Como,
Le ultime ore hanno cambiato il quadro della vicenda Como/Nico Paz/Real Madrid. Il Real ha deciso di esercitare il diritto di recompra su Nico Paz, riportando formalmente il giocatore alla casa madre.
L’incontro con il Como non ha dato i suoi frutti, la linea del club di Florentino Perez sembra ormai tracciata: Madrid vuole riprendersi il controllo totale del cartellino dell’argentino.
Charlie Ludi è volato personalmente a Valdebebas, a cinque giorni dalla scadenza della clausola. Un segnale già di per sé pesante. Se la situazione fosse stata serena, o indirizzata verso una permanenza quasi automatica di Nico sul Lario, probabilmente non sarebbe servita una missione così delicata, così vicina alla deadline.
Il Como ha provato a giocarsi le proprie carte. La sensazione è che Ludi sia andato a Madrid per cercare una formula alternativa: un nuovo accordo, una soluzione creativa, magari un’intesa ponte che permettesse al Real di mantenere il controllo del giocatore e al Como di contribuire in maniera importante all’operazione, garantendosi almeno per un’altra stagione l'argentino. Ma se il Real eserciterà davvero la recompra, quella via sembra essersi chiusa.
Ora si apre una partita diversa. Il Como potrebbe ancora tentare un acquisto a titolo definitivo, ma a cifre completamente diverse. Se il Real dovesse valutare Nico intorno ai 60 milioni (come circola), il Como incasserebbe comunque i 10 milioni della recompra: tecnicamente, l’esborso netto sarebbe di circa 50 milioni. Restano tantissimi soldi, ma è un dettaglio importante. Perché il Como, almeno sul piano teorico, può ancora ragionare sull’operazione.
Il problema è tutto il resto.
Per arrivare a una cifra del genere, una società appena entrata in Champions dovrebbe probabilmente fare un sacrificio importante. I nomi che possono generare un tesoretto sono pochi: Martin Baturina, già cercato con forza dalla Premier, oppure Lucas Da Cunha, cuore tecnico ed emotivo del progetto. Due elementi molto forti, ma forse meno imprescindibili e sostituibili. Ma vendere un pezzo forte per trattenere Nico significherebbe cambiare gli equilibri della squadra, non semplicemente aggiungere un campione.
E poi c’è il tema più grande: l’ingaggio. Il Como può anche provare ad arrivare al cartellino, ma difficilmente potrà competere con gli stipendi che altri club europei possono garantire a un giocatore ormai considerato uno dei talenti più importanti del continente. Nico sarebbe rimasto volentieri un altro anno a Como, in prestito o con una formula ponte, per crescere con Fabregas e giocare la Champions da protagonista. Un acquisto definitivo, però, è un’altra storia. Cambia la prospettiva. Cambia il percorso. Cambiano anche le aspettative del giocatore. Il caso Palestra insegna: in 24 ore ha salutato l'Inter e accettato un ingaggio raddoppiato dal Chelsea.
C’è poi un altro elemento da non sottovalutare: il Real oggi ha bisogno di valorizzare i propri asset. Madrid sta lavorando a un mercato pesante, con obiettivi costosissimi e investimenti enormi (si parla sempre di Olise dal Bayern per oltre 150 milioni). Riprendersi Nico Paz a 10 milioni significa mettere le mani su un patrimonio che oggi vale molto di più. Tenerlo, rivenderlo, aprire un’asta o trattare da una posizione di forza: da questo momento decide il Real.
Per il Como purtroppo filtra pessimismo. Non è ancora finita, perché i rapporti tra i club sono buoni e perché Nico a Como è cresciuto, si è consacrato e ha trovato in Fabregas un maestro. Ma la salita adesso è durissima.
La recompra non chiude per forza la vicenda. Chiude però la fase in cui il Como poteva sperare di gestirla da protagonista. Ora il pallino è a Madrid. E se il Real ha scelto di riprendersi Nico Paz, il Como può ancora restare al tavolo, ma non più alle sue condizioni. Anzi. Il Real ne ha messa un'altra durissima: la deadline per acquistarlo in prelazione sarà entro il prossimo lunedì.
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