Como,
Il presidente al Corriere dello Sport: Cesc, sostenibilità e futuro
Mirwan Suwarso racconta il Como di oggi e, soprattutto, quello che la proprietà sta cercando di costruire per domani. In una lunga intervista concessa al Corriere dello Sport, il presidente lariano affronta investimenti, Fair Play Finanziario, crescita commerciale, Champions League e futuro di Cesc Fàbregas. Con un concetto che ritorna più volte: la crescita sportiva deve poggiare su una struttura capace di sostenerla nel tempo.
Oltre 400 milioni e la Champions arrivata in anticipo
Il Corriere dello Sport quantifica in oltre 400 milioni gli investimenti effettuati sul mercato per arrivare all’attuale dimensione. Suwarso risponde richiamando esempi come Uber e Netflix, aziende che hanno investito pesantemente nella propria fase di costruzione.
Il presidente sottolinea soprattutto una differenza: un club già consolidato può limitarsi a cambiare tre o quattro elementi, mentre il Como, salendo rapidamente di categoria, si è trovato più volte nella necessità di modificarne nove o dieci. A questo si è aggiunta una qualificazione in Champions arrivata prima del previsto.
La linea resta quella già tracciata negli ultimi mercati: investire prevalentemente su giocatori giovani, con margini di crescita tecnica ed economica.
Fair Play Finanziario: «Abbiamo parlato subito con la UEFA»
Suwarso non nasconde il tema della sostenibilità. Al contrario, spiega che dopo la qualificazione in Champions uno dei primi passi del club è stato confrontarsi con la UEFA.
L’obiettivo è costruire ricavi ricorrenti sufficienti a sostenere progressivamente la dimensione raggiunta sul campo. Anche per questo il Como non fissa una data per lo scudetto né promette traguardi sportivi: la pianificazione societaria, sostiene Suwarso, riguarda prima di tutto la costruzione di un club finanziariamente solido e capace di competere stabilmente in Europa.
Dal documentario al Como di oggi
Nell’intervista torna anche la storia, ormai sempre più definita, dell'arrivo della proprietà indonesiana sul lago.
L'acquisizione era nata all'interno di un progetto legato alla nazionale giovanile indonesiana e alla produzione di un documentario. Como, anche per la vicinanza a Milano, rappresentava una sede particolarmente adatta.
Poi le promozioni hanno cambiato tutto. Quel progetto è diventato impraticabile e la società ha dovuto trasformare il Como stesso in un'attività da sviluppare e rendere sostenibile.
Solo il 14% dei ricavi commerciali arriva dal territorio
È uno dei numeri più significativi contenuti nell'intervista. Secondo il Corriere dello Sport, soltanto il 14% dei ricavi commerciali del Como arriva oggi da Como e provincia, mentre i prodotti del club vengono acquistati anche in città come Londra, Parigi, Milano e New York.
È qui che emerge con maggiore chiarezza il modello immaginato dalla proprietà. Il lago diventa parte integrante del marchio e permette di sviluppare merchandising, hospitality, turismo, viaggi ed esperienze legate al territorio.
«Vogliamo giocare bene a calcio e vincere, ma Como è anche una destinazione lifestyle. Ignorarlo sarebbe un errore», sintetizza Suwarso.
Fàbregas e quella «lunga fila» di interessati
Inevitabile il passaggio su Cesc Fàbregas.
Alla domanda sulla possibilità di immaginarlo a vita al Como, Suwarso evita promesse. Il tecnico spagnolo sta contribuendo alla costruzione di un metodo che va molto più in profondità delle semplici scelte di formazione, ma il presidente considera irrealistico pensare che una persona possa restare per sempre nello stesso club.
Quando gli vengono ricordati gli interessamenti di Inter, Roma e Napoli, la risposta è significativa: «C’è una lunga fila di interessati, molti altri lo saranno».
Non è però una dichiarazione di resa. Il ragionamento è differente: il Como vuole mettere Fàbregas nelle migliori condizioni possibili per continuare il suo lavoro e, contemporaneamente, costruire un'organizzazione abbastanza forte da conservarne l'eredità tecnica quando arriverà «il suo prossimo capitolo».
Aquilani? Nessuna investitura
Nessuna designazione anticipata neppure per Alberto Aquilani, indicato da alcuni come possibile futuro erede dello spagnolo.
Suwarso chiarisce che la scelta di un allenatore non compete direttamente a lui e ricorda l'esistenza di un “football council” che governa le decisioni dell'area tecnica. Dentro quel processo, anche Fàbregas continuerà ad avere una voce importante.
È un passaggio che conferma una delle idee centrali del progetto: rendere il metodo meno dipendente possibile dalla singola persona, pur riconoscendo a Cesc un peso enorme nella costruzione dell'attuale Como.
Marotta e De Laurentiis «visionari»
Suwarso torna anche sulla definizione di Giuseppe Marotta e Aurelio De Laurentiis come due “visionari” del calcio italiano.
Il motivo è la capacità di guardare oltre il risultato immediato. Del presidente del Napoli apprezza in particolare l'approccio imprenditoriale e commerciale; di Marotta, invece, esperienza e capacità di costruire una struttura sportiva capace di continuare a competere negli anni.
È, in fondo, lo stesso principio che Suwarso vuole applicare al Como: investire molto oggi, ma con l'obiettivo di costruire qualcosa che non debba dipendere per sempre né dagli investimenti della proprietà né da un singolo allenatore.
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