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L'INTERVISTA - Valentina Battistini: «Più qualità e regole certe per gli impianti»
La presidente del Crl guarda alla nuova stagione: riforma dei campionati giovanili e una legge quadro sulle concessioni
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Mar 30 Giugno 2026 16.30
Valentina Battistini, presidente del Crl
Como,

Assente all’ultimo incontro con le società della Delegazione comasca della federcalcio, quello dedicato alle premiazioni delle vincitrici dei campionati e della Coppa Disciplina, Valentina Battistini ha voluto chiarire le ragioni della sua mancata presenza. Nessun disinteresse verso il territorio, spiega la presidente del Comitato Regionale Lombardia Lnd-Figc, ma una fase ancora molto intensa di lavoro interno in via Pitteri, a Milano, sede del Crl.

 

 

«In Comitato c’è ancora molto lavoro da fare per riprogrammare l’attività di tutti gli uffici – chiarisce Battistini –. Quando sono entrata avevo preventivato due anni per rimettere in ordine il sistema, e quindi avrò bisogno ancora di circa sei mesi per formare il personale e sistemare tutti i meccanismi. Poi potrò tornare con maggiore continuità a incontrare le società sul territorio».

Con la stagione 2025/26 ormai in archivio e la nuova annata alle porte, il bilancio della numero uno del calcio lombardo parte soprattutto dal settore giovanile. «Dal punto di vista sportivo, il passaggio più importante è certamente la riforma dei campionati giovanili, che scatterà nella nuova stagione. Abbiamo messo a punto un meccanismo che premierà l’annata capace di conquistare un titolo regionale o Elite, garantendo continuità e valore anche nella stagione successiva».

Una riforma attesa da tempo, pensata per dare maggiore stabilità al sistema, valorizzare il lavoro delle società medio-piccole e riconoscere il merito delle annate più forti. Ma non sarà l’unico intervento. Battistini anticipa infatti un ulteriore passaggio appena deliberato nei giorni scorsi dal Consiglio regionale: «Se tutto l’iter procederà nel modo giusto, dalla stagione 2027/28 andremo a ridefinire gli organici giovanili regionali, fissando due gironi Elite e quattro gironi Regionali per ciascuna categoria, dall’Under 14 all’Under 17. In totale saranno 384 squadre tra Elite e Regionali: tutte le altre giocheranno nei campionati provinciali».

 

 

La direzione è chiara: meno quantità, più qualità. Lo stesso principio che sta guidando anche la riorganizzazione dei campionati dilettantistici, a partire dall’Eccellenza, che tornerà a tre gironi da 16 squadre. Una scelta destinata a limitare i ripescaggi, salvo spazi liberati dall’alto, e a rendere più selettive le categorie di vertice. Altro tema centrale è quello degli impianti sportivi comunali. Il Comitato lombardo, insieme a Regione Lombardia e Anci, sta lavorando a una proposta di legge quadro nazionale sulle concessioni, con l’obiettivo di superare l’attuale frammentazione.

«Non si può ragionare con ogni singola amministrazione comunale – spiega Battistini –. Non è una questione politica, ma di diversità tra uffici tecnici, regolamenti, tempi e interpretazioni. Serve una norma unica, chiara, valida per tutti». Il modello proposto dal Crl punta su alcuni cardini: bandi pubblicati con largo anticipo, concessioni di durata adeguata agli investimenti, valorizzazione degli interventi privati e criteri di qualità e affidabilità per riconoscere il valore storico e sociale delle società sportive.

Un tema che riguarda da vicino anche Como, indicata da Battistini come «una delle province messe peggio, insieme a Milano e Varese», dove i confronti avviati in passato con l’amministrazione comunale e il sindaco Rapinese non hanno prodotto risultati concreti. «Proprio esperienze come queste dimostrano che serve una cornice nazionale – aggiunge Battistini –. Le società devono poter programmare, investire e garantire continuità ai propri tesserati».

Infine, uno sguardo alla nuova fase federale, aperta dall’elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della Figc, sostenuta anche dalla Lombardia. «Sono davvero entusiasta della sua elezione – commenta Battistini –. Sono molto vicina alla sua visione del calcio come azienda. Ora dovrà tenere la barra dritta per cambiare con metodo ciò che non funziona all’interno della Federazione». Un messaggio che riguarda inevitabilmente anche la Lega Nazionale Dilettanti. «La Lnd deve recuperare il senso del proprio ruolo e del proprio mandato – conclude Battistini –. Abete dovrà fare una riflessione seria e franca». Dalla Lombardia, insomma, arriva un segnale forte: il calcio di base chiede regole più moderne, maggiore organizzazione e una riforma reale del sistema.

R.M.

 


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