Termina dopo otto anni la lunga avventura in panchina di Felice Mavillonio con la Giovanile Canzese. Il tecnico ha detto addio domenica, dopo il 10-1 dell’ultimo turno all’Ardenno Buglio, lasciando una società che per lui è come essere a casa. Otto anni in panchina, sette in Prima categoria e uno in Promozione, ma ora è il momento di fermarsi: «Ho avuto da poco il quarto figlio, e voglio prendermi del tempo per stare di più con la mia famiglia – spiega – ma non è solo questo, perché penso che in ogni caso tutto prima o poi debba avere fine, era giusto fermarsi anche per la società, che potrà intraprendere una nuova strada».
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Negli anni di Mavillonio, la Giovanile Canzese si è consolidata come una realtà forte di Prima categoria, con il picco della vittoria dei playoff nel 2023 (quando Mavillonio fu premiato con la “Panchina d’Oro Lariana – Aiac”) e la conseguente Promozione: «Quello è senza dubbio il momento più bello di questi anni, quello che abbiamo fatto è stato incredibile. Purtroppo non siamo riusciti a farci valere in Promozione, ma sapevo che non sarebbe stato facile: l’unico rammarico – se così vogliamo chiamarlo – è stato quello di affrontare quel campionato con parecchi infortuni dei nostri uomini chiave».
Tantissimi i rapporti umani nati in questi anni: «Con alcuni giocatori avevo anche giocato, con altri sono stato insieme per tutti questi otto anni. Scontato dire Edoardo Brenna, il capitano e il leader di questi ultimi anni. Di nomi ne potrei fare tanti altri, ma se devo dirne un altro faccio quello di Fabrizio Bulega, con cui avevo anche giocato quando io stavo finendo e lui era un giovane proveniente dall’Arcellasco. Con lui ho avuto sempre sintonia, soprattutto nel modo di vedere il calcio». E poi il ds Stefano Anzani: «Lui rimarrà, sono contento e penso sia giusto così, per dare un po’ di continuità. Se vorranno chiedere il mio parere sul mio sostituto, sarò bene felice di darglielo».
Sono arrivate anche le parole del presidente della Giovanile Canzese, Andrea Ratti: «Non possiamo che ringraziare Felice per questi otto anni, dove ha contribuito con la sua passione e competenza a costruire una società solida e rispettata formando uomini prima che calciatori. Ha raggiunto traguardi storici, insieme al ds Stefano Anzani, portando la società in Promozione, in una squadra dove nessuno ha mai preso un euro di rimborso, e queste non sono cose da poco. Non siamo tristi per dover rinunciare a un allenatore del genere, bensì orgogliosi di averlo avuto con noi».
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