Mariano Comense,
La promozione del Perticato in Seconda Categoria non rappresenta soltanto una vittoria sportiva. È il primo vero tassello di un progetto che vuole crescere nel tempo, radicarsi sul territorio e costruire qualcosa che vada oltre la semplice prima squadra. Giorgio Zoccoli, vicepresidente della società insieme alla moglie e presidente Giusi Mastrullo, racconta così una stagione vissuta tra emozioni fortissime, sacrifici e una convinzione mai realmente venuta meno.
Gli ultimi minuti dell’ultima giornata sono stati un concentrato di tensione pura. Il Perticato aveva già fatto il proprio dovere sul campo, ma il destino del campionato dipendeva anche da ciò che stava accadendo nella partita del Cascina Mamete. Una situazione vissuta quasi in apnea. «Noi sinceramente non sapevamo nulla di quello che stesse succedendo», racconta Zoccoli. «Eravamo tesissimi anche noi perché la nostra partita doveva ancora finire».
Il fischio finale arrivato dagli altri campi ha liberato improvvisamente tutta la tensione accumulata durante la stagione. «Quando abbiamo saputo che avevano pareggiato è stata veramente una grandissima emozione». Parole semplici, ma cariche di significato per chi ha vissuto dall’interno la nascita e la crescita del Perticato.
Per Zoccoli, però, questa promozione non nasce dal caso. «Io ci ho sempre creduto». Una convinzione maturata dopo il primo anno di “gavetta”, come lo definisce lui stesso. Una stagione servita per capire il contesto, strutturarsi e preparare il salto definitivo. «Quest’anno è stato il frutto del lavoro fatto l’anno scorso a Cabiate».
Un lavoro costruito passo dopo passo, senza voler bruciare le tappe ma con idee molto precise. E infatti, mentre ancora si festeggia la promozione, il Perticato sta già programmando il futuro.
La priorità della società adesso è la crescita del settore giovanile. Un progetto ambizioso che rappresenta probabilmente il vero grande investimento del club per i prossimi anni. «Stiamo organizzando il camp per i ragazzini», spiega Zoccoli, confermando anche la nascita di nuove squadre giovanili già dalla prossima stagione.
Le annate sicure saranno Juniores, 2012 e probabilmente anche 2017-2018. Un’espansione importante per una società ancora giovanissima, ma che vuole consolidarsi rapidamente sul territorio. «Andiamo un passo alla volta», sottolinea il vicepresidente, ben consapevole della necessità di crescere con equilibrio.
Dietro a questo sviluppo c’è anche un importante lavoro organizzativo e logistico. «Lo spazio è già stato preso». Il Perticato ha già avviato i contatti con il Comune per assicurarsi strutture adeguate e dare continuità al progetto. Un dettaglio che racconta bene come la società stia cercando di costruire basi solide e non soltanto risultati immediati.
Interessante anche il chiarimento fatto da Zoccoli riguardo al rapporto con Cabiate, tema spesso discusso durante la stagione. «Siamo noi che siamo andati ad appoggiarci». Un passaggio importante per ribadire come il progetto Perticato abbia semplicemente trovato una collocazione logistica senza “sottrarre” identità o giocatori ad altre realtà del territorio. «Ci siamo presi solo il nome, i giocatori erano già nostri». Un’affermazione che racconta anche la volontà del club di costruire un’identità autonoma, riconoscibile e duratura.
E forse è proprio questo il vero significato della promozione conquistata quest’anno. Non soltanto vincere un campionato, ma dare credibilità a un progetto nato praticamente da zero e capace, in pochissimo tempo, di attirare entusiasmo, ambizione e partecipazione.
Il Perticato oggi non è più soltanto una sorpresa della Terza categoria. È una realtà che vuole continuare a crescere, consolidarsi e programmare il futuro con idee chiare. La promozione rappresenta il primo traguardo, non il punto di arrivo. E nelle parole di Giorgio Zoccoli si percepisce chiaramente questa sensazione: la festa è appena iniziata, ma il lavoro vero è già ripartito.
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