Sergi Roberto racconta la crescita sorprendente del Como, sottolineando come l’obiettivo iniziale fosse semplicemente la salvezza.
Dopo una prima stagione positiva, le aspettative si sono alzate, ma nessuno immaginava di trovarsi in piena corsa per la Champions League a poche giornate dalla fine.
Le sue parole a "Storie di Serie A", format di Dazn...
$ADS2
Il centrocampista evidenzia l’entusiasmo e l’unità del gruppo come veri punti di forza: una squadra giovane, senza pressione e con grande spirito familiare, capace di competere grazie alla leggerezza mentale. Decisive, in questo senso, alcune vittorie chiave (come quelle contro Juventus e Roma) che hanno fatto credere concretamente nel traguardo europeo.
Roberto ribadisce quanto sarebbe storico per il club e per la città raggiungere la Champions, pur consapevole delle difficoltà del finale di stagione. Il Como, però, ci crede.
Sul piano personale, spiega di aver scelto Como per una nuova sfida all’interno di un progetto ambizioso e in crescita, guidato da Fabregas, che considera già uno dei migliori allenatori avuti e un modello anche per il suo futuro.
Ampio spazio anche ai giovani: il gruppo lo ha sorpreso per qualità e mentalità, con un elogio particolare a Nico Paz, definito talentuoso ma soprattutto umile e orientato alla squadra.
Infine, uno sguardo alla carriera: dai ricordi indimenticabili al Barcellona (come il gol al PSG) fino al futuro, che immagina ancora nel calcio, probabilmente da allenatore. Il Barça resta “il club della vita”, con la porta aperta a un possibile ritorno.
A FINE ARTICOLO L'INTERVISTA COMPLETA