Mozzate,
A 48 ore da Bologna-Como, in programma sabato alle 18.30 al Dall'Ara, il tecnico Cesc Fabregas ha persentato a Mozzate la sfida contro gli emiliani, reduci dalla sconfitta contro la Roma. Per il Como, invece, ottimo esordio al Sinigaglia contro la Lazio.
Il tecnico spagnolo ha fatto il punto della situazione prima della prima trasferta del campionato...
BOLOGNA DIVERSO DALLA LAZIO, COME SI PRESENTA IL COMO?
«Sì, sarà una partita molto diversa rispetto a quella con la Lazio. Sono due squadre differenti. Kuhn ha più allenamenti nelle gambe, Addai ha lavorato tre giorni e ora sta bene: se sarà pronto per giocare lo vedremo con lo staff. Decideremo dopo l’ultimo allenamento».
COME STA DIAO?
«Non sta bene, e questo mi preoccupa. È fermo, per un problema legato al vecchio infortunio. A quattro mesi dall'operazione, se succede ancora qualcosa, è normale preoccuparsi. Lui è un giocatore importante, può ricoprire ruoli diversi ed è già dentro le nostre dinamiche. Ora dobbiamo “forzare” altri ragazzi a cui pensavamo di dare più tempo per integrarsi. Non dico quando rientrerà: o si sceglie la strada corta o quella lunga, ma deve tornare al 100%. Lo stanno valutando anche altri specialisti».
DOPO LA LAZIO, È DIFFICILE TOCCARE QUESTA SQUADRA?
«È vero, contro la Lazio è stata una buona partita. Ma non sempre si riesce, anche perché le squadre sono diverse. La Lazio gioca dal basso per poi andare in pressione, con il Bologna sarà un’altra partita. Dobbiamo trovare la giusta organizzazione, ma mi fido di tutti. La Lazio è già passato».
COME COMMENTA GLI ADDI DI CUTRONE E GABRIELLONI?
«Sono fortunato ad aver lavorato con giocatori così. Cutrone è solo un prestito, non un addio definitivo. Sono convinto possa fare 12 gol: l’anno scorso ne ha fatti 7, con 5 assist e tanti pali. È stato fondamentale nella promozione, tutti ricordiamo il gol al Venezia o quello a Cagliari in A. Ha sempre dato la vita per questa squadra, ma ha un pensiero forte: il Mondiale. Io non posso garantire a nessuno il posto da titolare, quindi è giusto che provi nuove esperienze. Gabrielloni? Ho parlato con lui. Spero resti, ma è una scelta personale. Se rimane è fondamentale, anche giocando poco, per ciò che ci dà dentro e fuori dal campo. Deciderà entro sera, io spero che resti».
LE CONDIZIONI DI KUHN?
«Sta bene. Può giocare uno spezzone, c’è spazio per lui».
QUALE SARÀ IL PROSSIMO STEP DEL COMO?
«Il nostro obiettivo è migliorare quanto fatto l’anno scorso. Crescita e valorizzazione dei giovani sono una priorità. Si dice che spendiamo tanto, ma abbiamo preso anche ragazzi senza spendere cifre folli: la differenza è che li facciamo giocare».
COME GIUDICA L'IMPATTO DI RAMON?
«Abbiamo scelto di “forzare” l’inserimento dei giovani, come successo con Paz l’anno scorso. Lo spazio è arrivato subito, così anche per Ramon: non potevo farlo aspettare. Così l’inserimento avviene prima».
VAN DER BREMPT LO VEDE COME CENTRALE?
«Sì, può fare il centrale e nel futuro lo diventerà. Per noi è perfetto: ha condizione, sa pressare, sa attaccare in avanti. L’intercambiabilità è fondamentale, tanti dei nostri giocatrori possono ricoprire più ruoli».
COMO GIÀ IN FORMA, UNA STRATEGIA?
«Bisogna prepararsi per vincere sempre. Se qualcuno è stanco, entra un altro. Come successo con la Lazio: tutti sono entrati con la giusta intensità. Morata pressava al 90’, e con lui anche gli altri. Non ci sono segreti: abbiamo un piano estivo preciso. A me piace lavorare tre giorni e poi dare riposo: lavoro corto, pausa e ripartenza. Noi dobbiamo correre, pressare, essere energici».
LE PARTENZE PER LE NAZIONALI QUANTO INCIDERANNO?
«Abbiamo dodici preconvocati, l’anno scorso erano sei-sette. È un numero importante, più del 50%».
COME IMPOSTA IL RAPPORTO UMANO CON I GIOCATORI?
«Chi vuole arrivare in alto deve gestire sia le cose belle che quelle brutte, compreso ciò che si dice fuori. Ma bisogna pensare al presente, non al futuro. Sono ragazzi che hanno appena iniziato, devono godersi il calcio. Con la Lazio ho visto un gruppo che voleva aiutarsi. Giochiamo alti, rischieremo di prendere gol, ma dobbiamo credere in quello che facciamo e continuare a potenziare ciò in cui crediamo».
CI SARA' UNA STAFFETTA DOUVIKAS-MORATA?
«Qua non ci sono titolari. Ogni settimana si può cambiare. L’importante è che chi entra dia il massimo. Se qualcuno si arrabbia, deve pensare a dimostrarlo in campo. Qui si corre a mille fino all’ultimo minuto».
L’ATTENZIONE MEDIATICA DISTURBA?
«Noi lavoriamo per vincere. Si vince e si perde, fa parte del gioco. Se perdiamo mi farete altre domande, se vinco torno a casa, bevo una birra e penso già alla prossima. Non c’è tempo per soffermarsi sui complimenti o sulle critiche: siamo qui per crescere e migliorare».
BOLOGNA, ULTIMA PARTITA NEGATIVA DEL COMO L’ANNO SCORSO. CHE GARA SI ASPETTA?
«Il Bologna gioca diretto, con due esterni, e recupera tanti palloni. Italiano ha idee chiare, la sua squadra non pensa troppo, gioca. Mi aspetto una gara fisica, con molte seconde palle. Dovremo essere bravi a pressare. Con la Lazio abbiamo rischiato un paio di volte con la linea a quattro, e abbiamo sbagliato sul gol annullato a Castellanos: un errore può costare tanto. Ma mi è piaciuto il coraggio e la voglia di fare».
MERCATO: JIMENEZ ARRIVA? E AZON PARTE?
«Azon è in viaggio verso l'Ipswich: ora c’è un accordo e speriamo si chiuda. Mancano quattro giorni, ma arriveranno un difensore e un portiere. Se Gabrielloni va via, resteremo così, non prenderemo altre punte».
LA STAGIONE DEL COMO
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