Como,
Il calcio lombardo sosterrà Giovanni Malagò nella prossima corsa alla presidenza della Figc. È questo in sintesi quanto è uscito dall’assemblea del Comitato Regionale dello scorso 8 maggio. Davanti a tutte le società della regione, la numero uno del Crl Valentina Battistini ha preso le parole facendo capire chiaramente quale sarà l’orientamento del governance lombarda: «Il Crl, ringraziando quella parte della Lega Nazionale Dilettanti che ha concretamente sostenuto il nostro silenzioso operato, appoggerà la candidatura di Giovanni Malagò».
La Battistini ha spiegato le motivazioni di questa scelta, piuttosto sorprendente visto che in un primo momento sembrava chiaro l’orientamento del Crl a favore di Giancarlo Abete: «Abbiamo visto dall’interno ciò che non funziona, e proprio per questo non possiamo sostenere chi rappresenta continuità con quel sistema. La nostra visione è talmente distante da tutto quello che stiamo toccando con mano che non potremo mai appoggiare ciò in cui non abbiamo creduto e ancora meno crediamo oggi».
Sostegno a Malagò che però dovrà rispettare alcuni paletti, tre in particolare: «Affidamento impianti sportivi, sanatoria relativa al Decreto Legislativo 26/2021 e vincolo sportivo triennale». Tre dossier fondamentali per la Lombardia, che dovranno diventare il punto fermo della prossima presidenza federale. In particolar modo, cardine è la riforma del lavoro sportivo, e il vincolo sportivo triennale, richiesto a gran voce dalle società dilettantistiche e giovanili che oggi non hanno nessun premio nel valorizzare un calciatore e rischiano di perderlo senza guadagnare nulla.
Infine, nel suo passaggio finale, Valentina Battistini nomina anche il ministro Andrea Abodi, ritenuto fondamentale. Per la Battistini l’intervento di Abodi è assolutamente “imprescindibile” e soprattutto diventa determinante nella prossima presidenza della Figc il lavoro congiunto tra la stessa Figc, il Governo rappresentato appunto da Abodi e la Lnd. Con l’obiettivo di interventi normativi, accordi istituzionali e coperture politiche per portare avanti il tutto nel miglior modo possibile.
Una mazzata non da poco per Giancarlo Abete, la cui candidatura perde senza dubbio quell’immagine di compattezza che prima sembrava inattaccabile all’interno della Lnd. Proprio perché il comitato regionale dai numeri più ampi che ci sia in Italia si è schierato contro il candidato della Lnd: e quando questo accade, l’immagine di una Lnd che non è più un blocco unico e unito diventa evidente.
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