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Lazio-Como, le parole di Fabregas: "La società mi chiede un gioco bello come il Lago di Como"
Il tecnico: "La Lazio mi piace, sta crescendo. Tavares? Valutiamo le opportunità"
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Sab 17 Gennaio 2026 15.07
Cesc Fabregas ha presentato la sfida alla Lazio
Mozzate,

Archiviare e dimenticare in fretta la sconfitta di giovedì sera contro il Milan per 1-3, con la consapevolezza di aver messo in seria difficoltà una squadra del calibro dei rossoneri.

Questo il mantra recitato da Cesc Fabregas nella conferenza stampa di presentazione alla partita di lunedì sera alle 20.45 contro la Lazio - arbitro Fabbri di Ravenna, nessuno squalificato, solo Paz in diffida - che chiuderà la seconda giornata del girone di ritorno. 

E ha voluto far chiarezza sul post Milan: "La società mi ha chiesto un certo tipo di gioco, ma non è l'unica via per vincere, non è un dogma. E i grandi giocatori, come quelli del Milan, fanno spesso la differenza".

Ecco le parole dell'allenatore del Como a due giorni dalla sfida ai biancocelesti:

 

Mister, obbligatorio chiederle un commento sulla sconfitta contro il Milan.

"Siamo in un momento di gioco molto buono. Non siamo contenti, anche se sono orgoglioso di come abbiamo giocato contro il Milan sette volte campione d'Europa. Calma, piedi per terra, abbiamo fatto un partitone. Il minimo dettaglio si paga sempre, non succede sempre che quando tirano in porta ti fanno sempre tre gol. Ma io quando chiudo gli occhi, voglio vedere la mia squadra giocare così. Normale, non siamo perfetti, non possiamo fare tutto benissimo. Ma la volontà dei giocatori, Luka Modric... uno dei migliori nella storia del calcio ha toccato 14 palloni, normalmente ne tocca 100. Noi difensivamente abbiamo fatto una partita incredibile. Poi c'è Maignan, non dimentichiamolo. Rabiot fortissimo, lo conosciamo tutti, ha fatto benissimo. Ci sta, è il Milan, può succedere. Ora rialziamo la testa dei giocatori, che ce l'avevano molto bassa dopo la partita. L'importante è rialzarsi velocemente, abbiamo un'altra partita importantissima lunedì".

 

Dopo Como-Milan è ripartito il dibattito tra "giochisti" e "risultatisti"...

"Mi sembra strano che nel 2026 si debba parlare di queste cose. Il calcio è di tutti, si vince in tanti modi. Io ho vinto con Conte, Mourinho, Wengere Guardiola... ho toccato tutti i pali e vinto con tutti. Perché dobbiamo trovare sempre quel dibattito o quella divisione? Ancora complimenti al Milan perché ha vinto, ma non vuol dire che sia meglio o peggio. A me dal primo giorno hanno chiesto questo, un gioco bello come il Lago di Como. Non mi hanno detto di vincere e basta. Ma creare uno stile di gioco, un'identità, un tipo di giocatore specifico che possa essere funzionale al Como. Per me è un dibattito insensato."

 

Di risultatismo o giochismo ne ha parlato lei...

"No, ho risposto perché mi attaccano. Tante volte la gente che dice 'il calcio di Guardiola o dell'altro?'. Perché? Ti può piacere più una cosa o l'altra, ma serve rispetto. Non si parla di Fabregas contro Allegri, ma di Como contro Milan. La mia squadra ha fatto una grandissima prestazione. Non abbiamo vinto? Fa niente, la percezione sui miei ragazzi non cambia."

 

Baturina è in un gran momento. Forse lo ha sostituito troppo presto contro il Milan?

"Martin lo vede diverso fisicamente, prima gli mancava quello. E' un giocatore molto intelligente e ha talento, si parla del suo controllo e del suo calcio, ma a me sorprende come si applica in fase difensiva. Contro l'Atalanta, senza una grande partita a livello di gioco, difensivamente ha fatto la migliore partita: mi ha ricordato Strefezza. Lo rispettiamo tanto, deve dare tantissimo al Como. E' in un gran momento, ho sbagliato a toglierlo prima, penso fosse per un calo fisico. Ma avrei dovuto dargli più minuti...".

 

La squadra è tranquilla?

"Dobbiamo trasformare in energia la frustrazione che c'è adesso. Se avessimo battuto il Milan avremmo sentito "mamma mia che Como" eccetera. Sono io che devo trasmettere serenità alla squadra, dobbiamo continuare a giocare il nostro calcio."

 

Che Lazio si aspetta?

"Sta migliorando. Le squadre di Sarri hanno un'identità molto chiara, ha due esterni fortissimi. Hanno preso Taylor, giocatore molto forte che abbiamo conosciuto alla Como Cup contro l'Ajax. Sono solidi e compatti in difesa: sarà una partita bellissima da giocare, loro sono insieme da tanti anni."

