Como, Sab 7 Novembre 2026
Inter-Como, la vigilia di Fabregas: "L'Inter è la squadra più forte d'Italia, proveremo a fare una grande partita"
Il tecnico: "Cassano in Nazionale? Qualcosa sapevo. Chalobah e Diao non ci saranno"

Smaltita la sbornia della storica e incredibile vittoria per 1-9 contro il Lens mercoledì in Champions League, il Como si prepara per l'ultima partita di Serie A di questo intenso ciclo di 9 partite in 27 giorni prima della sosta di novembre.

Di fronte c'è l'Inter, soltanto due punti avanti al Como in classifica: un'occasione addirittura di sorpasso per i lariani la sfida di San Siro.

Alla vigilia ha parlato in conferenza stampa l'allenatore dei biancoblù Cesc Fabregas, ribadendo che i nerazzurri sono ancora la squadra da battere in Italia ma che il Como proverà a fare una grandissima prestazione.

Ecco le sue parole ai giornalisti:

 

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Per il momento che sta attraversando il Como quello di San Siro equivale a un esame di maturità?

“Per noi sembra che ogni settimana è un esame di maturità, dato che si gioca ogni tre giorni. Sappiamo che questa stagione è molto speciale per noi, troviamo sempre nuovi stimoli. Conosciamo la nostra strada, sappiamo chi siamo e dove vogliamo arrivare. Ovviamente è una partita importante, l’Inter è la squadra più forte d'Italia anche con un po’ di differenza sulle altre. Tre volte ci siamo andati vicini a batterli, loro quando alzano l’asticella in certi momenti delle partite sono troppo forti. Noi dobbiamo continuare a fare il nostro calcio e cavalcare questa onda positiva di prestazioni, andare a giocare come sappiamo”.

 

Tanti convocati per il Como con le varie nazionali. Chalobah recupera?

“Settimana di grandissime notizie. Sono contentissimo per Liberali, molto sorprendente la scelta di Cassano ma fa capire che Mancini ha tanta voglia di lavorare con i giovani. Tutti noi dobbiamo aiutare Mancini e l'Italia. Sapete che noi crediamo tantissimo nei giovani, vederlo riportato alla Nazionale è bellissimo. Anche Jacobo Ramon va per la prima volta con la Spagna, mi fa particolarmente piacere perchè è il mio paese. Per Chalobah abbiamo provato a recuperarlo fino ad oggi, potrebbe giocare 5/10 minuti ma non mi prendo nessun rischio. Ci prendiamo la sosta per riportarlo in condizione, a Cagliari sarà pronto. Anche Diao non ci sarà”.

 

Il gap con l'Inter si è colmato? Quanto ha imparato dalle tre sconfitte dell'anno scorso?

“Non smetto mai di imparare. La vittoria contro il Lens non c’entra niente, per noi è stata una serata in cui è andato tutto perfetto. Non evidenzia la vera differenza che c’è tra noi e il Lens, che è molto più vicina di quel che credete. Non mi importa molto di mercoledì, noi sappiamo chi siamo: siamo una squadra molto giovane con età media bassa, di 24,5 anni. Loro sono campioni e hanno fatto due finali di Champions League negli ultimi quattro anni, noi stiamo provando a formare campioni. Proveremo a fare una grandissima partita”.

 

Si aspettava Cassano in Nazionale? Che momento è per Papaccioli?

“Sapevo qualcosa, posso dire solo questo. Domani verranno con noi Papaccioli e De Paoli. Quando ho preso la squadra in Serie B, mi hanno detto c’era un ragazzo in Under 16 che stava facendo molto bene ed era Papaccioli, lo facevamo allenare con la prima squadra già allora. Dopo ha avuto una grande crescita, quello che mi piace di lui è che è un martello, corre sempre e ha tanta voglia. Poi ha avuto un infortunio molto grave, è tornato un mese e mezzo fa e ha iniziato di nuovo a fare molto bene. Dico sempre ai giovani della Primavera “dimostrate sempre qualcosa quando siete con noi”. Una volta ho fatto riposare Douvikas in allenamento per fargli un po’ di respiro e ho messo lì Papaccioli, che ha fatto benissimo".

 

Come si ferma un Thuram così in forma? Quanto pesa l'assenza di Lautaro per i nerazzurri?

“Thuram è determinante perché è un giocatore fantastico, attacca profondità la e viene dentro il campo, lega il gioco e sa fare gol come pochi. Non so come possiamo fermarlo, probabilmente aiutandoci a vicenda e portandolo in zone dove può avere più difficoltà. Sono d’accordo sul fatto che è in un gran momento di forma, dovremo fare tutti insieme una partita perfetta per fermarlo”.

 

Quanto manca al Como per battere l'Inter?

“Ci è mancato davvero poco l'anno scorso, dovremo essere molto precisi e concreti quando avremo le occasioni da gol. Stiamo tranquilli, faremo la nostra gara come sappiamo. Penso che potremmo avere diverse occasioni se giochiamo come sappiamo, domani dovremo fare una partita con un atteggiamento importante. Se iniziamo a pensare all'Inter e a quanto è difficile giocare contro di loro faremo fatica, dovremo pensare solo alla nostra prestazione. Il Milan, ad esempio, ha fatto tante cose molto bene, è stato bravo a segnare con le poche occasioni che ha avuto nel derby. L’Inter ha ribaltato tantissimi 2-0, servirà grande attenzione".

 

Ha saputo dei complimenti di Arteta? C'è qualche similitudine tra Arsenal e Como nell'armonia tra dirigenza e allenatore?

“Ringrazio per le parole, conosco molto bene Mikel. Ho fatto il patentino a Londra e ogni quattro settimane andavo a vedere come allenava. Quando Mirwan mi ha chiesto di prendere la prima squadra gli ho dettto che non sapevo se ero pronto, e Mikel è stato ed è un grande esempio per me. L'Arsenal ha avuto la pazienza di farlo lavorare e dargli possibilità anche quando magari mancavano i risultati. Visione, pazienza, grandi idee e soprattutto la vicinanza tra allenatore, presidente e direttore sportivo sono elementi fondamentali per lavorare bene in un club”.

 

Quanto si sente migliorato come allenatore?

“Ho avuto una crescita importante ovviamente, adesso sono molto più tranquillo e sereno; quest’anno non ho ancora preso un cartellino giallo, prima ero molto più nervoso e ansioso. Penso che adesso sono cresciuto molto su questo aspetto, mi sento più forte e evoluto ogni partita e ogni allenamento. Giocare ogni tre giorni ha cambiato la vita a me e al mio staff, io guarderò sempre le cose con un equilibrio che dobbiamo avere sempre, che si vinca o che si perda. Vogliamo arrivare a essere una grande squadra, in certi momenti ancora non lo siamo”.

 

Come si motivano i giocatori dopo una vittoria per 1-9?

“Portare tutto con naturalezza e tranquillità. Non esaltarsi e non parlare troppo, non ho detto niente di speciale in questo senso, ripeto che dobbiamo avere un equilibrio che ci mantiene sulla retta via. Ho ricordato ai ragazzi che le ultime tre partite abbiamo fatto molte cose bene contro l’Inter, abbiamo fatto tre partite tatticamente incredibili. Le individualità contano tanto nel calcio, noi abbiamo preso perché oltre al gioco l'Inter ha Calhanoglu che è un fenomeno, due attaccanti incredibili come Thuram e Lautaro eccetera. Non camberiemo tanto rispetto a quello che abbiamo preparato, ma in questo momento loro sono avanti a noi".

 

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