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IL PERSONAGGIO - Vittorio Gandola tra l'Arcellasco e nonno Nino Balducci
Il centrocampista: "Neanche lui avrebbe trovato un difetto a questo Como"
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Lun 8 Giugno 2026 11.30
Vittorio Gandola (Arcellasco), è il nipote di Nino Balducci
Como,

Anche per la prossima stagione, l’Arcellasco potrà contare sul proprio “Ironman” a centrocampo: Vittorio Gandola. Il classe 2003 con alle spalle un percorso nelle giovanili del Como è stato uno dei grandi protagonisti dell’ultimo campionato di Eccellenza, chiuso con l’impresa della salvezza diretta.

 

 

Se da febbraio in poi, con l’arrivo in panchina di mister Luigi Petrone, gli erbesi hanno cambiato marcia, Gandola ha rappresentato un filo conduttore, sempre in campo in tutte le partite stagionali, e sarà una solida base da cui ripartire anche nel campionato che verrà. “Sono molto contento di continuare – racconta –. Ormai sono qui da un po’ di anni e ho un bel rapporto con i compagni, così come con mister Petrone. Ha i miei stessi valori e la mia stessa idea che il sacrificio ripaga sempre. Non vedo l’ora di riprendere”.

Sarà un’altra battaglia, come quella, bellissima, del campionato appena concluso. E chissà come l’avrebbe raccontata il nonno di Gandola, l’indimenticabile Nino Balducci, voce storica del Como, che ha accompagnato tanti momenti della storia dei lariani. “Ci ero molto legato, ho vissuto anche con lui – ricorda –. Quando riusciva veniva a vedermi. Era il mio primo sostenitore ma anche il mio primo critico, ovviamente in maniera costruttiva”.

Lo era anche con il Como: schietto, diretto, sempre pronto a dire la propria, con uno stile comunicativo rimasto nel cuore di tanti tifosi. Oggi, però, sarebbe stato difficile anche per Balducci criticare il lavoro fatto dalla società e dalla squadra. “Credo non sarebbe stato capace di trovare difetti al gioco di Fabregas né tantomeno al lavoro della proprietà – afferma Gandola –. Abbiamo una società con voglia di investire e che ottiene risultati. Per ogni ragazzo cresciuto nel Como, come me, è un sogno”.

La ciliegina sulla torta è stata senza dubbio la qualificazione in Champions League, conquistata all’ultima giornata a discapito del Milan. “Ho visto dei meme con la faccia di mio nonno e la frase ‘juventini e milanisti a casa con le pive nel sacco’ – racconta il centrocampista dell’Arcellasco –. Era la sua frase celebre, magari avrebbe esultato proprio così. Trovo bello che ci siano anche questi piccoli sfottò, dopo tutto il percorso che ha portato una realtà piuttosto piccola tra le grandi”.

Di certo, Balducci sarebbe stato orgoglioso del Como, così come di un Gandola sempre più protagonista con l’Arcellasco. “Non avergli mostrato il giocatore che sono diventato è un mio rimpianto – conclude –. Ma mi piace pensare che, sia per l’impresa del Como, sia per la mia stagione, una piccola spinta da Nino, da lassù, sia arrivata”.

 


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