Como,
La prima convocazione in Nazionale maggiore è arrivata prima della prima presenza ufficiale con la prima squadra del Como.
Basterebbe questo per raccontare la portata della sorpresa: Riccardo Cassano, centrocampista classe 2009, a 17 anni entrerà per qualche giorno nello spogliatoio degli Azzurri di Roberto Mancini.

Il suo nome compare nella lista dei 31 convocati per le sfide di Nations League contro Francia e Belgio insieme a quelli di altri tre debuttanti: Mattia Liberali, anche lui del Como, Alphadjo Cisse del Milan e Simone Lontani del Parma. Per Cassano e Lontani, però, la Figc ha precisato il programma: Mancini vuole osservarli da vicino e permettere loro di mettersi in mostra, poi i due lasceranno il gruppo della Nazionale maggiore per raggiungere rispettivamente Under 18 e Under 19. Cassano sarà impegnato con l’Under 18 nel Mondiale di categoria al via il 19 novembre in Qatar.
Prima Coverciano, poi l’Under 18
Non sarà dunque, almeno nei programmi iniziali, una convocazione costruita pensando a un possibile impiego contro Francia o Belgio. Ma definirla semplicemente uno “stage” rischia comunque di ridimensionare la notizia: Cassano è stato inserito a tutti gli effetti nell’elenco della Nazionale A e domenica entrerà a Coverciano con Donnarumma, Bastoni, Barella, Tonali e gli altri giocatori scelti da Mancini.
Il dato resta eccezionale soprattutto per il percorso del ragazzo. Nato il 1° luglio 2009, Cassano non ha ancora disputato una partita ufficiale con la prima squadra del Como. Già nella scorsa primavera Fàbregas aveva però cominciato a portarlo stabilmente negli allenamenti dei grandi, fino alla convocazione in Serie A contro il Parma.
È un regista, può giocare davanti alla difesa o da centrocampista centrale. La qualità che ha impressionato maggiormente Fàbregas non è la giocata spettacolare, ma la capacità di rendere semplice il gioco. Parlando del ragazzo, il tecnico del Como ha utilizzato addirittura Busquets e Pirlo come riferimenti per spiegare il tipo di influenza che un centrocampista può avere sulla squadra, aggiungendo una frase che oggi assume ancora più peso: «In Riccardo io credo molto».
Dal vivaio del Como alla Nazionale maggiore
Cassano ha già percorso rapidamente anche le categorie azzurre. Era stato convocato nell’Under 17 insieme agli altri giovani del Como Matteo Albini, Stefano Arui e Samuele Pisati, e in questa stagione è entrato nel gruppo dell’Under 18.
Mercoledì, poche ore prima del clamoroso 9-1 della prima squadra a Lens, era stato protagonista anche in Youth League: suo il gol del momentaneo 2-1 al 44’, nella partita poi vinta 2-1 dai francesi. Due giorni dopo, il salto improvviso: dalla Youth League all’elenco della Nazionale maggiore.
E per il Como la convocazione ha anche un altro significato. Nella stessa lista ci sono tre giocatori del club lariano: Cassano, Mattia Liberali – anche lui alla prima chiamata – e Samuele Ricci. Un segnale molto concreto di quanto rapidamente sia cambiata anche la dimensione italiana del progetto.
Zaniolo, il precedente più vicino
Una convocazione così precoce porta inevitabilmente alla ricerca dei precedenti. E il primo nome che viene in mente è Simone Pafundi. Ma il confronto va precisato.
Pafundi fu convocato da Mancini per uno stage nel maggio 2022 e poi, a novembre dello stesso anno, entrò nella lista della Nazionale maggiore, debuttando contro l’Albania a 16 anni, 8 mesi e 2 giorni. Ma quando arrivò la convocazione ufficiale aveva già disputato alcuni minuti in Serie A con l’Udinese: l’esordio era arrivato nel maggio precedente contro la Salernitana.
Il precedente più simile a Cassano è invece Nicolò Zaniolo.
Nel settembre 2018 Roberto Mancini lo chiamò in Nazionale per le partite di Nations League contro Polonia e Portogallo prima del suo debutto in Serie A e prima ancora dell’esordio ufficiale con la prima squadra della Roma. Anche la FIGC sottolineò allora l’eccezionalità della scelta. Zaniolo, però, aveva già alle spalle sette presenze tra i professionisti in Serie B con la Virtus Entella.
Cassano, almeno sotto questo aspetto, rappresenta quindi un caso ancora più estremo: la Nazionale maggiore arriva quando il suo debutto ufficiale nel calcio dei grandi deve ancora avvenire.
Verratti e Maccarone: l’Italia prima della Serie A
Un altro caso celebre è quello di Marco Verratti. Nel maggio 2012 Cesare Prandelli lo inserì tra i 32 giocatori chiamati a preparare l’Europeo. Verratti non aveva mai giocato in Serie A, ma era già il regista del Pescara di Zeman che stava dominando la Serie B. Non entrò poi nei 23 dell’Europeo e avrebbe debuttato con l’Italia nell’agosto successivo, quando era già passato al Paris Saint-Germain. Curiosamente, Verratti non avrebbe mai giocato una partita di Serie A in tutta la carriera.
Ancora prima c’era stato Massimo Maccarone: nel marzo 2002 Giovanni Trapattoni lo fece addirittura esordire con la Nazionale contro l’Inghilterra mentre giocava nell’Empoli in Serie B e senza avere mai disputato una partita nella massima serie.
Sono casi diversi. Verratti e Maccarone erano già professionisti affermati; Zaniolo aveva alle spalle qualche presenza in B; Pafundi aveva già assaggiato la Serie A.
Cassano è un diciassettenne del settore giovanile del Como che deve ancora debuttare ufficialmente tra i professionisti.
Ed è forse proprio questo l’aspetto che rende la chiamata di Mancini così sorprendente: prima ancora che il grande pubblico abbia potuto vederlo giocare in Serie A, il commissario tecnico della Nazionale ha deciso di volerlo vedere da vicino a Coverciano.
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