16 anni e non sentirli. Sono state settimane indimeticabili per Riccardo Cassano, giovanissimo e talentuosissimo centrocampista dell'U17 del Como, convocato da Cesc Fabregas per l'ultima gara casalinga della prima squadra contro il Parma.
L'allenatore spagnolo ne aveva già tessuto le lodi nelle conferenza stampa pre Verona-Como: "Cassano si è allenato con noi e mi è piaciuto molto. Mi ha regalato grande soddisfazione, è un play forte e fisico che, nell’allenamento con noi, non ha affatto sfigurato. Da quel che ha fatto vedere, direi che ci può stare: potrei convocarlo".
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Prima intervista anche per Cassano dopo la vittoria del Como per 1-0 contro il Parma: il prodotto del vivaio biancoblù a parlato a Como Tv:
"Difficile da descrivere, sono emozioni forti. Ma è qualcosa che ho sempre sognato, è un traguardo che deve essere una rampa di lancio per altre cose belle che accadranno in futuro. Ma è un'emozione unica, solo un paio di settimane fa ero in Curva a tifare il Como. Oggi invece questa bellissima esperienza, devo continuare a lavorare. Ma speriamo che non sia la prima e l'ultima volta".
Fabregas ha parlato benissimo di te in conferenza. Lo sapevi?
"Sono parole di un campione che ha fatto la storia del calcio nel suo ruolo, ed è anche simile a ciò che è la mia posizione. Parole che rimangono e che mi hanno reso orgoglioso. Mi dicono che sono sulla strada giusta, non mi resta che continuare a lavorare".
A chi ti ispiri dalla prima squadra?
"A me piace molto Perrone. Ha una tranquillità quando gioca... mi rispecchio molto in lui in certe cose. Ogni giorno in allenamento cerco di rubargli qualcosa. Si può imparare da tutti all'interno del club, ma per lui ho un occhio particolare".
Come descriveresti il tuo percorso calcistico?
"Io ho iniziato qua, da piccolissimo, dopo la scuola calcio sono entrato nelle giovanili del Como. Poi ho fatto una piccola parentesi all'Inter, quando è fallito il Como, però poi sono tornato subito qua, dove sto e sono sempre stato bene. Dove sono nato, cresciuto e non vedo l'ora di proseguire".
Il sogno di esordire in prima squadra ora è più vicino.
"C'è, ma l'unico modo per farlo accadere è continuare a lavorare e non pensarci tanto. Col lavoro, la passione e l'umiltà è una cosa che può realizzarsi".
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