A due giorni da Sassuolo-Como, anticipo della 33ª giornata di Serie A, ha parlato in conferenza stampa l'allenatore dei lariani, Cesc Fabregas, dopo la cocente sconfitta contro l'Inter per 3-4.
Tanti gli argomenti trattati al centro sportivo di Mozzate dal tecnico spagnolo: la squadra, contro l'Inter, è riuscita a competere in maniera eccellente e avrebbe certamente meritato qualcosa in più.
Ecco le parole di Fabregas in conferenza stampa..
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Sassuolo-Como, che partita si aspetta?
“Il Sassuolo è una grande squadra, li seguivo anche in Serie B, una lega che qui apprezziamo molto. Hanno migliorato la squadra, è una di quelle che gioca meglio in Italia e impariamo tante cose da loro. Giocano un calcio positivo e moderno, quando guardi il Sassuolo non cambi canale: è piacevole da vedere”.
E il Como come sta dopo la sfida contro l'Inter?
“Sinceramente non pensiamo troppo alla Coppa Italia. Contro l’Inter è stata una partita molto dispendiosa, fisicamente ed emotivamente, ma abbiamo recuperato bene. Qualcuno è un po’ più stanco, ma vedo tutti motivati: sanno di aver disputato una grande partita. Si va avanti e si continua, non c’è più quella sensazione di netta inferiorità nei loro confronti, al di là del risultato. E' un fattore importante questo per una squadra giovane: ci mancano piccoli dettagli che contro le grandi squadre pesano ancora”.
Como con il 4-2-3-1, ma spesso trasformista. Come si spiegano i cambiamenti?
“Siamo una squadra che, più o meno, ha giocato sempre nello stesso modo, ma c’è sempre un'evoluzione. Per i giocatori è difficile, non sanno che direzione decidiamo di prendere come staff nel preparare la partita. Ora siamo una squadra molto più preparata a diversi tipi di partite, stiamo cambiando per le caratteristiche degli avversari e per le peculiarità dei giocatori. Ci sono molte rotazioni, è quello che chiede il calcio oggi: alla fine il calcio è fatto di scelte, quante più saranno positive ci saranno più possibilità di fare gol. Per esempio: Nico Paz per me ha fatto una grande partita, mi ha fatto piacere ritrovare quel Nico, però quando abbiamo preso il 2-2 ha sbagliato una scelta importante. Detto ciò, Nico ha fatto un partitone e vorrei che giocasse sempre così. Questo è il calcio, noi proviamo a dare più spunti possibili ai giocatori”.
Ci sono stati problemi difensivi contro l'Inter?
“La nostra difesa non è andata in confusione. Abbiamo recuperato tantissimi palloni con il pressing alto ben fatto. Nelle palle inattive non siamo stati precisi e concentrati al massimo, ma loro sono fortissimi. Secondo me Kempf ha fatto un errore individuale sul secondo gol di Thuram, la prima rete subita, invece, è un gol meraviglioso. Sapevamo che loro sono fortissimi sui cross dentro l’area. Noi andiamo avanti, sono sicuro che questa è la strada giusta perché la squadra mi dà risposte. Conosco bene questa squadra, so quando non sta bene e quando sta bene. Dobbiamo dimenticare questa partita, ora abbiamo sei partite importantissime”.
Quanto la gratifica lottare con le grandi?
“La crescita è costante e grazie ai giocatori e a un grandissimo staff. Grazie anche all’intensità che mettiamo in allenamento, spingiamo molto e sappiamo che siamo molto più in alto di quello che pensavamo all’inizio. Continuamo a lavorare e speriamo di arrivare più in alto possibile, sapendo che la strada è giusta".
Che ne pensa del centrocampo del Sassuolo?
“E' molto forte. Koné non lo conoscevo, sta facendo una stagione incredibile e ne parlo spesso con Charlie Ludi. Matic è come un fratello, gestisce le dinamiche delle partite ed è super intelligente, un giocatore di un altro livello. Thorsvedt è un giocatore che i dati premiano, fa tante cose e le fa bene. C’è anche Lipani che è il capitano dell’Under 21".
Da Cunha cosa rappresenta per il Como?
“Il giocatore intelligente può fare tutto, è quello che può crescere di più. Lucas è molto intelligente e ha grandissima mentalità, non salta un allenamento e fa tutto sempre bene. Tutto ciò è importantissimo per un allenatore, è il tipico giocatore che il nostro scouting cerca. Noi cerchiamo giocatori forti di mentalità, intelligenti e disponibili a diverse situazioni”.
Massimiliano Gatto come si è inserito nello staff?
“Rispondo molto volentieri su di lui. Massimiliano è come Da Cunha però come membro dello staff. Lui continua a crescere con umiltà assoluta e ha il Como nel sangue. E ancora un po’ calciatore dentro, quando fa i lavori individuali lo fa con una naturalezza incredibile, ha talento. Non siamo i migliori in niente, ma abbiamo voglia e fame di migliorare sempre. Non dimentichiamoci di Iovine: se un giorno io andrò sarò sereno perché loro stanno crescendo e stanno imparando sempre di più per aiutare il Como, sono leggende del Como. Nel mio primo giorno da allenatore, Gatto era dietro di me e mi ha aiutato fin da subito”.
Siete andati a visionare il Real Castilla, la squadra B del Real Madrid. Sono in arrivo altre operazioni con gli spagnoli?
“Siamo sempre in movimento su quel campo, ci piace vedere i giocatori per avere sensazioni diverse, è troppo importante. Stiamo cercando giocatori per il futuro, sappiamo i risultati che hanno dato Nico Paz e Jacobo Ramon.
E il futuro di Fabregas sarà ancora a Como?
“E difficile dirlo con certezza, ma in questo momento sento che sarà così. Sono innamorato di tutto quello che stiamo facendo qua e questo non cambierà mai. È molto difficile, tutto dipende anche dalle altre parti. C’è la mia ambizione, l’ambizione della società e dopo ci sono i tifosi. Io darò tutto per il Como, ma conosco il calcio e magari dopo due partite andate male può succedere che si voltino le spalle. Io come Wenger per il Como? Sarebbe bellissimo”.
LA STAGIONE DEL COMO
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