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Cagliari-Como, le parole di Fabregas: "La gara di andata ha cambiato la nostra stagione"
Il tecnico: "Mi aspetto una gara simile, Diao e Rodriguez possono giocare insieme"
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Gio 5 Marzo 2026 16.59
Cesc Fabregas ha presentato la sfida al Cagliari
Como,

Archiviata la semifinale di andata di Coppa Italia contro l'Inter, terminata 0-0, a due giorni dalla partita contro il Cagliari, ha parlato in conferenza stampa Cesc Fabregas, tecnico del Como.

L'allenatore spagnolo ha spaziato tra diversi argomenti, dalla imminente gara contro i rossoblù al coinvolgimento dei giovani, tema caro sia a lui che all'allenatore del Cagliari Fabio Pisacane, tornando anche sul pareggio contro i nerazzurri.

Ecco le parole del tecnico del Como:

 

 

 

Che partita si aspetta contro il Cagliari?

“Sabato contro il Cagliari sarà partita molto importante per noi, siamo in crescita e vogliamo continuare. L’ultima partita di un percorso per non ci aspettavamo, per 63 giorni abbiamo giocato di media ogni 4 giorni, penso che i ragazzi hanno fatto molto bene. abbiamo meritato di perdere solo con la Fiorentina, abbiamo trovato voglia e soluzioni. Mi aspetto una partita molto simile all’andata, conosco bene Pisacane che sta facendo un grandissimo lavoro e sta portando idee innovative”.

 

 

Lei e Pisacane avete molto a cuore il tema dei giovani. È un pensiero comune tra i nuovi allenatori?

“Ne parliamo spesso insieme. Siamo due allenatori giovani, vogliamo imparare e ci sono tante dinamiche nuove per noi. Lui ha fatto molto bene anche in Primavera, abbiamo toccato il tema diverse volte. È un tema particolare, continueremo sempre a parlare e a confrontarci su questi aspetti.”

 

Il Como potrebbe accusare un po’ di stanchezza contro il Cagliari?

“Possiamo parlare di tante cose, noi vogliamo preparare la partita con il calendario che ci hanno dato e provare a vincere, questo non cambierà mai. Non cerchiamo alibi ma soluzioni, io mi fido di tutti i giocatori, tutti possono giocare. Abbiamo dimostrato che siamo capaci di adattarci a diversi tipi di partite, continuiamo così.”

 

Che momento è della stagione del Como?

“Ci sono giocatori che ti dimostrano che possono giocare ogni tre gironi senza problema e altri che fanno più fatica. Poi entrano in gioco la fiducia e il tipo di partita, il campo di Cagliari è piccolo come il nostro e dobbiamo capire bene le distanze che ci saranno. Siamo in un momento della stagione dove tutti devono dare il massimo e godersi il momento, siamo qui per meriti nostri e ora è il momento di pedalare e far vedere che siamo pronti a competere.”

 

Si poteva osare di più contro l’Inter?

“Sinceramente no. Abbiamo preparato la pettina in una maniera, a parlare dopo siamo tutti fenomeni. Abbiamo già giocato tante partite contro di loro, so solo che abbiamo sfidato un club come l’Inter in una semifinale dopo 40 anni e loro non sono arrivati in porta. Avendo fatto la partita che abbiamo fatto non aveva senso spingere come matti negli ultimi minuti e magari prendere lo 0-1, ma io ho visto la squadra trovare combinazioni e soluzioni davvero notevoli, i primi 65 minuti abbiamo fatto molto bene. Detto questo, penso che la squadra abbia fatto una grande partita con maturità, abbiamo controllato l’Inter e sono contento della prestazione. Avremmo meritato di vincere 1-0, c’è un po’ di dispiacere ma abbiamo fatto una partita intelligente e dopo 40 anni andremo a Milano a giocarcela: niente è impossibile in questa vita”.

 

Addai a parte, tutti disponibili a Cagliari?

“Kempf sta bene, si è allenato oggi. Gli altri stanno bene, chi ha giocato martedì oggi non si è allenato. Io sono contentissimo di avere tutti i i giocatori a disposizione, ma non sono tantissimi, normalmente se ne hanno 24/25 ma noi ne abbiamo 20. Abbiamo più soluzioni ma sono contento del numero di giocatori, sono tutti mentalizzati. In una stagione c’è una prima fase dove ci si conosce, nella seconda si inizia a vedere dove si può arrivare e chi effettivamente siamo, la terza fase si va per spingere e per vincere e competere. Chi è più preparato in questo momento di darci più soluzioni per vincere sarà in testa alle mie gerarchie.”

 

Per un giovane è meglio affrontare la crescita in Serie B o in un club di Serie A?

“Ogni giocatore è un mondo a sé. Rispoli, ad esempio, va al Catanzaro perché ha la fiducia di Aquilani e dobbiamo sapere che avrà possibilità di giocare tanto, il contesto va analizzato. Poi c’è il fisico e la mente, quando non si può sbagliare tutte le componenti interessate devono essere allineate, altrimenti si possono perdere talenti se si finisce nel contesto sbagliato”.

