Cadorago,
L’avventura dell’Olimpia Cadorago nel campionato di Prima categoria è ufficialmente iniziata, se non a livello di partite, quantomeno nella testa di giocatori, staff tecnico e società.
La lettera maiuscola del terzo capitolo di una storia fin qui straordinaria, iniziata solamente due anni fa, è stata messa con la presentazione ufficiale, tenutasi al centro sportivo della squadra, davanti al solito caloroso pubblico.
Al di là dei saluti istituzionali e della presentazione della rosa, il vero protagonista è stato il senso di comunità di una realtà unica nel panorama comasco. Partita da un gruppo di amici che hanno deciso di rifondare la prima squadra da zero, arriva da due vittorie consecutive che, da matricola in Terza categoria, hanno portato l’Olimpia Cadorago a essere una delle formazioni più attese del prossimo campionato di Prima, proprio perché, da questo gruppo, non si sa mai cosa aspettarsi.
La novità più grande rispetto al primo biennio rappresenta il cambio in panchina, con mister Mauro Trunetti che è subentrato a Marco Rossi, ora direttore sportivo. Un allenatore che porterà esperienza e idee tattiche, pur senza stravolgere un impianto consolidato che, fin qui, ha portato solo successi. “Il livello sale e ho già detto ai ragazzi che ci sarà da fare molta attenzione – dichiara la nuova guida tecnica dell’Olimpia Cadorago –. L’ultima cosa che voglio, però, è snaturarli, perché non farebbe parte di loro. Chiaramente le difficoltà ci saranno e bisognerà adattarsi in fretta alla categoria, ma sono convinto che potremo toglierci qualche soddisfazione, perché questa squadra ha qualità”.
Di fatto, al di là del cambio in panchina, il nucleo storico è rimasto intatto. Solo quattro gli acquisti, uno per ruolo: Matteo Giorgianni in difesa, il colpo Matteo Carnevale a centrocampo, Igor Bonalume davanti e Riccardo Russo tra i pali. “Abbiamo cercato un po’ di esperienza – dichiara Trunetti –. È ciò che ci darà Giorgianni in difesa. Carnevale alza l’asticella, per qualità e personalità”.
In una categoria a cui la società si affaccia per la prima volta, è difficile porsi obiettivi, ma a Cadorago c’è quel qualcosa in più, a livello di ambiente e coesione del gruppo. “Non ci poniamo limiti – conclude il mister –. Chiaramente ci saranno squadre più attrezzate. La differenza, per noi, la farà il senso di appartenenza di una comunità intera, dai giocatori ai tanti ragazzi che vengono a sostenerci. Può essere una spinta in più”.
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