Como,
Domenica 15 marzo, ore 18: in scena al Sinigaglia la sfida Champions tra Como e Roma.
Vengono i brividi solo a dirlo: i lariani, battendo i giallorossi, andrebbero a +3 dalla squadra di Gasperini e potrebbe continuare a sognare.
Come al solito pompiere Cesc Fabregas, che non guarda la classifica: obiettivo crescere e migliorare, indipendentemente dal risultato.
Ecco le sue parole in conferenza stampa, a due giorni da Como-Roma...
Como-Roma sarà anche la sfida tra Butez e Svilar. Sarà la partita dei portieri?
“Due grandi portieri. Spero non sia la gara dei portieri, entrambi fanno la differenza. Svilar alla sua maniera, tanto lui come Jean hanno salvato le loro squadre diverse volte, come anche Maignan e Sommer. Le squadre che vogliono dominare la partita subiscono poco, e i portieri devono farsi trovare pronti nelle poche occasioni che arrivano”.
Come stanno Perrone Diao?
“Perrone sta migliorando, oggi ha fatto allenamento individuale ma domani si allena con la squadra. Non sappiamo se sarà della partita, 60% no e 40% si. Ventiquattro ore sono tante, a oggi le percentuali sono queste. Valutiamo domani, ma non è una cosa grave. Diao si è fermato dopo 30 minuti di allenamento nel pre Cagliari, sentiva un po’ di fastidio nella zona dove si era fatto male. Domani sarà tra i convocati, si è allenato benissimo per tutta la settimana”.
Quanto influirà domenica il nervosismo dell'andata?
“Non penso a queste cose. Sono tre punti importanti come sempre, noi vogliamo vincere e fare una grande prestazione. La motivazione deve essere che giochiamo contro la Roma, arriviamo con la certezza di essere pronti e che siamo organizzati, li metteremo in difficoltà. La Roma è la squadra che ha alzato di più il livello con il mercato, Malen è un giocatore eccezionale. Noi dovremo fare una partita perfetta”.
Como-Roma sarà decisiva per la Champions?
“Dipende da quello che pensiamo per decisiva. Io la vedo come una partita come le altre, che fa sempre tre punti. Noi dobbiamo giocare con serenità e tranquillità come facciamo sempre, il campo parla sempre e valuteremo come ci saremo comportati”.
Baturina trequartista centrale e Paz a destra: riproponibile?
“Cambieremo spesso. Abbiamo già visto che dipende dalla partita, la scelta non è stata per dare più protagonismo a Martin, entrano in gioco tante dinamiche. Non c’è solo una scelta possibile, quest’anno Nico non ha giocato molto a destra. Io voglio che lui giochi dentro, voglio che sviluppi palloni tra le linee. Non ho mai pensato di mettere Nico tra i due mediani, magari quando sarà più maturo e più dentro al calcio potrà farlo ma lui è un trequartista, quasi seconda punta”.
Che Roma si aspetta?
“Vedo una squadra forte, tanti titolari non hanno giocato ieri e domenica ci saranno. Hanno tante carte per crearci problemi, sono una squadraabituati a fare questo tipo di settimana".
Che partita si aspetta?
“Voglio vedere un Como con voglia e propositivo, con mentalità e coraggio. Mi aspetto una Roma con un pressing alto asfissiante, esprimono molto bene in campo le idee di Gasperini. Penso che sarà una partita molto bella”.
Gli esterni, da una parte e dall'altra, saranno decisivi?
“Tutti gli esterni devono difendere e dare disponibilità. Vediamo come ci metteremo in campo, sicuramente dovremo fare una grande gara a livello difensivo, come spesso abbiamo fatto, e provare di frustrarli e metterli in difficoltà. Wesley è un giocatore molto completo, trova sempre soluzioni. Si può preparare benissimo una partita ma un giocatore può comunque deciderla con una giocata”.
Le polemiche dell'andata peseranno sulla gara?
“La Roma, se non sei nella giusta giornata, ti fa giocare male, così come Atalanta e Bologna. Ma se loro non sono in giornata, puoi andare cinque volte solo davanti al portiere, altrimenti loro possono farti malissimo in ripartenza".
Ci sarà bisogno del miglior Sinigaglia per vincere?
“Spesso faccio gli appelli per motivare, ma lo stadio ci ha sempre aiutato, l’atmosfera anche due anni fa era bellissima. Dipende anche da noi alimentare questa energia e diventare sempre più forti insieme. Quando tifosi e squadra sono uniti è fantastico, sono convinto che la nostra gente ci aiuterà a fare una grande prestazione”.
Il finale della scorsa stagione quanto ha inciso sulla mentalità di quest'anno?
“È servito per avere una mentalità più forte. Sono arrivati tanti nuovi giocatori, l’anno scorso, a inizio stagione, sapendo di esssere all’inizio di un percorso, sapevamo che non potevamo sempre vincere. A fine campionato, avendo 7 mesi di esperienza alle spalle siamo cresciuti, abbiamo anche inserito Vojvoda, Caqueret, Diao e Butez che ci hanno aiutato. Penso che adesso abbiamo trovato la forza interiore e sul campo per dire “proviamo a vincere sempre”. Abbiamo alzato molto il livello e dobbiamo continuare così”.
Nota differenza tra l'Atalanta dell'anno scorso e la Roma di quest'anno?
“Non voglio parlare di differenze, vedo tante cose simili. L’idea e l’identità di Gasperini si sentono, la Roma di quest'anno è molto vicina all’Atalanta dell’anno scorso. È un grande merito dell’allenatore portare le proprie idee in così poco tempo".
Se non ci sarà Perrone, quanto peserà la sua assenza?
“Maxi è importantissimo per noi e si sa fino a Marte. Secondo me lui deve essere il play dell’Argentina nel futuro, potrebbe già esserlo in questo Mondiale. Ha caratteristiche perfette per il nostro gioco posizionale, è un giocatore da grande squadra. Se non ce la farà troveremo altre soluzioni, abbiamo fatto a meno di tanti giocatori e abbiamo sempre trovato il modo. Quando abbiamo acquistato Perrone ero convintissimo, credo molto in lui e alla sua età può ancora migliorare tantissimo. È intelligente, capisce tante cose ed è destinato a grandi cose nel calcio. E' difficile trovare giocatori, a livello mondiale, in quella zona del campo con la raffinatezza e la pulizia tecnica di Perrone e Da Cunha”.
Quanto guarda alle ultime dieci partite?
“Non so contro chi giochiamo la prossima dopo la Roma, per farvi capire. Quella contro la Roma è la partita più importante, sono un muro su questo ma penso davvero così. Guardiamo solo la partita che dobbiamo giocare, ci vuole tranquillità".
Il quarto posto è un obiettivo vero?
“Non ci penso. Essere in questa situazione di classifica è stata la mia vita, ho sempre lottato per questi obiettivi, quando si lavora bene e forte possono succedere queste cose. Noi costruiamo con calma, siamo all’inizio di tante cose che devono ancora avvenire. Non cambia niente dove finiremo in campionato, se finiremo quarti o decimi. Non valuto il miglioramento in base alla vittoria, anche quando abbiamo perso ho visto della crescita nella squadra. Il calcio per gli allenatori è molto crudele".
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