Ci sono vittorie che valgono tre punti e altre che finiscono immediatamente nell'album dei ricordi di una città. Il 4-1 con cui il Como ha travolto il Lipsia al debutto assoluto in Champions League appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Baturina, Douvikas, Assane Diao e Perrone hanno firmato una serata destinata a diventare uno spartiacque nella storia del club lombardo, capace di trasformare il suo primo incontro nella massima competizione europea in una dimostrazione di forza.
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Il risultato assume un valore ancora maggiore pensando al percorso compiuto dal Como. Soltanto pochi anni fa la società militava in Serie D; oggi affronta e batte nettamente una formazione abituata al calcio europeo come il Lipsia. E lo fa al Giuseppe Sinigaglia, davanti alla propria gente e nello scenario del lago, dopo che durante l'estate lo stadio era stato adeguato in tempi rapidissimi agli standard richiesti dalla UEFA. La possibilità di disputare la Champions lontano dalla città era stata concreta: riuscire a riportare il grande calcio europeo proprio sulle rive del Lario ha trasformato quindi l'esordio in qualcosa che va ben oltre la dimensione sportiva.
Una vittoria costruita senza timore
L'aspetto più sorprendente della partita non è forse nemmeno il risultato, ma il modo in cui la squadra di Cesc Fabregas è arrivata al successo. Il Como non ha affrontato l'esordio con l'atteggiamento prudente normalmente associato a una matricola. Al contrario, ha cercato immediatamente di imporre il proprio calcio, pressando alto, muovendo rapidamente il pallone e portando diversi uomini nella metà campo avversaria.
I primi segnali erano arrivati già al 12', quando il portiere del Lipsia Vandevoordt aveva dovuto opporsi prima a Douvikas e poi a Nico Paz. Tre minuti più tardi è arrivato il vantaggio: un pallone messo in mezzo da Douvikas è rimasto disponibile dopo l'intervento non risolutivo della difesa tedesca e Martin Baturina lo ha trasformato nell'1-0.
La rete ha dato ancora più sicurezza ai padroni di casa. Al 38' Baturina è diventato assist-man trovando Anastasios Douvikas, bravo a realizzare il 2-0. È stato probabilmente il momento nel quale il Como ha capito definitivamente che quella partita poteva essere non soltanto celebrata, ma dominata.
Nella ripresa il copione non è cambiato. Al 54' una transizione orchestrata da Nico Paz ha liberato Assane Diao per il 3-0. Soltanto quattro minuti più tardi Andrija Maksimovic ha accorciato le distanze per il Lipsia, ma la reazione tedesca non è riuscita a trasformarsi in una vera rimonta. Nel finale Maximo Perrone, ancora su iniziativa di Paz, ha realizzato il quarto gol fissando il risultato sul 4-1. Quattro marcatori differenti e un contributo distribuito tra centrocampisti e attaccanti raccontano bene la natura collettiva della prestazione.
Fabregas e un Como che non vuole cambiare identità in Europa
La partita contro il Lipsia ha soprattutto confermato una caratteristica fondamentale del progetto di Fabregas: il Como non sembra intenzionato ad abbandonare la propria filosofia soltanto perché il livello degli avversari aumenta.
Il tecnico spagnolo ha costruito una squadra orientata al possesso ma capace anche di accelerare rapidamente, aggressiva nel recupero della palla e particolarmente pericolosa quando trova spazi tra centrocampo e difesa avversaria. Contro il Lipsia queste caratteristiche sono state visibili fin dai primi minuti.
Baturina ha interpretato la partita con personalità, Douvikas ha garantito profondità e peso offensivo, mentre Nico Paz ha nuovamente mostrato quanto possa incidere sulla qualità della manovra. Il terzo e il quarto gol, entrambi sviluppati attraverso sue iniziative, sono particolarmente significativi perché mostrano la capacità del Como di trasformare rapidamente un recupero o una situazione dinamica in un'occasione da rete.
Fabregas, dopo la partita, ha definito quella del Sinigaglia una serata storica che i tifosi continueranno a ricordare anche fra molti anni. L'allenatore può inoltre guardare all'Europa forte di un avvio positivo anche in campionato: il Como ha raccolto sette punti nelle prime tre giornate di Serie A.
Dal lago alla Champions: perché è anche una vittoria territoriale
Il valore della serata va letto anche attraverso il rapporto tra la squadra e il territorio. Il Como arriva nella competizione da una realtà molto diversa rispetto a quella delle tradizionali metropoli europee. La città conta poco più di 80 mila abitanti e ancora nel 2019 la squadra militava in Serie D. In pochissimo tempo il club ha attraversato categorie, cambiato dimensione economica e sportiva e raggiunto il quarto posto in Serie A necessario per conquistare una qualificazione europea senza precedenti nella sua storia.
