Como, Dom 9 Agosto 2026
MORATA, L’AMORE RITROVATO E UN FUTURO DA RISCRIVERE: PUÒ ESISTERE ANCORA UN’ULTIMA CHANCE A COMO?
Il Como cerca un altro grande attaccante e valuta la sua uscita, ma se restasse?


Un anno fa Morata sembrava il
giocatore perfetto per Fàbregas, poi una stagione da dimenticare: zero gol in Serie A e tante difficoltà anche fuori dal campo. Ora il riavvicinamento con Alice Campello restituisce serenità allo spagnolo. Il Como cerca un altro grande attaccante e valuta la sua uscita, ma se restasse?

 

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Nell’agosto di un anno fa sembrava quasi il giocatore giusto, arrivato nel posto giusto e nel momento giustoÁlvaro Morata al Como aveva tutto per funzionare.

Un campione d’Europa con la Spagna, una carriera trascorsa tra Real Madrid, Juventus, Chelsea, Atlético Madrid e Milan, una conoscenza del calcio internazionale difficilmente paragonabile a quella degli altri giocatori della rosa. E soprattutto Cesc Fàbregas, che lo aveva fortemente voluto e che vedeva in lui molto più di un semplice centravanti.

Quando il Como lo presentò, lo stesso Fàbregas ne sottolineò intelligenza, capacità di far giocare la squadra e qualità umane. Morata, per arrivare sul Lario, aveva inoltre accettato una forte riduzione del proprio stipendio. Il trasferimento dal Milan era stato impostato come prestito con obbligo di riscatto.

Sembrava tutto apparecchiato.

Il gioco di Fàbregas, una squadra sempre più spagnola, tanti giocatori tecnici attorno a lui e un ambiente che avrebbe dovuto proteggerlo.

È successo praticamente il contrario.

 

UNA STAGIONE CHE È IMPOSSIBILE SALVARE

Sportivamente, la prima stagione di Morata al Como è stata un fallimento.

Ventisei presenze in Serie A, 923 minuti giocati e zero gol. L’unica rete con la maglia azzurra è arrivata in Coppa Italia. Troppo poco per un attaccante arrivato con quelle aspettative, anche considerando tutto ciò che Morata storicamente offre oltre ai gol.

Ci sono state prestazioni opache, momenti di nervosismo, problemi fisici e una gerarchia offensiva che progressivamente è cambiata. Fàbregas lo ha difeso a lungo, ricordando quanto il suo lavoro potesse essere utile alla squadra anche senza segnare, ma durante la stagione non gli ha risparmiato neppure critiche durissime quando atteggiamenti ed espulsioni hanno superato il limite.

Il paradosso è evidente: mentre il Como viveva una stagione straordinaria fino alla qualificazione alla Champions League, uno degli uomini che avrebbe dovuto rappresentarne esperienza e leadership viveva probabilmente uno dei momenti più complicati della propria carriera.

E non soltanto per il calcio.

 

MORATA, ALICE E UN ANNO DIFFICILE ANCHE LONTANO DAL CAMPO

Qui bisogna entrare con attenzione nella sfera personale.

Non possiamo sapere quanto le vicende familiari abbiano inciso sulle prestazioni di Morata. Sarebbe troppo semplice collegare automaticamente una crisi matrimoniale a un gol sbagliato o a una partita giocata male.

Ma è altrettanto difficile pensare che il fuori campo sia stato completamente irrilevante.

Morata in passato ha raccontato pubblicamente la propria battaglia contro depressione e attacchi di panico, spiegando quanto la situazione mentale possa condizionare anche un calciatore professionista. Nel documentario dedicato alla sua storia, anche il rapporto con Alice Campello e il sostegno ricevuto dalla moglie sono entrati nel racconto di uno dei periodi più fragili della sua vita.

Poi è arrivata un’altra crisi della coppia tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, proprio mentre Morata attraversava una stagione tormentata anche a Como. Nei mesi successivi qualcosa è però cambiato.

