La Scuola Calcio Itala continua il proprio percorso di crescita stagione dopo stagione; un progetto che parte da basi già solide, ma che guarda con decisione al futuro, con nuove figure tecniche, una metodologia sempre più condivisa e una visione chiara del percorso formativo.
A raccontare gli sviluppi della società è Giovanni Gaggioli, responsabile organizzativo della Scuola Calcio, che sottolinea la volontà dell’Itala di non accontentarsi di quanto già costruito. «Il nostro obiettivo è aumentare sempre di più la qualità di quello che offriamo ai nostri bambini. Abbiamo già la fortuna di poter contare su un centro sportivo importante, che non ha nulla da invidiare a quello di società Élite, e sull’affiliazione con l’A.C. Milan, che porta vantaggi e opportunità sia ai bambini sia agli allenatori. Ma vogliamo continuare a crescere e rendere il nostro percorso sempre più serio, completo e riconoscibile».
Uno degli sviluppi principali riguarderà lo staff tecnico della prossima stagione. La società punterà ancora di più su allenatori e formatori qualificati, con patentini Uefa, lauree in Scienze Motorie e, soprattutto, esperienza concreta nella formazione dei giovani calciatori. Per l’Itala, infatti, lavorare con i bambini non significa solo insegnare un gesto tecnico, ma accompagnarli nelle diverse fasi della crescita motoria, psicologica ed educativa.
Un passaggio centrale sarà rappresentato dalla figura del Responsabile Tecnico, ruolo che sarà affidato a Claudio Orfeo, allenatore qualificato con vent’anni di esperienza nel mondo del calcio giovanile. «Vogliamo che il responsabile tecnico sia una figura vera, presente sul campo: Mister Claudio, infatti, ogni settimana terrà un allenamento con un’annata diversa. Questo sarà fondamentale per dare coerenza tecnica al percorso dei bambini, sia all’interno della stessa categoria sia nel passaggio tra le varie annate».
Questa presenza costante avrà anche un valore formativo per gli stessi allenatori, che potranno osservare, confrontarsi e condividere una linea comune di lavoro. L’obiettivo è costruire una metodologia sempre più chiara e riconoscibile, capace di dare continuità al percorso dei bambini nel corso degli anni.
Alla base di questo progetto troviamo un principio semplice: l’attenzione verso ogni singolo bambino. «Per noi nessuno è un numero. Non pensiamo solamente al giocatore che è oggi o che potrà diventare tra uno o due anni, ma proviamo a immaginare un percorso lungo otto o dieci anni. Il nostro sogno è accompagnarlo fino alla Juniores regionale o alla Prima Squadra, valorizzando il cammino che ognuno di loro compie all’interno della società».
Un modello già rappresentato dall’attuale capitano della prima squadra, Riccardo Bredice. Un esempio che, secondo Gaggioli, dimostra come il percorso interno possa realmente offrire ai ragazzi la possibilità di arrivare fino al calcio dei grandi, mantenendo un forte legame con l’ambiente nel quale sono cresciuti.
La società intende portare avanti questo lavoro senza rinunciare alla propria funzione sociale. «In diverse realtà le quote stanno diventando sempre più elevate. Noi vogliamo continuare a offrire strutture adeguate, allenatori qualificati e un percorso serio mantenendo però costi popolari e accessibili alle famiglie. Crediamo che il calcio debba restare uno sport aperto a tutti».
Accanto al lavoro tecnico, ogni settimana viene già riservato uno spazio specifico alla coordinazione, seguito da professionisti e considerato fondamentale per lo sviluppo motorio, della corsa e della tecnica. Un lavoro che la società intende strutturare ulteriormente nei prossimi anni.
«Abbiamo già altre idee e novità metodologiche in cantiere – conclude Gaggioli – pensate per arricchire ancora di più il percorso dei nostri bambini e definire una metodologia unica e distintiva della nostra Scuola Calcio. Preferiamo però raccontarle quando saranno davvero concrete».
Un progetto che guarda lontano, quindi, con l’obiettivo di continuare a crescere insieme ai propri bambini, dentro e fuori dal campo.