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Milan-Como, le parole di Fabregas: "Contro i rossoneri dovremo divertirci e fare la nostra gara"
Il tecnico: "Una partita che si gioca a San Siro si prepara da sola. Paz? Sono tranquillo"
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Mar 17 Febbraio 2026 16.04
Cesc Fabregas ha presentato la sfida al Milan
Como,

Neanche il tempo di metabolizzare la bruciante sconfitta interna con la Fiorentina di sabato (1-2) che è già tempo di tornare in campo per il Como. Infatti, in programma mercoledì sera alle 20.45 il recupero della 24esima giornata contro il Milan, a San Siro.

Ci ricordiamo tutti la tanto chiacchierata gara di andata, terminata 1-3 in favore dei rossoneri e che ha generato il noto dibattito "giochisti-risultatisti".

Alla vigilia del recupero di mercoledì ha parlato in conferenza stampa Cesc Fabregas, toccando tanti temi e lanciando la sfida alla squadra di Allegri.

 

 

Ecco la conferenza stampa integrale di Fabregas:

Come ha intenzione di interpretare la gara in virtù delle precedenti partite contro il Milan?

“Giocare bene non vuol dire sempre vincere. Dobbiamo sempre provare a fare le cose secondo noi giuste per vincere. Siamo molto giovani sia come squadra che come società. Non siamo pronti per vincere lo scudetto, abbiamo fatto bene per tante partite e si è parlato tanto di classifica, io vi ho sempre detto che il calcio vive di momenti. Noi dobbiamo guardare avanti perché la strada è lunga e bella. Quando si perde e quando si vince dirò sempre le stesse cose.”

 

 

Negli ultimi tre incontri Como in vantaggio ma, alla fine, Milan vincitore. Come invertire la rotta?

“Non posso deciderlo questo. Continuerà a succedere, non posso decidere come andrà la partita. Se mi parlate di una sola partita in cui si sono visti i difetti dell’anno scorso penso che ci sia troppa superficialità nell’analisi. Guarderei alla stagione che stiamo facendo, non so chi si aspetta che dobbiamo vincere tutte le partite, ma quel qualcuno si sbaglia. Quando vedo la nostra squadra giocare sono orgoglioso perché facciamo il calcio che vogliamo fare. Sabato contro la Fiorentina non abbiamo fatto la nostra migliore partita, loro sono scesi tre volte e hanno fatto due gol. A volte tutto quello che produci diventa oro, noi siamo una squadra che preme il piede sull’acceleratore e vuole sempre proporre. Questa è la cosa più difficile che c’è nel calcio, aspettare e ripartire è molto più facile.”

 

 

Ha parlato con Morata dopo l’espulsione?

“Secondo me non sono stato molto duro, ho detto una cosa naturale. La provocazione fa parte del calcio, per chi non sa gestire quelle situazioni è difficile; bisogna conviverci. Non ho parlato con Alvaro, lui ha già detto la sua sui social. Andiamo avanti.”

 

 

È vero che nel 2011 è stato vicino a essere giocatore del Milan?

“Nel 2016 c’è stato un contatto con il Milan; ho parlato con Gazidis, però alla fine ero convinto che avrei potuto cambiare la mia situazione al Chelsea. Nel 2011 avrei lasciato l’Arsenal solo per il Barcellona, ed è andata così.”

 

 

Cosa manca al Como per competere con le big del campionato?

“Lo sappiamo. Tutti i numeri dicono che siamo una squadra da top 4, la realtà dice che non lo siamo. È colpa nostra, non abbiamo la stabilità dei giocatori top e dei top club. Contro il Milan, pur avendo fatto una partita top, vedevo e sentivo che loro erano molto tranquilli e che erano a loro agio nel soffrire. La gente deve capire che noi non siamo a quel livello, se togliamo Moreno, Sergi Roberto e Morata probabilmente siamo la seconda squadra più giovane d’Europa. Noi stiamo allenando una squadra under 23 praticamente. Noi non abbiamo investito per andare in Europa come ad esempio la Roma, il nostro unico acquisto, Lahdo, ieri è dovuto andare a prendere la patente in Svezia. Io sono molto sereno, devo migliorare nel post partita gestendo le emozioni."

