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IL DIRIGENTE Andrea Riva si racconta tra ricordi e aneddoti, sulle orme di papà
Da oltre dieci anni guida il Luisago Grandate tra fusioni, conti in ordine e ambizioni
1 commenti
Gio 8 Gennaio 2026 10.00
Andrea Riva, ds del Luisagi Grandate
Luisago,

Sulle orme del padre, Andrea Riva è da oltre dieci anni direttore sportivo del Luisago Grandate, una delle realtà di vertice del campionato di Prima categoria (girone A). Anche se parlare “solo” di Luisago Grandate è quasi riduttivo: negli anni, infatti, la società ha attraversato diversi cambi di denominazione, passando dal Fino Mornasco all’Fm Portichetto, quindi al Luisago, fino alla fusione con il Grandate andata in porto la scorsa estate.

 

 

«Mio papà Riccardo, per tutti “Tato”, è stato un mentore: da lui ho imparato tantissimo», racconta Riva. «I miei primi anni da direttore sportivo al Fino Mornasco sono stati subito soddisfacenti: nel 2009 ci salvammo in Prima categoria senza passare dai playout, e l’anno dopo arrivò la promozione in Promozione».

Da lì, un’avventura lunga e intensa proprio in Promozione, con il passaggio chiave dell’estate 2012, quando la fusione con il Portichetto portò alla nascita dell’Fm Portichetto. «Siamo arrivati fino a un quinto posto con mister Giuliano Lodini: anni bellissimi. Era la squadra di Bridarolli e Capra, ricordi davvero speciali. È capitata anche la retrocessione, ma l’anno successivo siamo risaliti subito fino ai playoff, nonostante la bruciante sconfitta nello spareggio contro il Menaggio di Spaggiari».

Da Fm Portichetto a Luisago, la società è tornata da qualche stagione in Prima categoria, ma l’ambizione non è mai cambiata. «Nel corso degli anni abbiamo sempre fatto molta attenzione ai conti – spiega Riva – e questo ci ha permesso di resistere dove, invece, altre società importanti del territorio sono scomparse. Nell’ultima estate abbiamo completato la fusione con il Grandate: una scelta azzeccatissima, che ci permette di avere numeri importanti anche nel settore giovanile. Obiettivo futuro? Tornare in Promozione. Quest’anno stiamo facendo bene, ma non sarà facile: l’obiettivo della società, però, è quello».

Tanti ricordi positivi, pochi quelli davvero amari. «Due anni fa abbiamo rischiato di retrocedere in Seconda categoria: è stata una stagione pesante, ci siamo salvati solo al 90’ dei playout contro il DB Calcio, grazie a un rigore di Silva. In generale, però, i ricordi belli sono molti di più in questi anni a Luisago».

Allenatori e giocatori, in un percorso così lungo, sono stati tantissimi. «Ognuno ha lasciato qualcosa: penso a nomi importanti come Lodini, Manzoni – a cui sono molto legato – o Piazzi, che abbiamo oggi. E poi ho visto passare tanti calciatori: alcuni, come i fratelli Lucini e i fratelli Lo Cicero, erano stati miei compagni prima che diventassi direttore sportivo. All’inizio non è stato semplice, poi è diventata una storia lunga e davvero bella».

 


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CommentiI commenti degli utenti
Il giorno 08/01/2026 alle ore 18.49 morbidelli2017 ha scritto...
CommentoBravo Andrea.
Il calcio ha bisogno di dirigenti come te.
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