A giugno i due hanno ricominciato a mostrarsi insieme: prima il concerto di Bad Bunny, poi Madrid, quindi le vacanze con la famiglia.

E ora gli ultimi segnali sembrano ancora più espliciti.

Morata ha pubblicato una fotografia insieme ad Alice, sorridenti e vicini al mare. Lei ha risposto con due semplicissime parole: «Ti amo».

Pochi giorni prima era stato Álvaro a commentare una fotografia della moglie con un «Bellissima» accompagnato da un cuore.

Segnali social, naturalmente. Ma questa volta inseriti dentro un percorso di riavvicinamento che dura ormai da settimane.

 

E SE CAMBIASSE QUALCOSA ANCHE NEL MORATA CALCIATORE?

Ed è qui che la storia torna a intrecciarsi con il Como.

Una maggiore serenità personale non trasforma automaticamente un attaccante e non cancella una stagione da zero gol.

Ma un Morata mentalmente più leggero potrebbe essere un Morata diverso da quello visto per larga parte dell’ultimo campionato.

Il problema è capire se ci sarà ancora il tempo per scoprirlo.

Il Como sta cercando un nuovo attaccante di altissimo livello. Moise Kean rimane la prima scelta di Fàbregas, anche se la Fiorentina continua a fare muro.

Douvikas è già nella rosa. Morata pure.

L’arrivo di un altro numero nove restringerebbe inevitabilmente ancora di più gli spazi dello spagnolo. E gli ultimi segnali di mercato raccontano chiaramente che una sua partenza è una possibilità concreta.

 

ORA C’È ANCHE L’ATLANTA UNITED

Proprio nelle ultime ore si è aggiunta una nuova pista.

L’Atlanta United ha messo Morata nel mirino dopo aver valutato anche Romelu Lukaku. Per ora siamo nel campo dell’interesse e resta soprattutto da capire quale sia la volontà del giocatore.

Non sarebbe stata neppure la prima possibilità prospettata allo spagnolo durante questa estate: sullo sfondo sono già comparsi club arabi, emiratini, messicani e il Deportivo La Coruña.

Il Como, dal canto suo, ha dovuto acquisire definitivamente il cartellino dopo l’obbligo di riscatto inserito nell’operazione costruita con il Milan un anno fa. Morata figura ancora regolarmente nella rosa della prima squadra.

La soluzione più logica resta quindi una separazione, qualora arrivassero contemporaneamente una destinazione gradita al giocatore e condizioni soddisfacenti per il Como.

Ma il mercato non sempre segue la soluzione più logica.

 

E SE ALLA FINE RESTASSE?

È questa l’ipotesi meno scontata, ma forse anche la più affascinante.

Se non arrivasse la soluzione giusta, Morata potrebbe anche iniziare la stagione come terzo attaccante di un Como impegnato per la prima volta anche in Champions League.

A 33 anni non sarebbe più l'uomo sul quale costruire l’attacco, come sembrava dodici mesi fa. Potrebbe però diventare qualcosa di diverso.

Un calciatore abituato alle grandi notti europee. Un uomo che ha giocato e vinto in alcuni dei club più importanti del mondo. Un riferimento per uno spogliatoio ancora molto giovane. E magari, entrando senza più il peso di dover essere necessariamente il protagonista, anche un attaccante capace finalmente di ritrovare qualche gol.

Sarebbe una storia completamente diversa da quella immaginata nell’agosto 2025.

Allora Morata arrivava a Como per diventare uno degli uomini simbolo del progetto.

Dodici mesi dopo deve quasi riconquistarsi il diritto di farne parte.

Nel frattempo, però, qualcosa nella sua vita sembra essere tornato al proprio posto.

Alice, la famiglia, un sorriso ritrovato. Non sappiamo se basterà per cambiare anche la storia calcistica di Álvaro Morata al Como. Ma, se davvero dovesse rimanere, forse per la prima volta potrebbe cominciare la sua seconda stagione sul Lario con una testa diversa. E dopo l’anno che ha passato, non sarebbe affatto un dettaglio.

 

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