Anche lo stadio diventa quindi parte del racconto. Il Sinigaglia ha richiesto importanti lavori per poter rispettare i requisiti UEFA. In caso contrario il Como avrebbe dovuto trasferire le proprie partite europee lontano dal lago. Il completamento degli interventi ha invece consentito di disputare l'esordio nella propria casa.
È difficile immaginare un debutto simbolicamente più potente: prima partita europea della storia del club, Champions League, Sinigaglia pieno e vittoria per 4-1 contro una squadra tedesca.
Il calendario del Como: adesso arrivano Feyenoord e Manchester United
L'entusiasmo non deve però nascondere la difficoltà del percorso. Il nuovo formato della Champions prevede otto partite contro otto avversarie differenti, all'interno di una classifica unica a 36 squadre. Le prime otto accedono direttamente agli ottavi di finale, mentre le formazioni classificate dal nono al ventiquattresimo posto devono passare attraverso gli spareggi. Secondo le quote champions league, il Como è in lizza almeno per andare ai playoff, ma chiaramente tutto dipenderà dai risultati ottenuti sul rettangolo di gioco.
Il prossimo appuntamento del Como sarà sul campo del Feyenoord, il 14 ottobre. Una trasferta che potrebbe avere un peso notevole: ottenere punti a Rotterdam permetterebbe ai lombardi di trasformare il fantastico esordio in una vera candidatura almeno alla zona playoff.
Una settimana più tardi arriverà al Sinigaglia il Manchester United, primo confronto di enorme richiamo internazionale. Il 4 novembre sarà invece il turno della trasferta contro il Lens, seguita il 24 novembre dalla partita interna contro l'AEK Atene. Il 9 dicembre il Como farà visita al Real Betis.
La parte conclusiva del calendario sarà decisamente più complicata: il 20 gennaio arriverà a Como il Paris Saint-Germain, mentre l'ultima giornata porterà Fabregas e i suoi giocatori al Camp Nou contro il Barcellona, squadra nella quale l'allenatore catalano ha trascorso una parte importante della propria carriera da calciatore. Proprio per questo gli incontri contro Feyenoord, Lens, AEK e Betis sembrano destinati ad assumere un'importanza particolare.
Quanti punti possono servire e dove può arrivare il Como
Il 4-1 al Lipsia autorizza a modificare leggermente le aspettative. Prima dell'inizio della competizione, raggiungere un posto tra le prime 24 sarebbe potuto apparire come un traguardo straordinario per una debuttante. Dopo una prestazione del genere, considerare il Como competitivo per gli spareggi non significa più necessariamente essere ottimisti.
I tre punti conquistati contro il Lipsia sono particolarmente pesanti perché ottenuti contro una delle squadre teoricamente più difficili del calendario. Il Como può quindi affrontare le prossime partite con un margine che sarebbe stato difficile immaginare alla vigilia.
Sarebbe invece prematuro trasformare una notte perfetta nell'idea che la squadra possa già competere stabilmente con le grandi favorite della Champions. Manchester United, PSG e Barcellona rappresenteranno test di livello superiore e richiederanno probabilmente anche una capacità di soffrire diversa rispetto a quella mostrata nell'esordio.
Ma il nuovo formato offre una possibilità interessante alle squadre emergenti: non è necessario battere tutte le grandi. Diventa fondamentale raccogliere il massimo possibile nelle partite maggiormente equilibrate e provare poi a strappare qualcosa nei confronti più prestigiosi.
Una vittoria che cambia la percezione del Como
Il principale risultato ottenuto contro il Lipsia potrebbe infine essere qualcosa che non compare nella classifica: la percezione internazionale del Como è cambiata.
Quella che poteva essere considerata la romantica debuttante proveniente dalle rive del lago si è presentata alla Champions segnando quattro gol a una formazione tedesca e proponendo un calcio coraggioso. Reuters ha parlato di un esordio da sogno, mentre la stampa internazionale ha sottolineato la qualità offensiva della formazione di Fabregas.
Il difficile arriva adesso. La Champions è una competizione capace di punire rapidamente entusiasmo, errori e inesperienza. Ma il Como ha già dimostrato qualcosa di importante: non sembra essere arrivato in Europa semplicemente per partecipare.
Dal Sinigaglia al Camp Nou, passando per Rotterdam, Manchester, Lens e Siviglia, il viaggio sarà lungo. Il primo capitolo, però, è già entrato nella storia. Per una città che fino a pochi anni fa guardava la Serie A da lontano, è difficile immaginare un modo migliore per scoprire la Champions League.
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