La salvezza dell’Arcellasco nel campionato di Eccellenza è uno di quei risultati sportivi che possono essere catalogati sotto la voce “miracolo”. Non è un’esagerazione e ne sono ben consapevoli anche al Lambrone. Perché per buona parte della stagione gli erbesi hanno oscillato tra la zona playout e quella che sarebbe costata la retrocessione diretta e pensare di mantenere la categoria già il 26 aprile, senza passare dagli spareggi, non sembrava nemmeno un’ipotesi contemplata.
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Poi, però, a fine gennaio, la società ha deciso di cambiare guida tecnica, richiamando Luigi Petrone, già artefice della salvezza dell’anno scorso, al posto di Claudio Nava. Nelle prime 19 giornate, l’Arcellasco aveva fatto 18 punti. Ne ha fatti 23 nelle successive 15, ma soprattutto ha vinto sei delle ultime nove, con due sole sconfitte nelle ultime 11. Un ruolino di marcia da parte alta della classifica, che è valso una salvezza meritatissima. “La definirei senza senso – ha commentato Petrone –. Ci siamo rialzati come ha fatto l’Ardor Lazzate, senza avere la loro rosa. Se il loro è un miracolo, il nostro cos’è? Nessuno ci dava salvi diretti, in pochi ci avrebbero dato ai playout. Invece siamo risorti”.
Incredibile il cambio di passo, soprattutto perché a quel punto della stagione non c’era il tempo di fare assimilare alla squadra nuovi dettami tecnici, per quanto Petrone conoscesse già ambiente e giocatori. Servivano risultati immediati in una situazione critica e l’Arcellasco, giocando da squadra vera, è riuscito a ottenerli. “Abbiamo lavorato su tutti gli aspetti, ma soprattutto su quello mentale e delle motivazioni – prosegue il mister –. Il percorso non è iniziato benissimo, perché non avevo a disposizione Giugliano e Scaccabarozzi e subito dopo si sono fatti male Colombo e Ripamonti, ma ho creduto nelle mie scelte e i ragazzi mi hanno seguito”.
Tra le mosse apportate in emergenza, c’è stata quella di responsabilizzare Ivan Castria in attacco. Quest’ultimo, poi, si è rivelato uno degli uomini in più delle “poiane”, con 12 reti. “Ho cercato di tirare fuori il meglio da ognuno – spiega Petrone –. Castria è stato bravo a darsi da fare ed è stato la nostra ancora di salvezza, con gol importanti per centrare un obiettivo straordinario. Ha qualità, ma deve avere maggiore fiducia”.
E così, dopo il record societario di punti dell’anno scorso, l’Arcellasco può godersi l’ennesima salvezza, al vertice del movimento calcistico comasco. E quest’ultima, per Petrone, è forse anche più speciale. “C’è qualcosa di ancor più magico – conclude –. Mi avevano dato del pazzo a tornare, ma non avevo dubbi che saremmo riusciti a salvarci”.
ECCELLENZA (girone A) - I VERDETTI
- Arconatese promossa in Serie D. Sestese e Alta Brianza retrocesse in Promozione
- Playoff, primo turno (3/5): Caronnese-Saronno. Solbiatese al secondo turno (10/5)
- Playout (10 e 17/5): Sedriano-Mariano e Vigevano-Vis Nova Giussano
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