Mister Daniele Porro è pronto a iniziare la sua nuova avventura come tecnico del Montesolaro, in Prima categoria. L’allenatore-giornalista, volto popolare a lungo in passato di molte trasmissioni calcistiche su TeleLombardia, saà nella prossima stagione il condottiero della formazione brianzola. Negli ultimi anni, Porro ha prima guidato la Cdg Veniano alla vittoria del campionato di Seconda (e a due salvezze in Prima), e qundi allenato per due anni la Gerenzanese, sempre in Prima categoria.
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«Ho scelto Montesolaro perché mi ha dato la sensazione di un ottimo ambiente, è quello che ho percepito le poche volte che ci ho giocato contro – spiega lo stesso Porro – inoltre ho sempre ammirato le loro ambizioni, le loro strutture e l’organizzazione societaria che hanno, sono una polisportiva in cui si fanno le cose in maniera seria».
Un Montesolaro che viene da un campionato anonimo in Prima categoria, chiuso con una salvezza ottenuta alla penultima giornata, dopo due quinti posti consecutivi. In sede di mercato sono stati trattenuti i migliori elementi e aggiunti alcuni di alto livello, uno su tutti la punta Rocco Mercatanti dalla Besana Fortitudo.
«La squadra è senza dubbio di buon livello – continua Porro – e i ragazzi che ci sono in rosa, oltre a essere degli ottimi giocatori, sono anche delle persone serie e affidabili. Questo è molto importante. Per quanto riguarda gli obiettivi, non sono io a doverli delineare, ma sicuramente ci sono i margini per poter fare un buon campionato e puntare in alto».
Con un giornalista esperto come Porro, non si può però non dare uno sguardo al mondiale che si è appena concluso con la vittoria della Spagna. «Questo torneo non ha espresso molto – l’opinione di Porro – ma una cosa fondamentale che ne è venuta fuori è che quando c’è la tecnica e la qualità si può sempre vincere, e la Spagna ne è stato un esempio perfetto. Certo, penso che in finale l’Argentina sia arrivata veramente cotta, per una serie di motivi, ma la vittoria spagnola è indiscutibile».
Qualche polemica per il mancato ingresso di Lautaro Martinez: «Io uno come lui l’avrei fatto entrare – dice Porro – anche solo per il temperamento che ci mette. Però non sarebbe cambiato molto: la Spagna avrebbe vinto lo stesso, e ci lascia un’eredità importante, dalla quale dovrà cercare di ripartire, con i suoi limiti e i suoi difetti, anche il calcio italiano. Messi-Maradona? Non scherziamo – chiude – Diego era di un altro livello, anche se Messi sta al secondo posto in assoluto, poi ci metto il brasiliano Ronaldo. Sono i tre più grandi».
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