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Fabregas in conferenza: "Il Como è il club migliore possibile per il momento della mia carriera"
Il tecnico: "Domenica, dopo la mia famiglia, ho ringraziato Fabio Pisacane: è un amico
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Mar 26 Maggio 2026 16.56
Cesc Fabregas ha parlato alla stampa
Como,

Neanche 48 ore dalla conquista della storica qualificazione alla Champions League che è già tornato a parlare il condottiero del Como Cesc Fabregas, il giorno dopo la festa in città con i pullman scoperti.

In una conferenza aperta alla stampa allo stadio Sinigaglia, il tecnico spagnolo ha toccato vari temi, facendo i classici bilanci di fine stagione e proiettandosi già alla prossima, in cui i lariani dovranno affrontare tre competizioni.

Ecco la conferenza stampa di Cesc Fabregas:

 

 

Qual è stato il momento decisivo della stagione? E il più difficile?

“È stata una stagione piena di alti e pochi bassi, abbiamo sempre gestito tutto abbastanza bene. Il momento più stimolante è stato questo finale di campionato, dopo il pareggio con l’Udinese abbiamo perso con Sassuolo e due volte con l'Inter. Siamo rimasti sereni come squadra e come famiglia, e i giocatori lo ha fatto benissimo. Siamo molto giovani, fa male non vincere quando fai grandi prestazioni e non vinci come contro l’Inter. Non abbiamo preso gol quasi mai da lì in poi, per come ci siamo rialzati dopo la mazzata della semifinale di Coppa Italia. La squadra ha sempre tenuto l’asticella molto alta, nelle ultime gare siamo arrivati molto stanchi nei finali di gara: non potevo chiedere di più ai ragazzi”.

 

Dov'è il futuro di Nico Paz?

“Argomento molto importante per noi, dobbiamo preparare al meglio la prossima stagione. Quanto meno parlo su questo meglio è, quando mi esprimo su qualcosa è perché sono informato. Abbiamo già iniziato a parlare poco tempo fa col Real. Su Nico, come giocatore e come persona non devo aggiungere niente, si è visto quanto ci teneva. Vediamo che succede, sono tranquillo: parliamo con il Real Madrid, poi vedremo”.

 

C'è una squadra che le piacerebbe sfidare nella prima di Champions al Sinigaglia?

“No, mi piacerebbe dirti qualcosa ma no. Stiamo festeggiando, mi devo prendere un po’ di tempo per realizzare quello che è successo. Ancora sembra un sogno, la cosa più importante è che siamo dentro alla Champions. Guarderemo il sorteggio tutti insieme e sarà bellissimo”.

 

L'attesa in panchina post Cremonese le ha ricordato quella dopo il Cosenza in attesa del risulato del Venezia?

“Sinceramente non ho collegato le due cose, è stato tutto molto veloce e c’era un po’ di stress. Dopo il quarto gol di Da Cunha ho chiesto i risultati delle altre per la prima volta, dobbiamo goderci questo quarto posto perché c’è tanto lavoro dietro, i ragazzi lo meritavano per tutto quello che hanno fatto. Hanno creduto fino alla fine, quando c’è fede e si lavora con un obiettivo tutto si può realizzare nella vita. Aspettare è stato tosto ma ne è valsa la pena”.

 

L'aver tenuto testa alle big della Serie A può essere un buon allenamento verso la Champions?

“Ogni settimana è una prova. Il mio messaggio non cambierà la prossima stagione, guarderemo partita dopo partita. Dobbiamo essere consapevoli che magari faremo un grande inizio di stagione e poi caleremo, noi non lo vogliamo. La nostra è una squadra un po’ speciale, stiamo facendo cose straordinarie con dei ragazzi. Ci siamo sentiti più forti contro le big della Serie A, abbiamo tenuto testa a tutte e anche nel 4-0 contro l’Inter potevamo fare due gol".

 

Pensa che questa impresa possa essere di ispirazione per altri allenatori e altri club?

“Tutti gli allenatori hanno uno stile, noi non siamo nessuno per insegnare niente. Non voglio sembrare presuntuoso, ma questa società è molto più avanti rispetto a quello che dice la gente, al massimo possiamo cambiare per la gente di Como o ascoltare loro. Non ci tocca quello che dice la gente al di fuori di Como, se la critica è costruttiva e ben posta siamo disposto ad ascoltare. Siamo una società troppo forte come mentalità e troppo convinta di quello che fa. La cosa più importante è che i tifosi di Como si godano questa nuova esperienza, sarà giusto che ci sia esigenza ma con la consapevolezza che, se andrà male, ci riproveremo”.

