Como,
La Bellagina sta vivendo una stagione complessa ma allo stesso tempo profondamente significativa, la prima in assoluto nel campionato di Promozione dopo oltre cento anni di storia del club. Un salto di categoria che inevitabilmente ha portato con sé difficoltà, adattamento e momenti complicati, come quello attuale, segnato dalla sconfitta per 3-0 sul campo della Base 96 e da una serie di risultati poco favorevoli. «È stata una partita a senso unico soprattutto nel primo tempo – racconta il team manager Mattia Selva a Bar Lariosport – loro si sono portati subito sul 2-0 con due belle azioni, mentre noi abbiamo avuto qualche occasione ma senza riuscire a riaprirla».
Una gara che ha confermato le difficoltà del momento, ma che si inserisce in un contesto più ampio fatto anche di episodi negativi e assenze pesanti. «Arriviamo da settimane in cui ci gira poco bene – prosegue Selva – contro il Meda eravamo in partita fino alla fine e abbiamo perso per un episodio dubbio, poi tra squalifiche e infortuni abbiamo pagato qualcosa anche nelle gare successive». Il quadro è quello di una squadra che fatica a trovare continuità, ma che resta compatta e consapevole del proprio percorso. Del resto, la Bellagina sapeva fin dall’inizio che la Promozione sarebbe stata una sfida completamente diversa rispetto alla stagione precedente.
«È un campionato tosto – spiega Selva – affrontiamo squadre strutturate, abituate alla categoria, realtà importanti rispetto a noi». Nonostante questo, gli obiettivi non cambiano: «Sapevamo che la classifica sarebbe stata questa, il nostro obiettivo è salvarci o comunque arrivare ai playout». A rendere il cammino ancora più complicato c’è anche la questione del campo, un fattore tutt’altro che secondario per una società così radicata nel territorio. La Bellagina infatti è costretta a giocare a Tavernerio, lontano dal Montù di Bellagio, non omologato per la Promozione.
«Pesa tanto – ammette Selva – soprattutto per la gente del paese. Il nostro campo è piccolo, stretto, ma lì cambia tutto: tifosi vicini, atmosfera diversa». Eppure il legame con l’ambiente resta fortissimo: «I tifosi ci seguono sempre, anche in trasferta». In un contesto del genere, il gruppo rappresenta il vero punto di forza. «Siamo praticamente gli stessi dell’anno scorso – sottolinea – con qualche giovane inserito». Tra questi, spicca l’impatto di Armando Gryka, arrivato a gennaio e subito protagonista: «Si è messo in mostra, sta facendo molto bene».
Il contributo però è corale, segno di una squadra che, pur con i suoi limiti, non ha mai perso identità. Il finale di stagione si preannuncia durissimo e aperto a ogni scenario. «La classifica cambierà ancora tante volte – conclude Selva – noi non abbiamo più scontri diretti, quindi dipenderà anche dagli altri». Ma una cosa è certa: la Bellagina vuole giocarsi tutte le proprie carte fino in fondo. «L’obiettivo è arrivare ai playout nella posizione migliore possibile, magari con il ritorno in casa». Perché al di là delle difficoltà, questa resta una stagione storica, da onorare fino all’ultimo minuto.
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