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La prima conferenza di Cesc Fabregas: "Sono fiducioso, questo gruppo è carico e ha fame"
Il tecnico: "Dobbiamo alzare il livello: per convivere con la pressione servono identità e continuità"
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Mar 28 Luglio 2026 18.30
Cesc Fabregas ha parlato prima della Como Cup
Como,

Il giorno della partenza della Como Cup 2026, Cesc Fabregas ha parlato nella prima conferenza stampa della stagione 2026/2027, tenutasi allo stadio Giuseppe Sinigaglia, introducendo la competizione ideata dal presidente Suwarso e, più in generale, parlando di mercato, dei nuovi acquisti, delle prospettive del Como per la stagione e delle aspettative sulla squadra.

Ecco le parole del tecnico spagnolo dalla sala stampa del Sinigaglia:

 

Cosa si aspetta da questa Como Cup? Che opportunità rappresenta per il Como?


“Buongiorno a tutti. Siamo molto contenti di avere questa opportunità in una competizione creata dal nostro presidente, ogni anno proviamo a portare squadre più forti, anche per la gente e il pubblico. Ogni minuto conta, sia di allenamento che di partita. Ogni stagione si riparte da zero, tutti i giocatori devono riconquistare quello che si erano guadagnati. Per noi domani giocare queste due partite contro squadre di livello altissimo sarà un challenge importante”.

 

Che anno sarà per il Como?

“Io voglio che il Como cresca, che i giocatori migliorino e che la gente si goda questa squadra. Per me il Como è la cosa più importante, non sono egoista. Per me è tutto collettivo e globale da quando ho iniziato ad allenare, ciò che conta di più è che ogni giocatore che arriva qua sappia che siamo un club umile che lavora coi giovani: serve energia e tantissimo lavoro per fare bene, mancano ancora tantissime cose per fare passi in avanti significativi”.

 

Che impressione ha avuto di Liberali?

“Mattia ha iniziato carico, ha avuto grande voglia di iniziare ed è arrivato con tre giorni d’anticipo. Un ragazzo molto attento e con voglia di imparare e di lavorare, sempre una buona notizia. Domani gioca, sarà una bella opportunità per lui e per tutti noi per conoscerci meglio a vicenda. Le sensazioni sono belle, dipende da lui: sapete che a me non interessa l’età, un giocatore deve dimostrare. Lui può fare tutto”.

 

Sui nuovi acquisti che ci può dire?

“E' andato via Alberto Moreno ed è arrivato Kaiki, ha salutato Sergi e abbiamo preso Milla, lo stesso vale per Mattia Liberali. Bravo il club a capire questa situazione e a lavorare in anticipo, Kaiki e Luis Milla li volevamo già a gennaio. Dobbiamo alzare il livello, sono molto contento. Milla darà una grandissima mano a questa squadra, farà un po’ come Sergi Roberto all'inizio del primo anno in Serie A. Kaiki è brasiliano, mi piace come intende il calcio e come difende, va forte nei duelli. Sono convinto che tutti e due faranno molto bene”.

 

Quanto parla coi calciatori? Quanto credete nel percorso?

“Per far sì che un percorso sia genuino e vero servono dialogo, pazienza e remare tutti dalla stessa parte. Negli ultimi due anni e mezzo è andato tutto bene, ma se non dovesse succedere non saremmo automaticamente scarsi. Se si vuole sviluppare un progetto giovane serve pazienza, quando hai le idee chiare e si è convinti di quello che si fa si lavora meglio. È molto difficile prendere decisioni, ci sono tante cose da analizzare e su cui confrontarsi. L’identità è la cosa più importante, poi si può sbagliare ma alla lunga andrà sempre meglio”.

 

Nico Paz quando torna? Come si spiega il suo scarso minutaggio ai Mondiali?

“Ho parlato con lui ma non mi metto in mezzo a una decisione di un altro allenatore. Conosco Nico molto bene, ho parlato anche con Baturina e Diao ed erano tranquilli durante il Mondiali. Sono molto giovani, devono creare la loro strada e stare tranquilli. Dall’ultima partita della stagione di ogni giocatore do almeno 4 settimane di riposo, questi ragazzi hanno bisogno di riposare la testa perché le aspettative si alzano. Serve tempo e staccare, tutti siamo importanti. Nico mi ha chiamato e vuole tornare presto, doveva tornare il 17 ma tornerà il 12: non giocherà contro il Liverpool, lo vogliamo pronto per l’Udinese”.

 

Che punti toccherà con la squadra per resitere alla pressione e alle aspettative?

“Continuità, esigenza. Quest’estate ho parlato con diversi allenatori esperti, alla fine tutti hanno la stessa opinione. Qui al Como non siamo obbligati a vincere, io voglio sempre i tre punti ma noi proviamo a vincere tramite un percorso. Quando si alzano aspettative e pressione, bisogna trovare quell’equilibrio e quella resilienza per resistere nei momenti difficili, quello è lo step per entrare nell’élite. Ovvio che alla Juventus, all’Inter e al Milan bisogna vincere sempre, noi proviamo a farlo nel nostro modo, cercando di competere e fare il massimo per regalare gioie nuove ai nostri tifosi”.

 

Il Como sul mercato cerca un difensore centrale, un laterale destro e un attaccante. Conferma?

“Ci sei quasi. Certamente abbiamo bisogno di difensori centrali, abbiamo una difficoltà come club che sarà la Champions, anche nel completare le liste. Noi saremo corti, non possiamo contare ancora su un’accademia fortissima come i top club. Per questo dobbiamo stare attenti perché sarà una stagione speciale, ogni tre giorni ogni giocatore dovrà essere pronto. Sono fiducioso, la squadra è tornata con grande fame e mentalità. La sfida è grande, noi proviamo ad essere pronti”.

 

Che ne pensa di Roberto Mancini come nuovo CT della Nazionale?

“A me Mancini è sempre piaciuto molto. Ho parlato con lui un paio di volte, mi è sembrata una persona onesta e vincente, nella sua carriera ha vinto tanti trofei giocando un buon calcio. L’Italia dell’Europeo mi piaceva tantissimo, ormai mi sento un po’ italiano e proviamo sempre ad aiutare la Nazionale. Sulla questione Arabia non mi importa, è una persona competente e mi sembra che voglia il bene dell’Italia se è tornato, mi basta questo”.

 

Che prospettiva ha Fabio Rispoli?

“Non mi interessa parlare di bruciare o non bruciare. Mi interessa sapere se Fabio è pronto o no per me, l’opportunità arriva per tutti e bisogna crederci sempre. Dopo suo padre e suo zio sono probabilmente il terzo uomo che lo ama di più al mondo, per noi è un giocatore che può diventare importantissimo. Io non regalo niente a nessuno, amo chiunque dia l’anima per il club ma ci sono scelte che vanno fatte, ogni giorno Fabio mi deve dimostrare che è pronto per restare con noi. Credo tantissimo in lui, ha una qualità speciale: ora bisogna aspettare che capisca certi aspetti del nostro gioco e poi valuteremo”.

 


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