 

Ramon sempre più ad alto livello. Un suo commento?

“Non mi sorprende, per il nostro modello di gioco Jacobo era perfetto . L’unico dubbio che avevamo allora era su come si sarebbe adattato al calcio italiano, dove ci sono tanti contrasti e duelli. Ha alzato molto il livello, vince tanti uno contro uno e con la palla è un giocatore impressionante, ci sono dei giocatori in cui fa tutto la mentalità e si vede che sono fatti di un’altra pasta: lui sicuramente è uno di questi”.

 

Dove può migliorare ancora Douvikas?

“Tasos mi piace molto come giocatore, c’è una crescita evidente. Calciatore forte e potente, ci sono cose nella postura e nell’attaccare la profondità che deve migliorare per diventare un top, ma è un ragazzo che fa gol e anche se non fa la migliore partita è comunque positivo. Tutta la squadra deve migliorare, non siamo ancora top nel trovare l’ultimo passaggio, ma Tasos quando ha avuto palloni precisi si è trovato sempre solo davanti al portiere”.

 

Ci racconta l’imposizione di Smolcic?

“Ho visto sempre questo tipo di giocatore. Smolcic tecnicamente è sempre un 7-8, contro la Juve giocava contro Yildiz che è fortissimo nel dribbling e Smola ha fatto una partita incredibile. Anche all’andata contro di lui ha giocato con un giallo sulle spalle e ha fatto benissimo. Avere giocatori come Ivan per un allenatore è oro. Sta alzando il livello su tutto, sono molto contento di lui. Dobbiamo rinnovargli il contratto per merito, lo abbiamo preso a pochissimo e se vi dico quanto guadagna non ci credete”.

 

A inizio stagione si aspettava di essere così in alto in classica?

“Io non mi aspetto niente a inizio stagione, voglio solo trovare la migliore forma per la squadra. Come ho detto ci sono diverse fasi in una stagione, dalle partite di inizio campato si impara tantissimo nelle gare di adesso. Sono tante cose, nelle ultime 11 partite di campionato credo che saremo pronti per provare a vincere sempre”.

 

Valle contro l’Inter poteva fare meglio in quell’occasione?

“Ne abbiamo parlato. È arrivato con molta velocità, la postura era sbagliata ma c’è una deviazione di Bastoni sul cross di Smolcic che non ha aiutato. Lui sa che poteva fare meglio, ma è come i rigori: in allenamento magari segni sempre, in partita è diverso. L’importante è che ci è arrivato, dobbiamo essere più bravi a concretizzare le occasioni clamorose che creiamo”.

 

La formazione dell’Inter di martedì l’ha sorpresa?

“Quando giochi contro squadre che giocano ogni tre giorni è tosta preparare le gare, c’è spesso turnover. Noi prepariamo la partita per come giocano normalmente gli avversari, poi entrano in gioco tutte le altre dinamiche che dobbiamo valutare. Ci sono dubbi che finché non inizia la parità non puoi sciogliere, ripeto non è facile. Per me i quattro centrocampisti hanno fatto una partita molto buona, è molto diverso giocare con Da Cunha o Rodriguez in quella zona”.

 

Quanto punta Fabregas a sorprendere gli avversari con la formazione?

“Non penso mai a quello che può pensare l’altro. Mi concentro solo su cosa possiamo fare noi per fare male a quella determinata squadra. Tutti noi allenatori vogliamo trovare la soluzione per battere l’avversario, non pensiamo a sorprendere”.

 

Cosa dovrà fare il Como per battere il Cagliari, memore della partita di andata?

“Gol e attaccare meglio. Siamo cresciuti molto da quella partita, che è stata la gara che mi ha fatto più riflettere in tutta la stagione. Io pensavo che non possiamo essere così superiori e creare così poco a livello di occasioni: quella partita ha cambiato un po’ la nostra stagione a livello offensivo. Abbiamo guardato le migliori squadre in Europa come attaccano e quella partita ha fatto crescere molto me come allenatore e i miei ragazzi come squadra”.

 

È possibile vedere Diao e Rodriguez insieme?

“Possono giocare insieme, anche Diao può fare la punta in un contesto dove può attaccare bene lo spazio. Diao può giocare dall’inizio sabato, non tutta la partita ma 60 minuti”.

 

Che differenza c’è negli allenamenti tra Serie A e Premier League?

“Negli ultimi due mesi abbiamo provato a dare il massimo di tempo libero per rinfrescare la testa del giocatore, poi noi facciamo tanta piscina, sauna: i giocatori devono mangiare bene e riposare. In campo stiamo per un’ora ma spingiamo tanto, noi siamo preparati fisicamente. Penso che il calcio italiano possa migliorare ma non è così tanto lontano dagli altri campionati, tante squadre italiane sono ancora dentro in Europa”.

 

 


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