Il Como non chiude in bellezza questo intensissimo ciclo di partite tra sosta di settembre e sosta di novembre e perde ancora una volta contro l'Inter, ormai una bestia nera per Fabregas e i suoi ragazzi.
Finisce 2-0 a San Siro: primo tempo devastante dei nerazzurri, che vincono grazie ai gol di Esposito e Thuram. Il Como ci prova con timidezza nella ripresa, ma i tre punti vanno ai campioni d'Italia in maniera indiscutibile.
Nel post partita, Cesc Fabregas si è presentato ai microfoni di Sky Sport per analizzare la partita e rispondere alle domande di Luca Marchegiani, Fabio Caressa e Beppe Bergomi.
Ecco le dichiarazioni del tecnico del Como a Sky:
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Mister, Inter superiore o Como spento?
"Oggi possiamo parlare di tante cose. Stasera l’Inter è stata molto meglio di noi e abbiamo perso ancora una volta, dobbiamo restare umili, abbassare la testa e analizzare questa sconfitta come facciamo sempre. Non cambia nulla questa sconfitta, siamo solo a novembre e sono solo tre punti. Ricordiamo che arrivavamo da sei vittorie consecutive e abbiamo perso contro uno squadrone, bisogna continuare a pedalare, sperando che un giorno arrivi l’opportunità di batterli”.
Ci spiega i due gol subiti?
“Abbiamo preso due gol perché abbiamo perso due palle che di solito non perdiamo mai. L’Inter è brava a fare tantissime cose ma è devastante in ripartenza, con un Thuram così in forma e con la qualità di Dimarco e Spence, eccezionale, paghi questi errori. Bisogna fare grandissimi complimenti all’Inter, noi continuiamo a lavorare e andiamo avanti nel nostro percorso”.
Il Como non è stato preciso nelle transizioni?
“Tutti possiamo parlare di quanto giochiamo bene ma l’80% dei gol, nel calcio moderno, si fa su ripartenza o palla inattiva, segnare su azione manovrata contro una difesa schierata è molto difficile. Anche noi a Lens abbiamo fatto tantissimi gol su ripartenza. Il calcio sta cambiando, non c’è più tanto talento ma si studia tantissimo, è tutto più difficile”.
Come valuta queste nove partite in ventisette giorni?
“Noi siamo in un percorso e in una prospettiva nuova, se a inizio stagione mi avessero detto i numeri che abbiamo fatto finora avrei firmato. Dopo tutto quello che mi stanno dando i ragazzi, non è il momento di bastonarli ma di dargli tanto amore. Dobbiamo solo ringraziarli per quello che fanno perché danno la vita per il Como e per me”.
LA STAGIONE DEL COMO
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