 

In cosa è cresciuto Fabregas come uomo e come allenatore?

“La mia gestione in panchina è stata migliore, mi sento più tranquillo e più sereno. Prima ero troppo emozionale, fa tutto parte del gioco e del processo. Ogni volta mi sento più sicuro di me, della squadra e del nostro lavoro. Si cresce tatticamente, nell’organizzazione con lo staff, nella pianificazione, in tutto. Siamo cresciuti nel capire come rialzare la squadra dopo qualche batosta”.

 

Ha ricevuto qualche messaggio di complimenti illustre? Ha sentito Pisacane?

“Mi scuso con tanta gente a cui non ho potuto rispondere, ci sono stati tantissimi messaggi che mi hanno fatto piacere. Conte, Mourinho, Wenger, tanti miei ex compagni. Non voglio dimenticare nessuno, ringrazio la gente che mi è stata molto vicina. Ovviamente ho parlato con Fabio Pisacane, gli ho mandato un video dopo aver chiamato la mia famiglia. Quando succede quello che è successo e lo fa un tuo amico fa super piacere, è stata una bella cosa”.

 

Cosa la spinge a restare a Como?

“Un po’ di tutto. Soprattutto l’ambiente e le persone con cui si lavora ogni giorno. Quando sei felice, ti senti importante e senti che le cose si possono fare in una certa maniera, che tutti vogliono crescere, che i tifosi stanno vivendo tutto insieme a noi è più facile. Il timing nella vita come nel calcio è molto importante, vedendo come sta la società e il calcio oggi sono in un contesto che nel momento della mia carriera è perfetto. Ogni giorno imparo tantissimo, non siamo neanche al 50% di dove pensiamo di arrivare. Sono molto contento per tutto, c’è un progetto in cui la gente crede, noi siamo convintissimi di quello che stiamo facendo e speriamo di continuare così”.

 

Mercato: agire come l'anno scorso per avere la rosa pronta fin dal ritiro?

“Ha aiutato moltissimo, ne ero convinto. In quelle cinque setttimane abbiamo lavorato tantissimo, prima ci si inserisce nella famiglia Como meglio è. Quest’anno sarà ancora più importante, la nostra estate dovrà essere di meno partite e più allenamento. Fondamentale lavorare bene, avremo molte più partite. speriamo di fare tutto bene sul mercato, perché non sempre è possibile firmare tutti i calciatori che hai in testa e non sempre tutte le prime scelte arrivano”.

 

C'è un altro posto di lavoro come Como?

“Non esiste. E non ce ne sarà mai uno bello come questo dove lavorare".

 

Dopo la vittoria di Verona la squadra non ha perso la concentrazione e ha centrato la Champions.

“E' stato possibile per la voglia, la fame, la mentalità e il coraggio. Quando ho preso la squadra in Serie B, mi ricordo che dopo la sconfitta contro la Cremonese loro esultavano tantissimo e mi è scattato un fuoco dentro, ho detto a tutti che dovevamo vincere tutte le partite e quello è diventato il nostro obiettivo. Abbiamo fatto 6 vittorie e 3 pareggi nelle ultime 9, anche quest’anno dopo la sconfitta contro l'Inter in Coppa ho fatto lo stesso pensiero e alla fine abbiamo avuto ragione. Prima del Parma ho avuto una sensazione dentro: “se vinciamo le ultime due siamo in Champions” perché qualcuno avrebbe sbagliato. Questa squadra sono convinto abbia fatto più che un capolavoro”.

 

Che stagione sarà la prossima?

“Ci saranno tre competizioni. Non ci saranno speculazioni, penso sempre alla partita che devo affrontare. Si deve fare una rosa molto competitiva per quanto possiamo, le possibilità sono più grandi se ci si muove in anticipo. Se ci saranno alcune opportunità di mercato con gente ancora più giovane di quella che abbiamo lo faremo, siamo tranquilli e sulla strada giusta. Abbiamo una società forte, sono tranquillo ma ogni giorno dobbiamo fare un passo in avanti”.

 

Lei ha sempre detto che la cosa più importante è godersi i momenti.

“La miglior sensazione è stata dopo il fischio finale del Milan, momento unico e d’oro che si deve godere. La testa e il cuore ti dicono che ce l’hai fatta, ho visto gente che era qui dalla Serie C come Iovine e Gatto che erano super emozionati. Voglio anche ricordare Bellemo, Gabrielloni, Jack Gattuso, Moreno Longo: tutte persone che hanno contributo alla crescita di questo club. Vogliamo creare un gruppo forte perché la prossima stagione sarà durissima".

 

LA STAGIONE DEL COMO

 


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