Una sconfitta netta, maturata soprattutto nella prima parte di gara, ma che non cancella la lucidità nell’analisi. Il Serenza Carroccio cade 4-1 contro l’Olimpia Cadorago, ma dalle parole di Simone Filippetto a Bar Lariosport emerge una lettura chiara del momento della squadra.
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«Nel primo tempo abbiamo fatto molta fatica – racconta – perché hanno tenuto un ritmo altissimo. Non riuscivamo praticamente a superare la metà campo». La gara si è indirizzata già nei primi 45 minuti, con il Serenza costretto a inseguire e incapace di trovare continuità nella manovra. «Ci avevano già impressionato all’andata e anche questa volta hanno confermato di essere una squadra molto forte». Nella ripresa, con il calo fisiologico degli avversari, il Serenza ha provato ad alzare il baricentro. «Siamo usciti un po’ di più, ma senza creare occasioni vere. Il risultato, per quanto largo, è giusto»
La stagione, però, va letta nel suo complesso. «È stata un’annata particolare, con tanti infortuni e assenze. Abbiamo cambiato spesso formazione, abbiamo avuto quattro portieri e anche davanti abbiamo dovuto adattare giocatori». Dopo il terzo posto dello scorso anno, le aspettative erano diverse. «Partivamo con ambizioni più alte, ma il livello del campionato si è alzato molto».
Sulla lotta al vertice, Filippetto non ha dubbi: «La squadra che ci ha impressionato di più è l'Olimpia Cadorago. Ha qualità e un ritmo altissimo. Anche il Bulgaro è una squadra molto forte». Al di là dei risultati, però, il Serenza guarda anche a una svolta importante: il ritorno a casa. È stato inaugurato il nuovo campo in sintetico di Capiago Intimiano, ribattezzato “Capiago Bernabeu”.
«Per noi è qualcosa di speciale – spiega – perché siamo tutti ragazzi del posto. Questi mesi in trasferta sono stati difficili, mancava quella sensazione di casa». L’attesa è stata lunga, tra rinvii e imprevisti, ma ora la squadra può finalmente tornare nel proprio ambiente. «Allenarsi su un campo a 11 cambia tanto – conclude – possiamo lavorare meglio e crescere anche sotto questo aspetto».
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