 

Cosa ha detto alla squadra dopo la sconfitta contro il Milan?

"Ho ribadito ai giocatori quanto fossi orgoglioso. Abbiamo il rammarico che qualcosa si potesse fare meglio: alla fine prendiamo gol su due palle perse, poi il rigore… è il calcio. I ragazzi sono la mia vitamina, vedere la personalità che hanno e come difendono mi dà grande forza. Si parla di soldi spesi, ma guardate la nostra difesa: grande merito va dato ai  giocatori. Si vede quanto è difficile vincere in Italia, guardate Napoli-Parma o Pisa-Atalanta..."

 

Come si studiano gli allenatori?

"Analizzando le partite. Con Sarri o Conte magari certe cose le capisco prima perché li conosco, per altri tecnici devo chiedere a dei giocatori che l'hanno avuto prima. da tutti si impara. Pensavo di non andare mai a uomo, invece l'abbiamo fatto. Ho detto che la mia squadra pressa sempre alto, è una bugia: al Milan abbiamo lasciato spazio. Per me, la parola "mai" non esiste".

 

La sensazione è che, ultimamente, la squadra non sia molto attenta nei minuti iniziali della ripresa. C'è una spiegazione?

"Sono d'accordo. Abbiamo speso tante energie, può essere un calo di attenzione o che eravamo freddi dopo l'intervallo. Siamo una squadra giovane, che ancora deve imparare a gestire episodi e capire i momenti. Ma guardate l'Inter: capisce tante dinamiche, si conoscono benissimo".

 

Il giocatore influenzato era Jesus Rodriguez?

"Sì era lui, ma questo non significa che Baturina non avrebbe giocato. Tutte le rotazioni in campo e gli spazi vuoti da attaccare... bisogna spiegarli. Alcune volte penso che il giocatore non faccia alcune cose, invece poi ci parli e ti dice che pensava ad altro in termini di letture di calcio. Jesus Rodriguez, come Neymar, Doku o questo tipo di giocatori, se ne vedono sempre meno. Ti saltano l'uomo ed è fondamentale. L'alternativa è essere fortissimi nel palleggio."

 

Come sta Sergi Roberto?

"Sta bene, è stato fuori tanto tempo e ha bisogno allenarsi con costanza in settimana con il gruppo. Per tornare a esssere giocatore deve ritrovare quel feeling con scatti, accelerazioni, sprint, cambi di direzione. Viene da tanti infortuni, ha una certa età, dobbiamo prenderci cura di lui."

 

Situazione infortunati?

"Morata e Addai hanno iniziato a lavorare parzialmente in gruppo da ieri. Speriamo che possano tornare presto al 100% con noi, ma ci vuole ancora un pò. Kempf ha sentito tensione al quadricipite, sia lui che io volevamo farlo rientrare nel secondo tempo ma poi ho preferito non rischiare. Lunedì potrebbe non giocare, così come Carlos che ha preso un colpo. Goldaniga procede con il recupero."

 

Siete interessati a Nuno Tavares?

"Se troviamo il momento giusto e l'occasione giusta che ti permette di migliorare la squadra, ben venga. In questo momento non siamo vicini a nessuno."

 

Douvikas giocherà?

"E' vero che le sta giocando tutte, ma è l'unica punta che abbiamo a disposizione attualmente e se deve giocare giocherà ancora, senza nessun problema."

 

La partita contro il Milan è stata decisa da campioni.

"I giocatori del Milan sono superiori in questo momento. Al Barcellona, quando giocavo lì, magari facevamo partitacce contro Elche o Alaves e ce le risolveva Messi. La nostra forza, in questo momento, è la squadra; per me è fondamentale. Voglio approfittare per fare i complimenti a Pairetto, il quarto uomo di giovedì. Mi sono sentito capito a livello di emozioni da allenatore, questo è un passo in avanti: si può creare una relazione con gli arbitri."

 

 


 

 

 

IL COMUNICATO DEL GIUDICE SPORTIVO

 

LA SITUAZIONE DISCIPLINARE DEL COMO

6 ammonizioni: Smolcic, Perrone e Ramon

5 ammonizioni: Fabregas e Carlos

4 ammonizioni (diffida): Paz

3 ammonizioni: Addai e Da Cunha

2 ammonizioni: Vojvoda, Sergi Roberto e Van der Brempt

1 ammonizione: Valle, Kempf, Moreno, Morata, Caqueret, Butez e Rodriguez.

Contamulte: 13.000 euro.

Espulsioni stagionali: 1 Ramon (Como-Genoa 1-1, 1 giornata), 1 Rodriguez (Como-Cremonese 1-1, 3 giornate), 1 Fabregas (Como-Cremonese 1-1, 2 giornate), 1 Guindos (Roma-Como 1-0, 1 giornata), 1 Perez (Roma-Como 1-0, 1 giornata).

 

 

 

LA STAGIONE DEL COMO

 


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5Roma392013072412
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