Il cosiddetto "valzer" delle panchine sembra essersi (finalmente) concluso. Difatti, possiamo dichiarare occupate tutte le panchine dei 20 club che parteciperanno alla prossima Serie A.
Mancano diverse ufficialità, come ad esempio quella di Massimiliano Allegri come nuovo tecnico del Napoli, ma tutte le squadre hanno individuato a chi affidare la guida tecnica della propria rosa per la stagione 2026/27.
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Quello che balza all'occhio, guardando la lista completa delle panchine, è il tangibile ringiovanimento generale in atto in Serie A.
Tanti club hanno deciso di non optare per i soliti "esperti", andando su nomi sentiti e risentiti: interessanti e audaci, ad esempio, le scelte di Sassuolo e Torino, che hanno rispettivamente messo sotto contratto Alberto Aquilani (41 anni) e Ignazio Abate (39 anni), reduci entrambi da stagioni straordinarie in Serie B con Catanzaro e Juve Stabia.
In particolare, Abate risulta il terzo allenatore più giovane della Serie A 2026/27: più giovani di lui solo l'inarrivabile Carlos Cuesta del Parma (30 anni) e ovviamente Cesc Fabregas, il trentanovenne condottiero del Como.
Como che ha, in un certo senso, dato il concreto via a un leggero ma visibile cambio di mentalità nel calcio italiano: ci ricordiamo tutti la stagione del ritorno in A del club lariano (2024/25), quando nel girone d'andata i punti per i lariani erano pochi e i risultati arrivavano raramente.
Gli addetti ai lavori dubitavano fortemente di Cesc Fabregas e del suo lavoro, per poi essere brutalmente smentiti già nella seconda parte di quella stagione, senza andare a parlare di quella appena terminata, conclusa con un clamoroso piazzamento Champions per la squadra biancoblù.
Tutto questo per rimarcare che agli allenatori, specialmente a quelli giovani e alle prime esperienze su panchine di un certo calibro, serve tempo per poter lavorare e fiducia da parte della società e dell'ambiente, per possedere quella serenità fondamentale nella testa di un tecnico.
Tra i più giovani, anche l'amico di Fabregas Fabio Pisacane (Cagliari, 40 anni), le novità Domenico Tedesco (Bologna, 40 anni) e Ruben Amorim (Milan, 41 anni) oltre a Daniele De Rossi (Genoa, 42 anni). Poi c'è un leggero stacco anagrafico, dove emergono i 45 anni del tecnico campione d'Italia con l'Inter Cristian Chivu, seguito da Fabio Grosso (Fiorentina, 48 anni) e Gennaro Gattuso (Lazio, 48 anni).
Ben 11 allenatori, più della metà, hanno meno di 50 anni: dato visivamente impattante e di buon auspicio per il futuro del calcio italiano. Nella via di mezzo, troviamo Ivan Juric (Monza, 50), Kosta Runjaic (Udinese, 55), Massimiliano Alvini (Frosinone, 56), Eusebio Di Francesco (Lecce, 56), Giovanni Stroppa (Venezia, 58) e appunto Massimiliano Allegri (Napoli, 58).
E poi, veniamo alle "vecchie volpi": a quota 67 troviamo due grandi come Luciano Spalletti (Juventus) e Maurizio Sarri (Atalanta), per poi arrivare al più anziano di età (68) ma forse più giovane mentalmente; parliamo ovviamente del tecnico della Roma Gianpiero Gasperini.
Questo il quadro degli allenatori per la prossima Serie A: tante novità, diverse conferme e soprattutto tanta curiosità; non resta che attendere la partenza del campionato 2026/27 per vedere come se la caveranno il Como di Fabregas e tutte le sue avversarie.
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