 

Che intende per "migliorarsi nel post partita"?

“Quello che succede ai ragazzi succede anche a me. Luis Enrique ha detto una cosa molto interessante dopo la sconfitta contro il Rennes: nel post partita, quello che dice un allenatore o un giocatore non ha valore. C’è tanto margine di miglioramento, quando si torna a casa dopo una partita e la riguardi a freddo si capiscono tante cose e che è andata completamente in maniera diversa. Dobbiamo dare valore a tutto quello che sta facendo questa squadra."

 

 

Chi sono gli indisponibili? Come si prepara una partita come quella di mercoledì?

“Tutti sono disponibili a parte Morata, Diao e Goldaniga. Per il resto siamo tutti al completo. Per domani non c’è tanto da dire, giochiamo a San siro contro il Milan, una gara che si prepara da sola. La partita dove avrei dovuto spingere e premere di più sul piano della mentalità era quella contro la Fiorentina, domani dovremo divertirci per portare i punti a casa."

 

Che Milan si aspetta senza Rabiot?

“Rabiot sarà rimpiazzato da giocatori forti, come Ricci ad esempio. Noi dobbiamo fare la nostra partita e prepararla nell’ottica di come fargli male, sono una squadra forte che sa esattamente come vincere e fare punti. Hanno perso solo tre partite in stagione, una sola in Serie A. Parliamo certamente di un gruppo di giocatori molto temibili e che sanno come arrivare al risultato."

 

Che momento è per Nico Paz? 

“Questa è la vita del calciatore top. Se vuoi essere un top player devi prenderti le responsabilità, quando non sei nel momento migliore della tua stagione devi accettare le critiche. Non bisogna pensare di essere un fenomeno quando tutto va bene o uno scarso quando va male. Io sono il numero uno degli autocritici. Penso che Nico debba acquisire stabilità, ma ne ha già una buona base: è un ragazzo per bene coi piedi per terra. Fisicamente sta bene, in campo ci da sempre soluzioni e può fare la differenza. Lui è tranquillo, un ragazzo a posto con una famiglia molto seria ed è stato educato molto bene.

 

Che ne pensa della situazione di Dele Alli?

“Gli faccio sempre un grande in bocca al lupo, è stato un piacere averlo qua e gli voglio bene. Non so niente di quello che succede nella sua vita, spero vada tutto bene.”

 

E' stato soddisfatto della prestazione tattica di Baturina contro la Fiorentina?

“E' vero, Martin è venuto troppe volte a centrocampo a cercare la palla. Avevamo abbastanza qualità anche senza Martin in basso, con Perrone e Da Cunha. Ci è mancato quel giocatore lì tra le linee in grado di incidere. Ne abbiamo parlato proprio ieri con lo staff, è mancato quel gioco posizionale che proponiamo spesso."

 

Contro il Milan sarà possibile vedere Baturina e Paz in coppia senza attaccante?

“Abbiamo già provato questa soluzione a Roma contro la Roma in una giornata particolare, Diao si era fatto male, Nico era malato e Perrone non c’era. Domani può essere un’idea, stanno tutti bene e sono tranquillo.

 

Jesus Rodriguez sembra essersi perso.

“Parliamo di ragazzi giovanissimi, ci sono tanti alti e bassi. Jesus può giocare a destra e a sinistra. A sinistra ci può dare qualcosa in più, è vero che ha avuto un percorso più difficile all’inizio ma per un periodo ha fatto benissimo. È la vita, io devo gestire questi ragazzi. Anche Addai non ha ancora ingranato la marcia giusta dopo l’infortunio, scelgo chi è preparato al massimo per vincere la partita."

 

L'Atalanta vi ha momentaneamente sorpassato. Le da fastidio?

“Non mi importava quando noi stavamo quasi per agganciare il quarto posto e non mi importa adesso.”

 

LA STAGIONE DEL COMO

   


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