere senza perdere la propria identità.
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