Como,
Una doppietta che racconta molto più di una semplice partita. Aldo Hoxha è tornato protagonista con la maglia del Giussano, firmando due reti nel 3-0 contro il Figino dopo mesi difficili e un lungo percorso di recupero. «È stata un’emozione incredibile – racconta a Bar Lariosport – come se fosse il primo gol della mia carriera».
Alle spalle c’è la rottura del tendine d’achille avvenuta la scorsa estate, a pochi giorni dal matrimonio. «Un ortopedico mi aveva detto che non avrei più giocato. Io però volevo provarci, per non avere rimpianti». Il rientro è stato graduale. «Non ero pronto per giocare tanto, ma il mister mi ha buttato dentro e mi sono immerso nella partita»
Il Giussano ha controllato la gara, trovando il vantaggio con Ragone prima della doppietta di Hoxha. «Il primo gol è arrivato su calcio d’angolo, uno di quei gol che devi fare senza pensarci». Il secondo è arrivato dopo un rigore respinto. «L’ho sbagliato, ma sulla ribattuta sono riuscito a segnare».
L’abbraccio dei compagni è stato il momento più forte. «Mi sentivo sommerso, mi veniva da piangere. In quel momento mi è passato davanti tutto il percorso fatto». La vittoria tiene il Giussano in corsa. «Io ci credo, quei quattro punti non sono niente. Dobbiamo continuare a vincere»
Guardando al futuro, Hoxha ha già iniziato un percorso anche fuori dal campo. «Ho fatto il corso da match analyst e ho allenato nelle giovanili». Tra famiglia, lavoro e calcio, l’equilibrio non è semplice, ma la motivazione resta alta: «Ho fatto tanti sacrifici e non voglio buttare via questo lavoro».
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